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I libri del 2015 che hanno reso più bello AtlantideKids

AtlantideKids

1. Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna – Orecchio acerbo Pinocchio prima di Pinocchio3

Quando lo vedo, lì dritto, impettito, stagliarsi nell’aurora, o nel tramonto, lo immagino pronto a mirabolanti avventure. E non mi sbaglio: parte a grandi balzi. Non conosce mezze misure. Sembra felice, ma non pare Pinocchio, non vedo il naso lungo che, così di profilo, certamente salterebbe agli occhi. D’altra parte, da come capitombola e si diverte, sembra proprio lui. Non so… io continuo a seguirlo, e con una certa trepidazione, perché il ragazzino di legno si sta fidando ciecamente di un gatto e di una volpe, silhouette nere nella neve bianca, e s’avvia a passo sicuro verso una folla di altri legnosi, verso un bosco, che dal tanto danzare s’infiammano. []

2. C’era una volta una bambina, di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo – Topipittori

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015…

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Settembre inizia con Stormo. Magari anche a scuola.

Su Book Avenue, Isabella Paglia inaugura settembre con una vetrina di proposte per ragazzi. Tra i titoli scelti, c’è  Stormo.  Temi immancabili quelli del libro dei messicani M. Julia Díaz Garrido e David D. Álvarez Hernández, magari da leggere, nel testo e nelle immagini, insieme in classe.  Per iniziare bene.

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Link alla pagina del sito:

http://www.bookavenue.it/piccoli-lettori-crescono/item/1608-di-isabella-paglia.html

Cari estinti, finalmente ci siamo incontrati (in biblioteca)

Mercoledì 12 agosto, alla Biblioteca Canova di Firenze,  si è svolta una lettura di Cari estinti da parte degli operatori della sezione Junior del posto.  Il libro è stato scelto per un incontro attività di questa  mattinata di quasi Ferragosto, periodo di viaggi.  In effetti, il libro  di Arianna Papini, ci fa letteralmente viaggiare nel tempo e nello spazio. Una bambina in partenza per le isole Galapagos, conosce già il geochelone e la sua storia e , con emozione, la  condivide con gli altri partecipanti, mentre ne  riascolta la poesia dalla voce degli operatori della sezione. È una delle presenze che animano le pagine di questo albo, capace di ridare vita a venti specie animali estinte per mano dell’uomo, che si raccontano con poesie, accompagnate da ritratti di ispirazione funebre,  e interrogano con sottile ironia il lettore, inevitabilmente  coinvolto in prima persona.

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In copertina, il DODO, Raphus cucullatus; ottava poesia del libro

20150812_104111“Son geochelone, enorme tartaruga, vivevo bene nell’ isola di Pinta …” (si presenta: il GEOCHELONE, chelonodis abingdonii)

20150812_104429Già fui cacciata dai compari di Colombo  quando per mare le Americhe scoprì…(si presenta: la FOCA DEI CARAIBI, neomonachus tropicaliis)

  20150812_111059(1)-PER-WEB dopo la lettura, i partecipanti si sono messi all’opera.  Colori, piccoli pennelli, tappi di sughero a disposizione…

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…ma i più piccoli hanno preferito le mani, senza mediazioni

20150812_111313-PER-WEBal lavoro per realizzare la carta di identità di un animale estinto, scelto tra quelli del libro, oppure per pensarne uno a fantasia o, ancora, uno esistente e immaginare quali potrebbero essere le cause della sua estinzione, se non ce ne prendiamo cura..

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Dopo circa due ore, ci siamo salutati. I partecipanti hanno messo i disegni ad asciugare, e ognuno è partito  con proprio animale estinto nel cuore, in attesa del prossimo incontro.

Che lingua parla il silenzio di Sara? “È non è” tradotto in Cina

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Sara non somiglia a nessuno. Credi che esistano due pietre, due cani, due foglie o due persone uguali?

Che lingua parla il silenzio di Sara?

Che lingua parlano i pensieri di suo fratello, immaginati nelle parole di Marco Berrettoni Carrara?  Lo dice il testo e lo  dicono  i disegni, i collages, i colori di  Chiara Carrer. Lo dice l’ombra di Sara che scivola lungo i muri.  Lo racconta l’abbraccio con cui Sara soffoca d’affetto suo fratello.

Il cielo che Sara guarda ha lo stesso colore di quello che guarda lui? Ed ha lo stesso colore in un altro spazio del mondo?

Sicuramente un libro è un ponte che può unire i luoghi più lontani.  Un ponte fatto di comprensione. Nel senso del “capire insieme”.

