Archivi tag: kalandraka

Digressione

In una scuola  di San Giovanni in Persiceto “Achille il puntino” è stato scelto come libro ponte del passaggio dal nido alla materna. Un’esperienza di crescita che il bambino può rivivere attraverso la storia universale del puntino Achille all’avventura della … Continua a leggere

“Racconti per bambini che si addormentano subito” su Andersen

Walter Fochesato firma una recensione di “Racconti per bambini che si addormentano subito” di Carlos López e David Pintor su Andersen di gennaio 2014.

ANDERSEN_RACCONTIPERBAMBINI_01022014

A “Più libri più liberi” anche i racconti da indossare di Casa K

piu libri logo

Tempo fa è arrivato un pacchettino per la gioia di  un bambino: origine Galizia destinazione Firenze. Conteneva il “Piccolo coniglio bianco” da indossare. Sì, maglietta viola con stampa del protagonista del libro di Xosé Ballesteros e Oscar Villan, dal racconto tradizionale portoghese dove il coniglio e la formica vincono la capra capraccia che con prepotenza ha invaso la casa del protagonista impedendogli di entrarci dentro dopo che lui è uscito a cercare cavoli per farsi una bella zuppa. Nè il possente bue, nè un grosso cane e neppure il fiero gallo avranno il coraggio di affrontare insieme al coniglio la “capra capruzza che se mi salta addosso mi soffoca di puzza“. Ce l’avrà la formica che non esiterà a aiutare il protagonista con ottimi risultati. Perchè lei non ha certo paura di una “capra caprina”.  Il bambino, aveva avuto la fortunata occasione di imbattersi nella collezione da vestire di Casa K, e essendosene innamorato un regalino ci aveva guadagnato. Apri l’elegante scatola di cartone, la bella carta velina e la sorpresa non è finita.  Come nel gioco del cucù, spunta fuori infatti un altro personaggio da qualche parte della maglia,  per non lasciare solo il coniglio bianco che ci aveva messo tanto a trovare un amico coraggioso.

logo cas k

Insomma i racconti da indossare arrivano anche in Italia, belli e duraturi,  in caldi colori, morbido cotone. Per ora saranno pochi campioni disponibili solo insieme al libro alla fiera “Più libri più liberi” di Roma. Ma è l’inizio. Tanti ci avevano chiesto quando avremmo visto la collezione anche nel nostro paese, e finalmente la risposta l’abbiamo.  Per accompagnare i bambini durante il sonno ci sarà invece la zebra Camilla, protagonista dell’omonimo libro di Marisa Nuñez illustrato da Oscar Villan, intenta a scoprire l’avventura della crescita e affrontarne le paure. Lei sarà il personaggio del pigiama della collezione di Casa K. Anche qua,  accanto all’immagine della zebra, ci sarà una sorpresa da scoprire tra le pieghe dei pantaloni o delle maniche.

Il-piccolo-coniglio-It.jpg-coniglio.jpg-400

Camilla

Un link per sbirciare un pò:

http://www.kalandraka.com/es/merchandising/listado/ir/coleccion-invierno/

Ci saranno  le nostre novità editoriali, i “Racconti per bambini che si addormentano subito”,  di Carlos Lopes illustrati da  David Pintor. I racconti inaugurano la collana “Sette Leghe”. Un nuovo formato, per i bambini dai 6 anni.  E naturalmente “Il maialibro” di Anthony Browne. Le novità meno recenti “Storie di topi” di Arnold Lobel, “Oh, com’è bella Panama!”, “È una parola” di Arianna Papini, il cui  altro libro edito da Kalandraka “Chi vorresti essere?” è appena sbarcato in Francia.

