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Flashbook, viaggiare con la lettura. I titoli scelti quest’anno sotto il cielo d’estate

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Anche quest’anno c’è Flashbook, letture a ciel sereno. Un flash mob di lettura di libri selezionati per l’infanzia. Quindi, lettori appropriatevi di spiagge, giardini, strade, piazze, treni, autobus.. per leggere  ad alta voce, raccontare storie, portare  e condividere storie, e, non solo accompagnare i viaggi estivi, ma far viaggiare anche i più piccoli che  restano in cittàPerché, come dicono nella loro pagina facebook i promotori di questo evento, si può leggere ovunque e si può raccontare ovunque.  E d’altronde il flash mob è, innanzitutto, rottura , oltre che sorpresa , quindi, anche, resistenza nel quotidiano.   Allora, andare nei luoghi dove di storie c’è urgenza, magari, oppure in un posto  insolito, in mezzo alla gente o isolati, al mare-  in ogni caso,  finché c’è qualcuno che diffonde i racconti  come un tempo facevano i cantastorie, finché si racconta con parole e immagini, i bambini possono  stare sereni che le storie non andranno in vacanza. Alla fine una sopresa, con contributo degli editori, per i lettori.. Leggete il regolamento sulle pagine dedicate.

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Ecco, intanto,  cosa gli organizzatori hanno  scelto quest’anno  dal catalogo di Kalandraka.

Un libro assolutamente in tema, tra partenze e ritorni, dove il viaggiare è presente  nel suo senso più ampio reale e metaforico, un’avventura alla scoperta di sé attraverso l’ amicizia fra Orso e Tigre.  Un classico moderno. Parliamo di “OH, COM’E’ BELLA PANAMA!” di Janosch . E com’è bella Panama. Com’è bello partire e tornare per vedere le cose sotto un’altra luce, trasportati dall’illusione della meta, quando l’avventura è il percorso. Comè bello avere accanto un amico con cui ripararsi sotto la capanna quando piove,  che sa cercare i funghi, se si ha fame, con cui non avere paura se ci si perde. Così non si ha paura di niente, dice sempre la piccola Tigre, che si porta appresso la sua paperella tigrata, stando ben attenta che non si faccia mai male.

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Il secondo titolo sarà “CAPRETTI CAPRONI” di Olalla Gonzalez e Federico Fernandéz..  Ovvero, come i tre capretti,  il piccolo, il medio e il grande a dispetto delle dimensioni,  grazie all’astuzia, alla collaborazione, alla lealtà reciproca, riescono  a sconfiggere l’enorme e terribile orco e ad attraversare il ponte al di là del quale c’è un’erba verde e buona che li aspetta. Così buona, che perché dovremmo rinunciarci per uno stolto orcone?

Immancabile lettura, già a partire dalla prima infanzia, da un racconto della tradizione orale, con ritmo e ripetizioni, perfetto per la lettura all’aperto che fa rivivere il  cantore.

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Preparatevi a scatenare una caccia al tesoro alle scatole di cartone … perché c’è anche lui, quest’anno, il coniglio di “NON E’ UNA SCATOLA” di Antoinette Portis.   Pronti davvero a partire con la scatola di cartone che coniglio non molla mai. Si può spengere il fuoco di un palazzo in fiamme, volare in mongolfiera, navigare su una nave pirata o barca, E destinazione finale.. lo spazio. Anche qua, ogni viaggio è un avventura e ogni avventura è un viaggio. Si parte dall’immaginazione, che tutto trasforma, alchimicamente. Ecco allora, tanti  punti di vista, possibili, a partire dall’uno, la scatola.

Tra i vari progetti possibili, ecco il link ad alcune testimonianze di un lungo lavoro ispirato da questo libro, presso la scuola dell’infanzia Zizzi di Fano, l’ultimo che ci è stato segnalato: https://libripersognare.wordpress.com/2015/06/22/il-libro-come-progettualita-un-esempio-basato-su-non-e-una-scatola/

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Infine un classico ma in uno altro senso rispetto all’opera di Janosch, si tratta infatti, di un albo originale, ma fatto divenire dal pubblico un classico del nostro catalogo.  Un po’ un manifesto, grazie, forse, anche, alla classicità dello stile verbale che lo caratterizza in cui si afferma una verità per poi negarla con un’altra, e che ha la seduzione della dialettica filosofica, quella socratica in cui il pensatore  greco cercava di far sì che gli allievi tirassero fuori   la loro personale verità, rompendo con il concetto dialettico prevalso fino a quel momento, basato sulla retorica e la persuasione. Così le parole divengono capaci  di portarci con la massima limpidezza a esplorare l’inesplorato aprendo ad un universo di possibili prospettive, ispirazioni per tanti possibili confronti. Poi ci sono l’ironia, ritmo e rima, nel testo, firmato Luisa Aguilar  e nel linguaggio visivo, a nome André Neves.