Oggi abbiamo avuto una bella sorpresa. Un bel pacchetto dalla Cina con “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer in cinese.

Dunuqe,  il libro è andato lontano, grazie, anche, alla mediazione di Patricia Aldana dell’  International Board on Books for Young People ( IBBY) che ha fatto da tramite tra Italia e Cina.  Ne diamo la bella notizia.

Fai clic per accedere a e-non-e-IT_01.pdf

Censura nei libri per l’infanzia, perché è giusto parlarne.

Uno dei titoli più emblematici del catalogo di Kalandraka, Orecchie di farfalla, censurato nelle scuole veneziane.

A2010304Piazza San Marco a Venezia con la Biblioteca Marciana

Il libro “Orecchie di farfalla”, scritto dall’autrice spagnola Luisa Aguilar e illustrato dal brasiliano André Neves, è uno dei 49 titoli che il neo eletto sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha fatto ritirare dagli asili e dalle scuole dell’infanzia comunali, perché incluso nel programma “Leggere senza stereotipi” promosso dall’amministrazione uscente.
Lo avevo annunciato durante la campagna elettorale e adesso lo metto in pratica- ha dichiarato il primo cittadino di Venezia lo scorso 24 giugno a “La Nuova” di Venezia e Mestre-“ Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente.  Nella loro casa potranno esserci papà 1 e papà 2, mamma 1 e mamma 2 e sarà certamente incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà. Sono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori, nella piena libertà di scelte degli adulti”.

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-“Mamma tu credi che io abbia le orecchie a sventola?”   – No, mia figlia, hai le orecchie  come farfalle”   -“Ma come sono le orecchie come farfalle?”   -“Sono orecchie che svolazzano sopra la testa e le cose brutte le colorano di festa” (da Orecchie di farfalla, L. Aguilar, A. Neves)

Le dichiarazioni di Brugnaro sono servite per sospendere il progetto sulle differenze di genere nell’educazione infantile, ideato nel 2014 dalla consigliera ai Diritti Civili e contro le discriminazioni del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi.

Il programma prevedeva l’acquisto di 1.098 libri per 49 titoli, già classici della letteratura infantile, con una spesa approvata di 10.000 euro. I libri sarebbero andati ad arricchire le biblioteche di sezione degli asili e delle scuole per l’infanzia. Tra i titoli censurati, solo per citare alcuni tra i più noti a livello internazionale, “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Sono io il più forte!” di Mario Ramos, “E con Tango siamo in tre” di Justin Richardson, “Ernest e Celestine” di Gabriel Vincent e “Se io fossi tu” di Richard Hamilton e Babette Cole, “A caccia dell’orso” di Helen Oxenbury e Micheal Rosen. Tra quelli provenienti dall’editoria di progetto italiana, “Piccolo uovo” di Francesca Pardi e Altan, “Ninna Nanna per una pecorella” di Eleonora Bellini e Massimo Caccia, “Salverò la principessa” di Nicola Cinquetti e Silvia Vignale e molti altri.

Già a suo tempo, l’assessora alla Pubblica Istruzione , Tiziana Agostini, non aveva sostenuto il progetto e i libri hanno trascorso molti mesi nei magazzini comunali, fino al via libera, giunto nelle seconda metà del 2014 e i volumi poterono essere consegnati alle scuole, lasciando ai docenti la libertà della loro lettura.

Camilla Seibezzi segnala che “una squadra di pedagogisti e psicologi ha scelto accuratamente i titoli, che dopo incontri di formazione con i docenti, sono stati integrati nelle scuole.”.
La scelta di Brugnaro di sospendere un progetto che conta sull’appoggio delle università e di 70 amministrazioni pubbliche italiane, in un momento in cui la scuola affronta l’ennesimo progetto di legge per la sua riforma, sta provocando reazioni nel settore editoriale, nei movimenti per i diritti civili e nel settore dell’educazione.

Lo scorso 4 luglio, Brugnaro, tramite il suo portavoce Alvise Sperandio, e per contenere le critiche, ha annunciato che sottoporrà ad un’ analisi i 49 titoli e che, eventualmente, riconsidererà la sua decisione su alcuni di essi.
L’ufficio stampa del Comune di Venezia non ha emesso alcuna nota ufficiale per dare spiegazioni della decisione del primo cittadino, come ha dichiarato oggi stesso la sua titolare, Anna Bardella, che ha ammesso di essere venuta a conoscenza del ritiro dei libri solamente dalla stampa. Ciò nonostante ha confermato il fatto ed ha assicurato di non essere in possesso di alcuna ulteriore informazione dal momento che non ha ancora il telefono degli assessori.
Al di là di una possibile ritrattazione e di spiegazioni a posteriori, il fatto di ritirare 49 titoli di case editrici di riconosciuto prestigio come Lapis, Babalibri, Lo Stampatello, Mondadori, Fatatrac, Kite, Il Castoro o la stessa Kalandraka, evidenzia, nella migliore delle ipotesi, l’ingenuità del politico, nella peggiore, la negligenza, l’ignoranza e l’opportunismo.