E naturalmente troverete i titoli del catalogo.

racconti-per-bambini-It.jpg-PICO-PICO     Il-maialibro-It--5

Ma udite udite, è in arrivo fresca di ristampa “La gallinella rossa” come vi avevamo anticipato, adesso è ufficiale, perchè l’attesa si era rivelata più lunga del solito con qualche imprevisto e, siamo sinceri, tra corriere e casi del destino, qualche piccolo dubbio c’era venuto alla fine che non riuscisse a giungere puntuale alla fiera. Marco Somà è ospite a  Roma per un laboratorio sul libro, che è attualmente in lancio  in Corea.

COVER_BASSA_GALLINELLA

Un anticipo sugli appuntamenti:

Giovedì 5/12 ore 11, Arianna Papini terrà un laboratorio con due classi della terza elementare sul libro “È una parola”

Venerdì 6/12 ore 10,  Lola Barceló*  è ospite con Carla Ghisalberti*,  allo Spazio Ragazzi per la presentazione di “Racconti per bambini che si addormentano subito” e “Il maialibro”.

Domenica 8/12 ore 12,  “La gallinella rossa”, laboratorio sul ciclo del grano con Marco Somà. Presso Eatily. Da definire le modalità di prenotazione.

copertina.jpg-e'-una-parola

Ricordiamo che “Più libri più liberi” è una fiera a scopo commerciale e quindi non sarà possibile visionare le proposte di autori e illustratori in loco. Chiunque sia interessato a proporre i suoi lavori  potrà consegnarci materiale appositamente preparato che raccoglieremo in casa editrice.

Dove ci trovate: STAND C16 PIANO TERRA.

dalla Stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. Dalla fermata, 5 minuti a piedi seguendo Viale Shakespeare. Servizio bus navetta gratuito (A/R) ogni dieci minuti dalla fermata della metropolitana EUR Fermi al Palazzo dei Congressi, dall’apertura della manifestazione fino alla chiusura.

*direttrice di Kalandraka Italia

*critica di letteratura per l’infanzia, condivide la sua passione  realizzando progetti di lettura con bambini in scuole, biblioteche, libererie; cura il blog “Lettura candita”.

Visioni da Sàrmede, “Le immagini della fantasia” 2013

Si è inaugurata a Sàrmede la 31esima edizione de “Le immagini della fantasia”. Come avevamo anticipato su questo blog ecco intanto un pò di cronologia di immagini dalla mostra, visitabile fino al 19 gennaio 2014, con gli autori che hanno pubblicato per Kalandraka.

In fondo le schede dei libri illustrati dagli autori in mostra, dal nostro catalogo

IMG_20131026_202730

PACECHO ANCORA Gabriel Pacheco, ospite di onore, Messico

Sotto tre tavole da  “Il pulcinetto del boschetto”, racconto tradizionale illustrato per Kalandraka  da Gabriel Pacheco

IMG_20131026_211932

IMG_20131026_211916

MIGUEL TANCOMiguel Tanco, Spagna

Dalla sezione “Come nasce un libro”, David Pintor (Spagna)

IMG_20131026_194633

david pintor

pintor 2

ANDRÈ NEVESAndré Neves, Brasile

PALOMA VALDIVIAPaloma Valdivia, Cile

ISIDRO FERRERIsidro Ferrer, Spagna

Marco SomàMarco Somà, Italia

“Il pulcinetto del boschetto”, ill. Gabriel Pacheco http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/il-pulcinetto-del-boschetto-It_01.pdf

“I tre orsi”, ill. Miguel Tanco http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/I-tre-orsi-IT_01.pdf

“Racconti per bambini che si addormentano subito” ill. David Pintor http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Racconti-per-bambini-It_01.pdf

“Amelia vuole un cane”, ill. André Neves http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Amelia-IT_01.pdf

“Orecchie di farfalla”, ill. André Neves http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

“Quelli di sopra e quelli di sotto”, ill. Paloma Valdivia http://www.kalandraka.it/PDF/Quelli_di_sopra_e_quelli_di_sotto.pdf