Un titolo che è divenuto uno dei più richiesti anche per i progetti di adattamento in linguaggi per bisogni speciali. Dunque, per volare lontano ma anche stare saldi coi piedi per terra, scoprendo che alla fine non è poi così male, dipende sempre, appunto, dai punti di vista e dalla capacità di innalzarsi comunque, ecco “ORECCHIE DI FARFALLA”

NOTA: Segnaliamo che due dei titoli selezionati sono al momento fuori catalogo fino a ristampa da definire, si tratta di”Oh, com’è bella Panama!” e di ” Non è una scatola”.  Qundi chi desiderasse acquistarli in libreria, non li troverà! Ce ne scusiamo da parte nostra e degli organizzatori, che   non ne erano al corrente.

Si comincia a luglio.

https://www.facebook.com/flashbook.italia

Ci scusiamo in anticipo  con i lettori che andranno e a cercare il libro in libreria. Dei nostri tre titoli scelti, ne troveranno solo “Capretti caproni” perché  gli altri selezionati, che ora scoprirete,  sono, a insaputa degli organizzatori,  al momento non disponibili fino a ristampa da definire. Sarà un’occasione per scoprirne altri.

Schede tecniche dei titoli dal nostro sito:

Fai clic per accedere a oh-come-bella-panama-It_01.pdf

Fai clic per accedere a Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

Fai clic per accedere a capretti-caproni-IT_01.pdf

“Stormo” selezionato al Premio 400 colpi

È nato un nuovo Premio letterario, nelle Marche.  Con un titolo che è tutto programma, 400 colpi.  Un Premio nato dall’esperienza della mostra di “illustrazione e progetto di promozione della lettura” Torre di Libri con la collaborazione dell’Associazione Culturale Uollas.  “STORMO” di David Daniel Álvarez Hernández e María Julia Díaz Garrido è tra i 5 titoli selezionati come migliori pubblicazioni del 2014 per la fascia prima- seconda media. 

La giuria sono i bambini e ragazzi delle scuole coinvolte.

Auguri al neonato Premio

facebook TORREDILIBRI:
Facebook UOLLAS Associazione Culturale:

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Vorremmo essere coerenti. Intervista a Lola Barceló di Kalandraka Italia su Milkbook.

Storie, libri per bambini e app di qualità

Francesca Tamberlani è sociologa, giornalista professionista, web writer … Tutto questo ha scelto di metterlo al servizio di una passione che ha preso la forma di quella che potremmo definire una vera e propria missione. Per comprenderlo citiamo un estratto delle stesse parole con cui la giornalista si presenta sul blog da lei curato “Milkbook”:

” (…) Leggere rende liberi, sicuri di sé, aperti verso gli altri, capaci di ragionare con la propria testa e di esprimersi senza imbarazzi.
Ma non tutti i libri sono uguali! Alcuni di questi sono poveri, sciatti nei contenuti testuali e nelle immagini, infarciti di banalità e stereotipi.
Milkbook intende aiutare mamme, papà, educatori e adulti in generale a selezionare, riconoscere e proporre ai bambini libri e app di qualità. (…)”
All’interno del blog anche un’intervista agli editori di settore.

Una bella occasione di approfondimento anche per chi sia curioso di scoprire meglio i significati e le proposte del mondo della letteratura per l’infanzia contemporaneo.
Le sue tredici domande le ha rivolte anche a noi. Qua il link:
http://www.milkbook.it/intervista-kalandraka/

La bambina con le orecchie di farfalla

“Stormo” su Lettura Candita

“Memento!”. Questa è la parola con cui la critica di letteratura infantile Carla Ghisalberti titola la sua recensione di Stormo  di María Julia Díaz Garrido, David Daniel Álvarez Hernández che, dice, andrebbe letto nelle scuole tutti i giorni.  Dal blog Lettura Candita.

 http://letturacandita.blogspot.it/2014/10/la-borsetta-della-sirena-libri-per_17.html

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“Stormo” su Le Letture di Biblioragazzi

Sul blog Le letture di  Biblioragazzi, Premio Andersen 2011 come protagonisti della promozione e della cultura, Valeria Baudo parla di “Stormo” di   Marìa Julia Dìaz Garrido e David Daniel Alvarez Hernàndez

Si inizia citando reminescenze.  Un insieme di richiami  che la storia ha risvegliato nell’autrice dell’articolo, con la forza universale del mito e delle genesi bibliche.  Link completo sotto.

http://biblioragazziletture.wordpress.com/2014/10/26/stormo-2/

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Il libro illustrato, strumento per l’inclusione

