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Venezia, la bicicletta e tu

 

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31/08/2017

L’illustratore galiziano David Pintor ci regala il suo diario di viaggio fra calli e canali

di Alessandra Testa

In questi giorni di arti e cinema sulla Laguna, c’è un silent book perfetto per far conoscere ai più piccoli, e riscoprire agli adulti, l’antica e più amata Repubblica marinara. Il titolo – ovvio quanto inevitabile – è Venezia, un inno alla Regina dell’Adriatico patrimonio dell’Unesco che, fra sogno e realtà, si sviluppa quasi fosse la sceneggiatura di un moderno film muto. L’autore è David Pintor, l’illustratore galiziano che ama spostarsi in bicicletta e che per l’editore Kalandraka aveva già pedalato su Barcellona, Lisbona e Compostela (collana “Le città”).

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«Mi sono smarrito a Venezia, ma c’è qualcosa di più magico che perdersi qui? Sul cielo vedo uno stormo di piccioni, sarò sicuramente vicino a piazza San Marco. I gatti veneziani mi precedono lungo i canali e sento che la realtà rimane fuori da questo labirinto travestito da città. Vado a zonzo senza cartina, dal ponte di Rialto a Burano, dal sestiere di San Polo fino all’angolo più caratteristico di Campo della Maddalena. Pian piano, ogni cosa sembra prendere vita, le ombre dei palazzi fluttuano, i balconi ballano e i terrazzi galleggiano sui tetti. All’improvviso, le foglie degli alberi e i piccioni si alzano in volo trasportati dalla musica, e io mi lascio condurre su questa città che sto sognando. Più tardi, quando mi sveglierò, avrò una sola certezza. Venezia contiene tutte le storie».

Una guida per viaggiatori sognatori

La mappa di questo poetico viaggio solo per immagini è tracciata così, con poche parole, le uniche di tutto il libro, quasi a volersi imporre come una guida per viaggiatori con la testa fra le nuvole. Tre lingue: l’italiano, l’inglese e lo spagnolo. Le lingue dei paesi in cui la casa editrice ha stampato il maneggevole libro d’artista, lo stesso artista che qualche anno fa illustrò Racconti per bambini che si addormentano subito e il commovente anelare di Alessandro Riccioni verso la madre assente ne L’eco, albo edito da Lapis, e ancora lo struggente La piccola grande guerra, ancora con Lapis.

Venezia in bicicletta

Librarsi in volo a Venezia

Diario pieno di appunti visivi, il percorso di Venezia prende avvio come su una tavolozza da pittore, anche se Pintor si autorappresenta come un bohémien con in mano un semplice quaderno per gli schizzi.

Burano e il campanile di San Marco, il Ponte dei Sospiri e Palazzo Ducale e, ancora, Campo di San Vidal, Campo della Maddalena, Campiello Mosca e il Mercato di Rialto sono solo alcuni dei luoghi esplorati. E poi quel caffè con all’orizzonte l’infinito, quei panni stesi a ribadir la vita e quei gatti che appaiono come comparse anarchiche in ogni momento della giornata o lettera d’amore sospirata fra le calli.

Infine, le gondole e i piccioni, presenze immancabili delle agorà nostrane. Con questi uccelli, forse troppi ma comunque soli in un mondo che si ferma solo per lanciar loro qualche briciola, Pintor vola. E ribadisce se stesso, trasformandosi in un attento Peter Pan che può restare bambino solo appuntandosi tutto e non dimenticando nulla di quanto lo ha raggiunto e sorpreso fra l’alba e il tramonto.

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Pintor racconta una Venezia smarrita perché chi si è perso, volutamente e consapevolmente, è proprio lui. Fotografa l’architettura della città, cambiandone la prospettiva e giocando con luce e colore, citando elegantemente il Carnevale e accennando, ma solo sul finale, l’atroce rischio che, se ne parla da tempi immemori, Venezia venga sommersa e scompaia per sempre.

David Pintor dà voce al suo sentire

«No es un un libro realista», spiega Pintor interpellato da La Voz de Galicia, perché «lo importante no es pintarlo que ves, sino lo que sientes que es el oficio del pintor». Perché l’importante non è rappresentare quel che si vede fuori, ma quel che si sente dentro. Questo è il lavoro dell’artista e, dovrebbe essere, sembra suggerire, il dovere di chi guarda.

Venezia e il gatto

Sfogliatelo con cura, bambini, questo albo discreto e prezioso. È l’ora di fare un piccolo viaggio fra le meraviglie della nostra Italia e di ricordare a mamma e papà, qualora lo avessero dimenticato, cosa significa respirare il silenzio, annusare gli odori, farsi travolgere dai rumori e, dopo aver passato a memoria con gli occhi, chiuderli e rievocare ogni cosa. Con il condimento dell’immaginazione e delle sensazioni più private.

Questa è la magia di un silent book. La grandezza dell’arte e, nel suo piccolo, la visione di Pintor.

Venezia

di David Pintor, Kalandraka editore, 2017
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

 

https://www.milkbook.it/venezia-la-bicicletta-e-tu

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C’è qualcosa di magico a smarrirsi a Venezia…

Inizia così  Rossana Sisti il suo pezzo sullo Scaffale Basso del giornale “L’avvenire” dello scorso 13 giugno.

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Ancora approfondimenti sui libri banditi

La redazione di Bossy – il blog femminista che tratta tematiche connesse alla discriminazione e disuguaglianza maschile e femminile, ai fenomeni di abusi e violenze, ai diritti LGBT- ha dedicato un articolo di approfondimento ai libri banditi dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.  Per quanto riguarda noi della Kalandraka avremmo piacere a sapere se iniziata la scuola, i libri continuano lontani dalle mani degli insegnanti e dei bambini veneziani. Tutto tace presso la Serenissima.

http://www.bossy.it/venezia-censura-i-libri-e-noi-li-leggiamo-tutti-e-poi-ve-li-regaliamo.html

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