“La merla”, ill. Isidro Ferrer  http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/La-merla-IT_01.pdf

“La gallinella rossa”, Marco Somà http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/La-gallinella-rossa-It_01.pdf

Sette domande a Carlos Lópes e David Pintor autori di “Racconti per bambini che si addormentano subito”

L’8 ottobre esce “Racconti per bambini che si addormentano subito”, ventotto storie scritte da Carlos Lópes e illustrate da David Pintor, con le quali Kalandraka inaugura la collana “Sette Leghe”. Sotto lo pseudonimo di Pinto e Chinto, i due  sono il principale riferimento dell’umorismo politico in Galizia. Un umorismo che con naturalezza hanno riportato nella letteratura per l’infanzia tra figure grottesche e storie assurde  che in realtà rivelano una saggezza infantile che i grandi dimenticano, sepolta dalla loro “visione cartesiana” del mondo.

PER-WEB-1

Che significa per ciascuno di voi “autori per bambini”?

C.L. Per come la vedo io, devi essere molto in contatto con la mente dei bambini. Loro non sono ancora stati contaminati dalla nostra concezione cartesiana del mondo, sono molto più liberi nella loro visione delle cose, il confine tra il reale e l’irreale è ancora labile. Questo è l’universo nel quale l’autore deve collocare i suoi personaggi e le storie di cui sono protagonisti. Dall’altro lato il creatore di letteratura infantile ha una grande responsabilità: quella che il lettore bambino diventi un lettore adulto.

D.P. Dal punto di vista dell’immagine credo che il lavoro dei libri per l’infanzia sia molto importante per ampliare la cultura visiva dei bambini. In un mondo come quello odierno, in cui viviamo circondati da stimoli visivi, da schermi, da video, ritengo che sia fondamentale che un bambino si educhi alla cultura dell’immagine, allo stesso modo in cui lo fa con la cultura del linguaggio parlato, della matematica ecc… È qualcosa a cui non viene data abbastanza importanza nella scuola (l’insegnamento di disegno ha di norma poco valore accademico) ma che invece influenza il nostro mondo in maniera cruciale.

Che rapporto c’è tra infanzia e ironia? Come riuscite a trasmetterla, da un lato con la parola (Lópes) e dall’altro con l’immagine (Pintor)?

C.L. L’umorismo è il comune denominatore di tutta la nostra produzione letteraria. È intimamente legato al nostro modo di esprimerci, scorre in modo naturale nei racconti. Si tratta di giocare con le parole, di concepire personaggi assurdi che risultino strani o divertenti, di inventare storie strambe che facciano ridere. Per i bambini leggere deve essere un gioco.

I 28 “Racconti per bambini che si addormentano subito” rivelano, attraverso un umorismo intelligente e elementi di non sense, come la normalità può trasformarsi in qualcosa di straordinario e lo straordinario può divenire normalità. Da dove nasce questa ispirazione, qual è il processo interiore che ti permette di rendere così bene questo aspetto?

C.L. Immagino che sia una questione di stile, di modo di essere. Quando scrivi porti sulla pagina la tua maniera di concepire ciò che ti circonda. Da quasi tutto si può tirar fuori il lato umoristico, e questo è quello che facciamo noi. Ci muoviamo con disinvoltura nel mondo del surreale, dell’assurdo. E questo si connette molto bene con i piu’ piccoli.

image due

Gli stessi elementi li rivelano le illustrazioni di David. Quali sono le tue fonti di ispirazione?

D.P. Le mie fonti di ispirazioni sono molte. Ho iniziato il mio percorso professionale come umorista grafico, quindi ammiro molti caricaturisti. Poi con il tempo ho scoperto l’opera di molti pittori, scultori, registi. Ci sono tante persone interessanti dalle quali si puo’ imparare ogni giorno qualcosa, che poi incorporo nel mio lavoro. La lista è interminabile,ma dal punto di vista artistico, potrei citare Picasso, Chagall, Grosz, Steinberg, Chema Madoz, Mariscal, Sempé, Cezanne, Gauguin, Quentin Blake, Cartier Bresson, Matisse, Le Corbusier… Mi piacerebbe pensare che c’è qualcosa di loro nei miei lavori…

Che tecniche usi normalmente? Con quali ti senti più a tuo agio? Quali ti permettono maggiore espressività?