 

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L’inclusione è in una società globale l’argomento di punta per evitare il conflitto e dare l’opportunità di crescere insieme alle persone di realtà culturali e circostanze vitali diverse.   Condividere lo spazio al di là dei confini territoriali, mentali e economici sta diventando uno degli argomenti più scottanti in occidente.  L’inclusione è un’idea, un modo di vivere che si traduce poi in politiche. La cultura può giocare un ruolo fondamentale. E se il bambino è proiezione al futuro e fiducia, allora è a lui innanzitutto che ci si rivolge. In questa direzione si stanno muovendo non a caso molte iniziative sul libro per l’infanzia. Ci hanno pensato Area onlus e la Fondazione Giovanni Agnelli che organizzano dal 25 al 31 ottobre 2014 la manifestazione Lettori senza frontiere. Settimana del Libro accessibile a Torino, manifestazione che esplora le possibilità di inclusione, relazione, accessibilità che i libri possono offrire in relazione alle diverse abilità. Il convegno intitolato “Best4bes. L’editoria accessibile come strumento di apprendimento, inclusione e crescita sociale”, si avvarrà della presenza di Silvana Sola, presidente di IBBY Italia, che parlerà del panorama internazionale dell’editoria accessibile.

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E non è un caso che l’inclusione sia stato l’argomento principale del 34° convegno Ibby  che si è svolto il passato settembre a Città Del Messico, “Que todos signifique todos”,( che tutti significhi tutti,) dedicato alla lettura come inclusione fin dall’infanzia. L’IBBY ITALIA ha partecipato con una relazione attingente: Libri senza parole. Dal mondo a Lampedusa e ritorno. Si tratta del titolo di un progetto di cooperazione internazionale, nato per dotare l’isola di Lampedusa di una biblioteca per ragazzi, dedicata ai bambini e ai ragazzi che vivono sull’isola e ai giovani ospiti del Centro di Primo Soccorso e Accoglienza.

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Le due delegate italiane che sono intervenute sono Deborah Soria, della Libreria Itinerante Ottimomassimo, e Marcella Terrusi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento Scienze della Qualità della Vita, Università di Bologna, ricercatrice e critica di letteratura infantile.

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  La biblioteca di Lampedusa è luogo fisico e interiore di incontro. Libri silenziosi, di un silenzio che include, per tornare al titolo del convegno, e che includendo cerca di offrire una possibilità di voce; libri che arrivano là dove spesso non arrivano le politiche. 
Deborah è stata l’ideatrice di questa iniziativa. La sua sessione in Città del Messico portava il titolo “Un tesoro per un’isola”. A lei ci siamo rivolte per parlare un po’ del progetto  e del suo intervento in Messico. E ci racconta di un altro silenzio, che esclude, quello del mondo governativo.
Da due anni a questa parte facciamo una battaglia per i diritti dei bambini di Lampedusa e per quelli di tutto il nostro paese per rendere l’accesso alla letteratura un accesso facile, gratuito e gentile. Nell’accorgersi di una mancanza così evidente (a Lampedusa la biblioteca non c’è dagli anni 70 ) qualunque governo avrebbe dovuto ( anche solo per vergogna dei media) saltare sulla sedia e rimediare….il nostro governo ci ignora, e noi continuiamo a chiedere, prendendoci anche la voce degli adulti di Lampedusa che non sanno quali diritti gli sono negati.

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Bisogna evitare che il silenzio politico e dei media si traduca in abbandono e assenza sul posto. Per questo è importante esserci, tornare sul territorio. Tutti sono invitati a dare un loro contributo all’iniziativa.
Torniamo dal 20 al 27 novembre con tutti i volontari che vorranno venire per una settimana di attività, di sensibilizzazione, di sottolineatura della mancanza dei diritti fondamentali per una vera libertà sull’isola di Lampedusa e in tutte le lampeduse d’Italia. 

Serve gente che ha voglia di leggere ad alta voce, partecipare ad attività ed eventi legati alla lettura, aiutare la logistica e l’organizzazione della settimana.

All’ultimo campo sono venute 40 persone ed è stato bellissimo per tutti.

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Accennando agli argomenti trattati al congresso Ibby in Messico, parla degli ostacoli al processo di inclusione alle  lettere ancora una volta come ostacoli alla relazione e alla presa di coscienza dei diritti umani. 

Durante la sessione ho parlato delle nostre difficoltà, dell’evidente tendenza dei governi ad ostacolare i processi di alfabetizzazione, quando questi risvegliano il senso critico e i diritti umani. Ho parlato del successo e della meraviglia delle persone che amano i libri quando sono messe in condizione di passare questo amore agli altri.