Non si tratta di voci di corridoio, ma di un atto della giunta municipale, orgogliosamente, a quanto emerge dalla sua dichiarazione, rivendicato dal Sindaco. Un gesto che accade oggi in una delle città di riferimento dell’immaginario collettivo mondiale, in un ricco paese della democratica e civile Unione Europea.

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-“Mara legge sempre libri usati”

-“No! E’ che mille mani li hanno accarezzati”

Maria Silvia Fiego, della casa editrice Lo Stampatello, dichiara a Kalandraka che

togliere visibilità a temi già di per sé invisibili significa contribuire a crescere i bambini in una cultura di silenzio e intolleranza. Significa anche contribuire al malessere adolescenziale di tutti quei bambini che saranno adulti, insomma favorire la violenza generata dall’ignoranza.
Gli stereotipi di genere reiterati nell’infanzia diventano gabbie per i giovani. Riflettere durante l’infanzia su cosa significhi essere maschi o femmine e di come si possa esserlo liberamente contribuisce alla consapevolezza di sé. Essere consapevoli degli stereotipi ci aiuta a rapporti più maturi con sé e con gli altri. Più reali e dunque sicuramente più rispettosi. Capire che per essere maschi non è necessario essere forti e aggressivi è un primo passo fondamentale.

E le bambine italiane hanno bisogno di una educazione e valorizzazione della loro femminilità per acquisire autostima, hanno bisogno di storie attuali nelle quali si sentano protagoniste propositive di una realtà, che non significhi solamente inseguire il mondo maschile. Le bambine è bene che capiscano che questo mondo lo hanno costruito anche donne e che l’idea della famiglia non è statica né standardizzata, ma in continua evoluzione, relativa al momento storico e culturale. Nel XXI secolo le bambine e i bambini vogliono storie di cooperazione tra le persone, di amore incondizionato e libertà senza pregiudizi.
Luigi Brugnaro è un imprenditore di 53 anni, recentemente approdato alla politica, in seguito alle ultime elezioni amminsitrative. Ex presidente dell’agenzia di lavoro interinale Umana, con un fatturato di 300 milioni di euro, e della squadra di pallacanestro Reyer di Venezia, Brugnano è stato eletto come indipendente di una coalizione di destra con l’appoggio di Forza Italia, Area Popolare, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e la Lega Nord.

Con la sua decisione il sindaco di Venezia va ad aggiungere il suo nome alla storia della censura della parola scritta che, tanto in occidente come in oriente, ci riporta a vari secoli della nostra era. Così, il nostro grazioso “Orecchie di farfalla” umilmente saluta Protagora di Abdera la cui opera letteraria fu distrutta nel V secolo a.C., accusato di empietà e blasfemia per aver affermato che non era possibile sapere se gli dei esistessero.

principio_ITA_5.3Immagine da “L’inizio”, P.Carballeira, S. Danowsky
Quante biblioteche dovranno ancora bruciare in nome della salvaguardia dei principi morali e le tradizioni? .

Da parte nostra, come Kalandraka Italia, vogliamo poter desiderare che nel futuro prossimo le persone condividano emozioni e responsabilità, senza pensare che la loro nascita abbia determinato l’avvenire della storia. La razza umana è una chimera, la religione, una costruzione culturale o una scelta personale, nel migliore dei casi, il genere, una caratteristica della natura per rendere possibile la riproduzione. Il resto sono pregiudizi, che, come patelle, si attaccano alla nave umana parassitando sul suo percorso e che impoveriscono la nostra intelligenza.

Abbiamo bisogno di libri contro gli stereotipi per riflettere sul cammino comune dell’umanità, fino al bene e alla tolleranza.
E dobbiamo iniziare dall’infanzia, abbiamo XX secoli di ritardo alle spalle.

E bene, dunque, che ne parli anche l’Associazione Editori Italiani. Sotto il link con la loro risposta e i titoli che erano stati scelti per il progetto

http://www.aie.it/Press/Leggiilcomunicato.aspx?IDUNI=1cb3r0jfvk1zbk4wxi1v00sl8891&MDId=10600&RAE=10645%3B1%3B102-71-2007.3.16%3B102-2054-2015.7.7%3B-1%3B102%3B&Skeda=MODIF102-2054-2015.7.7

INDICE (2)

“Mara ha le orecchie a sventola! O ora ci dirai che sono orecchie di farfalla?”        – “No! Sono solo orecchie grandi.  E… chi se ne importa!”