D.P. Ultimamente utilizzo un pennarello per realizzare i disegni, che poi scannerizzo e coloro al computer. La scelta della tecnica artistica dipende da molti fattori e ogni volta scegli quella che più corrisponde al tuo stato d’animo. Per quel che mi riguarda, sono ormai diversi anni che coloro al computer e credo che in un futuro non troppo lontano tornerò a tecniche più tradizionali come la cera, o la pittura acrilica. Si vedrà… Per il momento mi sento molto a mio agio con il tipo di espressività che ottengo con il disegno e poi  il colore digitale.

Com’è arrivato  il sodalizio tra di voi?

C.L. Da un punto di vista professionale ci dedichiamo all’umorismo grafico per la stampa dal 1993, David come disegnatore e io come sceneggiatore. Solo qualche anno più tardi abbiamo scritto e illustrato il nostro primo racconto per bambini, premettendo che si tratta di un terreno che ci ha sempre interessati. La stretta collaborazione nell’umorismo grafico si è trasferita nella letteratura infantile.

 Com’è nato “Racconti per bambini che si addormentano subito”?

In questo libro abbiamo riunito alcuni dei personaggi che popolano l’immaginario infantile (la strega, il gigante, il pirata ec…). È il nostro modo di rendere omaggio ai protagonisti delle storie che leggevamo e che ancora ci piace leggere.

image

48105 CUENTOS PARA NI„OS PORT

Fai clic per accedere a Racconti-per-bambini-It_01.pdf

In questo lib

Si inaugura l’autunno di Kalandraka. Anthony Browne, Carlos Lopez e David Pintor e una nuova collana

L’autunno di Kalandraka sta riservando un bel pò di sorprese al pubblico italiano. Vale la pena anticipare due titoli e tre nomi tra quelle in arrivo a breve.  Il britannico Anthony Browne e i galiziani Carlos López e David Pintor.  Per il primo è in arrivo ancora una volta un libro inedito in Italia, dopo “Un gorilla. Un libro per contare” (KLK 2011). Si tratta de “Il MAIALIBRO”, opera del 1986, che si annovera a pieno titolo tra i classici di un autore  i cui libri sono una fonte inesauribile di sorprese, riflessioni, stimolo all’immaginazione, all’analisi sociale, culturale, antropologica.  Qua la combinazione tipica dell’autore di reale e surreale è più che mai evidente e gli ammiccamenti e i dettagli da scoprire inesauribili.  È la madre della famiglia Maialozzi, protagonista del libro, a fare da ponte tra reale e fantastico e farci trascendere da una quotidianità, già quasi astratta per il realismo con cui è rappresentata. Con una semplice ma drastica affermazione la donna si congeda dai maschi della famiglia perennemente indifferenti alle sue fatiche e al suo lavoro domestico, che svolge prima e dopo il lavoro fuori casa, grazie al quale permette loro di vivere da umani: “Siete dei maiali”. E così sarà. Con questo saluto la madre saluta  figli e marito.  E qua l’universo di Anthony Browne si arricchisce di una dimensione  mitologica dal momento in cui le parole della donna si realizzano all’istante, trasformando i maschi della famiglia Maialozzi in maiali come il verdetto di una maga o dea che dona forma alla vera natura delle cose. Non sarà facile affrontare la vita domestica in questa nuova veste per figli e marito. Un piccolo dramma, come sempre accompagnato da intelligente umorismo,  che si conclude con un finale trionfante in cui tutti godranno gioiosamente di un nuovo equilibrio.