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 Tra le selezioni di Ibby c’è Outstanding Books for Young People with Disabilities. Una scelta di libri per bambini con bisogni speciali, dunque basati sul criterio dell’accessibilità e i libri che hanno per protagonisti o parlano di bambini e ragazzi con disabilità. Tra questi ultimi si è riconfermato “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer, un’approssimazione poetica vicina al tema dell’autismo. In ogni caso la costante è “la promozione a livello internazionale del  diritto dei più giovani ai buoni libri e alla lettura-creando ovunque per l’infanzia l’opportunità di accedere a libri di alto livello letterario e artistico e incoraggiando la pubblicazione e la distribuzione di libri di qualità per bambini,specialmente nei Paesi in via di sviluppo” (http://www.bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/ibby/) .

Quindi qualità, un ampio concetto se si pensa che vengono messi a confronto libri da tante parti del mondo. Perché ce ne sia bisogno emerge già parlando dei parametri da prendere in considerazione nella valutazione

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Per parlare di qualità quando si parla di libri bisogna prendere in considerazione moltissimi aspetti, la qualità del messaggio, il suo valore etico morale, la sua sincerità intellettuale. Sono qualità sofisticate, che un professionista riconosce ed un bambino o un fruitore apprezza se vengono sottolineate e divise dai libri “commerciali”.
I libri commerciali sono una parte divisa dell’editoria, con finalità diverse dalla crescita.
I libri di qualità parlano ad un diverso aspetto del nostro pensiero e raccontano la vita e le sue difficoltà. Aiutano a crescere perché sostengono e danno forma e conforto alle nostre solitudini. Per questo motivo includono tutti, nel mestiere difficile di crescere e capire gli altri.
Guardare altrove è più facile, ma non più utile per vivere meglio.

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Il convegno Ibby dedicato all’inclusione si è celebrato sessant’anni dopo che la giornalista ebrea tedesca Jella Lepman dette vita alla conferenza “La comprensione  internazionale attraverso il libro infantile e giovanile”.  Proprio così nacque Ibby, International Board on Books for Young People. Dopo essere emigrata dalla Germania nazista all’Inghilterra, Jella Lepman fu richiamata in patria subito dopo la fine della guerra per coordinare un programma di assistenza alle donne e ai bambini tedeschi. Non senza angosce e esitazioni, accettò l’incarico. Nel deserto della Germania del primo dopoguerra la donna capì subito che quello di cui c’era urgenza per i bambini tedeschi non erano solo  cibo e  vestiti, ma alimenti emozionali, libri. Di libri non c’era più traccia. Solo restituendo ai piccoli la possibilità di accesso al pensiero attraverso i libri provenienti dal mondo libero si poteva sperare. I libri dovevano provenire da diversi  paesi e avrebbero così silenziosamente messo i contatto i bambini di tutto il mondo. L’impegno di Jella Lepman  per la diffusione della letteratura infantile, che considerava patrimonio dell’umanità, era la sua lotta per la comprensione e la pace tra i popoli che doveva e poteva partire solo da lì, dai bambini e dai libri. In questo modo i bambini avrebbero mostrato agli adulti la “via da percorrere per rimettere a posto questo mondo sottosopra”. La via da percorrere è lunga e, inevitabilmente, contraddittoria. Si tratta però anche di rompere con idee consolidate, parametri, ribaltare ciò che è stato deciso come assoluto, inviolabile e inevitabile. Perché se ci troviamo dentro un certo modo di vivere, di intendere nella nostra civiltà, è possibile pensarne anche altri. 
La lettura come inclusione significa anche questo. Cercare, in qualche forma, di preparare un po’ il terreno a chi ancora dentro gli ingranaggi di questo vivere non c’è del tutto.  Altrimenti non sarà possibile trasmettere l’idea di altre possibilità. Un compito che era stato auspicato per l’Europa, dopo le guerre, con l’unione, quell’ Europa da cui parlava Jella Lepman.  Niente come l’isola può rappresentare abbandono o inclusione, e Lampedusa, suo malgrado, ne è adesso il simbolo più lampante.

Chi è interessato  a partecipare al prossimo campo a Lampedusa può scrivere a: ibbyitalia@gmail.com

Nelle foto: il disegno realizzato a Lampedusa da una classe del liceo, la frase “Non è così facile” è stata  estrapolata da un vecchio libro. La bambina con il sole è di Franco Matticchio ed è sull’insegna della biblioteca a Lampedusa. Bambini in un asilo di Lampedusa.

Immagini dai libri editi da Kalandraka: “Lettere fra i lacci”, “Orecchie di farfalla”, “L’inizio”, “È non è”.

Su Jella Lepman, “La strada di Jella. Prima fermata, Monaco.” Sinnos, 2009