Flashbook, viaggiare con la lettura. I titoli scelti quest’anno sotto il cielo d’estate

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Anche quest’anno c’è Flashbook, letture a ciel sereno. Un flash mob di lettura di libri selezionati per l’infanzia. Quindi, lettori appropriatevi di spiagge, giardini, strade, piazze, treni, autobus.. per leggere  ad alta voce, raccontare storie, portare  e condividere storie, e, non solo accompagnare i viaggi estivi, ma far viaggiare anche i più piccoli che  restano in cittàPerché, come dicono nella loro pagina facebook i promotori di questo evento, si può leggere ovunque e si può raccontare ovunque.  E d’altronde il flash mob è, innanzitutto, rottura , oltre che sorpresa , quindi, anche, resistenza nel quotidiano.   Allora, andare nei luoghi dove di storie c’è urgenza, magari, oppure in un posto  insolito, in mezzo alla gente o isolati, al mare-  in ogni caso,  finché c’è qualcuno che diffonde i racconti  come un tempo facevano i cantastorie, finché si racconta con parole e immagini, i bambini possono  stare sereni che le storie non andranno in vacanza. Alla fine una sopresa, con contributo degli editori, per i lettori.. Leggete il regolamento sulle pagine dedicate.

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Ecco, intanto,  cosa gli organizzatori hanno  scelto quest’anno  dal catalogo di Kalandraka.

Un libro assolutamente in tema, tra partenze e ritorni, dove il viaggiare è presente  nel suo senso più ampio reale e metaforico, un’avventura alla scoperta di sé attraverso l’ amicizia fra Orso e Tigre.  Un classico moderno. Parliamo di “OH, COM’E’ BELLA PANAMA!” di Janosch . E com’è bella Panama. Com’è bello partire e tornare per vedere le cose sotto un’altra luce, trasportati dall’illusione della meta, quando l’avventura è il percorso. Comè bello avere accanto un amico con cui ripararsi sotto la capanna quando piove,  che sa cercare i funghi, se si ha fame, con cui non avere paura se ci si perde. Così non si ha paura di niente, dice sempre la piccola Tigre, che si porta appresso la sua paperella tigrata, stando ben attenta che non si faccia mai male.

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Il secondo titolo sarà “CAPRETTI CAPRONI” di Olalla Gonzalez e Federico Fernandéz..  Ovvero, come i tre capretti,  il piccolo, il medio e il grande a dispetto delle dimensioni,  grazie all’astuzia, alla collaborazione, alla lealtà reciproca, riescono  a sconfiggere l’enorme e terribile orco e ad attraversare il ponte al di là del quale c’è un’erba verde e buona che li aspetta. Così buona, che perché dovremmo rinunciarci per uno stolto orcone?

Immancabile lettura, già a partire dalla prima infanzia, da un racconto della tradizione orale, con ritmo e ripetizioni, perfetto per la lettura all’aperto che fa rivivere il  cantore.

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Preparatevi a scatenare una caccia al tesoro alle scatole di cartone … perché c’è anche lui, quest’anno, il coniglio di “NON E’ UNA SCATOLA” di Antoinette Portis.   Pronti davvero a partire con la scatola di cartone che coniglio non molla mai. Si può spengere il fuoco di un palazzo in fiamme, volare in mongolfiera, navigare su una nave pirata o barca, E destinazione finale.. lo spazio. Anche qua, ogni viaggio è un avventura e ogni avventura è un viaggio. Si parte dall’immaginazione, che tutto trasforma, alchimicamente. Ecco allora, tanti  punti di vista, possibili, a partire dall’uno, la scatola.

Tra i vari progetti possibili, ecco il link ad alcune testimonianze di un lungo lavoro ispirato da questo libro, presso la scuola dell’infanzia Zizzi di Fano, l’ultimo che ci è stato segnalato: https://libripersognare.wordpress.com/2015/06/22/il-libro-come-progettualita-un-esempio-basato-su-non-e-una-scatola/

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Infine un classico ma in uno altro senso rispetto all’opera di Janosch, si tratta infatti, di un albo originale, ma fatto divenire dal pubblico un classico del nostro catalogo.  Un po’ un manifesto, grazie, forse, anche, alla classicità dello stile verbale che lo caratterizza in cui si afferma una verità per poi negarla con un’altra, e che ha la seduzione della dialettica filosofica, quella socratica in cui il pensatore  greco cercava di far sì che gli allievi tirassero fuori   la loro personale verità, rompendo con il concetto dialettico prevalso fino a quel momento, basato sulla retorica e la persuasione. Così le parole divengono capaci  di portarci con la massima limpidezza a esplorare l’inesplorato aprendo ad un universo di possibili prospettive, ispirazioni per tanti possibili confronti. Poi ci sono l’ironia, ritmo e rima, nel testo, firmato Luisa Aguilar  e nel linguaggio visivo, a nome André Neves.