Portada.indd

Con la stessa magia Carlos López e David Pintor ci regalano un gioiello di racconti brevi, perchè così devono essere i racconti per dormire per non rischiare che i bambini non riescano a ascoltare il finale e  se lo debbano sognare o che  arrivi quando è già ora di andare a scuola. È difficile resistere all’umorismo e la sagacia delle 28  storie di “RACCONTI PER BAMBINI CHE SI ADDORMENTANO SUBITO” . Le illustrazioni di Pintor sono deliziosamente umoristiche, giocose, un’esplosione di colori, un labirinto di immagini e luoghi da fiaba che invogliano il lettore a percorrerli, quasi a tuffarcisi dentro e viverne le avventure.

Con i racconti si inaugura la collana SETTE LEGHE. Un nuovo formato per storie dedicate alla fascia di età dai 6 anni.

48105 CUENTOS PARA NI„OS PORT

“Io e il ragno” su Libri e Marmellata

“Io e il ragno” di di Fran Alonso e Manuel G. Vicente, Kalandraka

Tag

, , , , , , , , , , , , ,

ragnocopTeneramente e giocosamente, non trascurando un punta di discola insolenza, l’albo “Io e il ragno”, di Fran Alonso e Manuel G. Vicente edito da Kalandraka, mescola con successo, in una lettura divertente corredata da splendide fotografie, tanti spunti d’osservazione, gioco e apprendimento.

Indicato già a partire dai primissimi anni d’età, preferenzialmente per la lettura condivisa con un adulto di riferimento, il libro può essere poi fruito dai bambini più grandicelli permettendo ai primi di imparare i nomi delle varie parti del corpo e dei frutti, di giocare affettuosamente con mamma o papà, ai secondi di mettere in relazione oggetti e sensazioni tattili o visive, sperimentare e figurarsi la funzione dei sensi.

Tutto questo, e anche di più, in un libro semplice ma originalissimo, che sa tenere viva l’attenzione, che sorprende per la ricchezza della proposta, appena celata dietro tavole linde, morbide e dolcemente eleganti, costruite in maniera impeccabile.

Qui non sono i pennelli a fare da padroni ma la macchina fotografica. Sono infatti colorate fotografie ad illustrare le pagine dell’albo, con inquadrature insolite e fantasiose che mescolano soffici parti del corpo infantile a vivacissima frutta e il disegno accurato di ragnatele e ragni.

Una bimba rosea e cicciottella, con due grandi occhioni castani e soffici boccoli, incontra un ragnetto piuttosto intraprendente che decide, partendo dal basso, di esplorarle, risalendolo, tutto il corpo.

Un corpo piccino, come ogni mamma e papà ben sa, è piacevolissimo da sbaciucchiare e accarezzare, da coccolare, annusare, con tanto affetto e tenerezza per giocare, ridere e rinnovare, nell’amorevolezza del contatto – fondamentale nei primi anni di vita e anche oltre – tutta la gamma di sentimenti che uniscono bambini e genitori.

Gli autori hanno pensato quindi di rappresentare le sensazioni tattili e visive di questo gioco di carezze con immagini di frutta che, coi loro colori, l’allegria, unite alla piacevolezza e alla dolcezza che richiamano alla mente, ben si adattano a figurare coccole gioiose e risate cristalline.

ragno1Ad ogni tappa del ragnetto scalatore – sull’alluce, le caviglie, la gambe, le natiche, la schiena, l’ombelico, il collo, la boccuccia, gli occhioni e via così – è associato un frutto, che sia liscio, vellutato, tondo, fresco, appuntito…a seconda della percezione che lo associa alla parte del corpo indicata.

Il piccolo insetto compie tutto il suo viaggio in salita, fin sulla punta dei capelli della bambina la quale, dopo tanto osservare e commentare il suo invadente, ma simpatico, ospite, finirà per farci amicizia, suggerendo così un’idea armonica di rapporto con la natura e con i suoi elementi, anche quelli a prima vista più ripugnanti.

Il testo, semplice ed essenziale, nomina frutto, elemento fisico e aggettivo messo in evidenza, unendoli con suoni onomatopeici ora di sorpresa, ora di disappunto, ora di divertito disgusto, ora di irriverente richiamo.

La lettura risulta quindi rapida e frizzante, fresca e briosa mentre le fotografie colmano i non-detto con le sensazioni che efficacemente figurano, svettando sicure su sfondi bianchissimi che riempiono con eleganza, efficacia e un ottimo gusto artistico.

Spaccati di frutti più o meno esotici, fette e spicchi, bucce e semi accanto a deliziosi piedini, tondeggianti ombelichi, irresistibili cosciotte, occhi grandi ed espressivi e, come motivo portante, una buona dose di birichina vivacità che richiama alla mente i nostri piccoli favorendo in loro un meccanismo d’immedesimazione e in noi genitori lettori un’ondata di tenerezza.

ragno3L’albo si presta quindi facilmente al gioco, con le mani di mamma che fanno il solletico come fossero il ragnetto della storia, ma è anche un validissimo strumento per imparare a riconoscere e nominare gli elementi del corpo favorendo, nel bambino, l’esplorazione di sé e la consapevolezza della propria fisicità (tappe importanti queste, nel processo di crescita, conoscenza e sviluppo dell’autonomia).

Anche il linguaggio viene stimolato: si possono apprendere i nomi della frutta, i colori e, in una tappa cognitiva successiva, anche riconoscere le sensazioni tattili e visive, mettendole in relazione tra loro e sperimentandole poi nell’esperienza quotidiana.

Un libro quindi davvero completo, un canovaccio per scoperte nuove e divertenti, per familiarizzare con gli insetti e i frutti, una lettura che è un pretesto e un punto di partenza per coccolarsi, ridere e divertirsi.

Entrambi gli autori, sia l’ideatore del testo che il curatore delle immagini, hanno dimostrato con la realizzazione dell’albo di possedere un competente punto di vista sul mondo bambino e di saperlo efficacemente comunicare.

“Un libro per sognare” allora, come lo classifica la casa editrice in quarta di copertina (dal nome di una delle sue collane), ma soprattutto, direi, “un libro per giocare ed imparare”.

(età consigliata: dai due anni)

https://libriemarmellata.wordpress.com/2013/09/09/io-e-il-ragno-di-di-fran-alonso-e-manuel-g-vicente-kalandraka/

“Incanto e racconto nel labirinto delle figure”, estratto dal saggio di Marco Dallari e Marnie Campagnaro

Nel saggio “Incanto e racconto nel labirinto delle figure”, Erickson 2013, Marco Dallari e Marnie Campagnaro offrono un’ampia riflessione sul rapporto tra albo illustrato e dimensione emotiva e intellittiva del bambino, sulla narrazione come cura, sul significato dell’uso di metafore, analogie, simboli e scelte espressive come strumenti che dal libro si applicano nell’esperienze delle vita.   Gli autori hanno selezionato alcuni titoli che per loro rispondono a importanti criteri identificativi dell’albo illustrato.  Ecco un estratto  in pdf  (pp. 139-181) con indicazioni anche pratiche per la scelta e l’approccio alla narrazione e all’ albo illustrato.Con il contributo degli studiosi spagnoli Alberto Ruiz Manuel Campos, Beatriza Hoster Cabo, Marta José Labato Suero. Più sotto riportiamo l’elenco con le schede dei titoli di Kalandraka segnalati.