Un titolo che è divenuto uno dei più richiesti anche per i progetti di adattamento in linguaggi per bisogni speciali. Dunque, per volare lontano ma anche stare saldi coi piedi per terra, scoprendo che alla fine non è poi così male, dipende sempre, appunto, dai punti di vista e dalla capacità di innalzarsi comunque, ecco “ORECCHIE DI FARFALLA”

NOTA: Segnaliamo che due dei titoli selezionati sono al momento fuori catalogo fino a ristampa da definire, si tratta di”Oh, com’è bella Panama!” e di ” Non è una scatola”.  Qundi chi desiderasse acquistarli in libreria, non li troverà! Ce ne scusiamo da parte nostra e degli organizzatori, che   non ne erano al corrente.

Si comincia a luglio.

https://www.facebook.com/flashbook.italia

Ci scusiamo in anticipo  con i lettori che andranno e a cercare il libro in libreria. Dei nostri tre titoli scelti, ne troveranno solo “Capretti caproni” perché  gli altri selezionati, che ora scoprirete,  sono, a insaputa degli organizzatori,  al momento non disponibili fino a ristampa da definire. Sarà un’occasione per scoprirne altri.

Schede tecniche dei titoli dal nostro sito:

Fai clic per accedere a oh-come-bella-panama-It_01.pdf

Fai clic per accedere a Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

Fai clic per accedere a capretti-caproni-IT_01.pdf

Il coraggio di ribellarsi nel racconto della tradizione orale. “Il piccolo coniglio bianco ” su La coda dei libri

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Una volta un bambino di 4 anni,  sentendo il canto Bella Ciao intonato da un coro in una piazza di Firenze ,  mi ha chiesto chi fossero questo “invasor”  e questo “partigiano” del testo.

Mi  sono venute subito  in mente la capra caprona e la formica Santippa de Il piccolo coniglio bianco di Xosé Ballesteros e Oscar Villan, che avevamo letto insieme il giorno prima.

Tutto chiaro. Naturalmente, non nel senso di una chiarezza e di valori assoluti e validi per tutti. Piuttosto, la canzone, grazie al racconto, ha richiamato significati interiori per lui perfettamente spiegabili ,a quel punto, e riconducibili al suo vissuto.

Questo libro è per me una fonte continua di divertimento, gioco, e occasione di confronto con i più piccoli su questioni fondamentali dell’esistenza umana, quelle che loro si trovano prestissimo ad affrontare.

La prepotenza del più grande,  che, però,   non è sinonimo di forza, la paura, il coraggio di ribellarsi a ciò che sembra enorme ed invincibile e al contrario, può  rivelarsi debole ed effimero, proprio a causa della stoltezza su cui si basa, l’illusione delle apparenze,  delle dimensioni,  l’ amicizia..

Il racconto si intreccia con la storia, intesa come passato dell’umanità. Tutto torna. In fondo, la Storia è innanzitutto quella tramandata oralmente, quella dei nonni, o di chiunque ci abbia raccontato o abbia per noi rappresentato accadimenti, vissuti, riconducibili ad un passato personale che è anche Storia.

Il carisma della favola della tradizione orale, il suo potenziale,  si svelano al massimo in questo adattamento di una novella del folclore portoghese, che richiama la nostra più nota capra ferrata.  I disegni di Oscar Villan e il testo di Xosé Ballesteros, inseriscono nel contemporaneo una voce che viene dal passato perché, grazie a nuovi linguaggi, a nuove espressività, la tradizione non muore e si offre con la sua essenza e carica simbolica universale nel tempo e nello spazio.

Nel libro, il coraggio della collaborazione e della solidarietà è quello che vince, ma inteso anche come curiosità,  dissacrazione, gioco. E viene premiato. Come?

Stefania Liverini lo ha scritto già nel titolo di questa sua  riflessione sull’albo che felicemente condividiamo dal nostro blog: “Per una zuppa di cavoli”

Eccola. Da  “La coda dei libri”

https://lacodadeilibri.wordpress.com/2015/06/16/per-una-zuppa-di-cavoli/