Sfoglialibro_Incanto_e_racconto_590-0162-1

Libri citati di Kalandraka: 1 “Chi vorresti essere?“, Arianna Papini http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Chi-vorresti-essere-IT_01.pdf

2 “Il sorriso di Daniela“, Carmen Gil e Rebeca Luciani http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/il-sorriso-di-daniela-It_01.pdf

3 “La famiglia C” di Pep Bruno e Mariona Cabassa, http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/La-famiglia-C-IT_01.pdf

4 “Non è una scatola” di Antoinette Portis http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Non-e-una-scatola-IT_01.pdf

5 “Orecchie di farfalla” di Luisa Aguilar e Andre Neves http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

6 “Vicini” di Natalia Colombo http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/VICINI-IT_01.pdf

7 “Un regalo diverso” di Marta Azcona e Rosa Osuna, http://www.kalandraka.it/PDF/REGALO_.pdf

8 “Nonni” di Chema Heras e Rosa Osuna http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/nonni-It_01.pdf

9 “Io e il ragno” di Fran Alonso e Manuel G. Vicente http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Io-e-il-ragno-IT_01.pdf

SORISO_daniela_It_03112011_M1-7E il sorriso di Roberta volò e volò e andò a posarsi sul cuore di Aniceto, come una farfalla multicolore (da “Il sorriso di Daniela”)

“È una parola”. Intervista alla scrittrice e illustratrice Arianna Papini

Abbiamo intervistato Arianna Papini partendo dal suo ultimo libro edito per Kalandraka “È una parola”. Questo libro ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo dell’amicizia.  Un’ occasione per rivivire il senso profondo di una parola molto inflazionata. Un vocabolo così semplice e allo stesso tempo complesso, il cui senso originario è molto spesso andato  perduto.

 

copertina

 


Qual è stato il processo interiore di Arianna Papini per affrontare un libro con queste caratteristiche?

 

Mi guardo intorno e vedo che sempre più la parola “amicizia” è inflazionata. Viene utilizzata in molti modi, esistono trasmissioni che titolano con quella parola così semplice e allo stesso tempo tanto complessa, profonda. Esiste l’amicizia su Facebook che a volte è amicizia e a volte assolutamente no, vengono prodotti film sull’amicizia che in realtà parlano di altro. Ciò che possiamo osservare in tutte queste situazioni fa capire che il senso della parola “amicizia” è spesse volte andato perduto.

Poi vado a lavorare tra i bambini, con quelli piccoli. Alcuni siedono accanto, scambiano odori, si aiutano, scambiano sguardi e gesti che fanno accadere cose piccole e grandi. È lì che improvvisamente ritrovo l’amicizia, il vero senso di questo legame così importante.
Per questo, sono partita dallo stare con i bambini, come arte terapeuta ma anche come scrittrice e artista, nei laboratori, poiché sentivo l’esigenza di ridefinire l’amicizia partendo da cosa si prova, cosa accade, cosa fa stare bene e dalle cose pratiche. In fondo non c’è niente di teorico nel voler scambiare con un altro essere vivente uno spazio ed un tempo ampio e intenso.

FOTO

Com’è nato il titolo?

 

“È una parola” è una risposta utilizzata nella lingua italiana quando ci viene chiesto di spiegare qualcosa e noi ci rendiamo conto che quella cosa è difficile da definire. “Cos’è l’amicizia?”. “È una parola!”. Da qui il titolo. L’amicizia non si può spiegare ma si può guardare e ascoltare, sentire dentro e condividere. Il titolo poi ha dato vita ad una specie di indovinello che dalla prima all’ultima pagina scorre nelle tante situazioni affettive in cui si trovano i personaggi e in cui i bambini possono riconoscere, forse, qualcosa del proprio vissuto denso nel rapporto con gli altri

 

FotoPerRochana

 


Perché tutte le tavole presentano coppie di animali?

 

 Amo tanto gli animali. Loro ci specchiano, ci aiutano ad osservare i nostri difetti perché hanno uno sguardo altro che ci permette una distanza dalla nostra situazione di umani. Nella vita non ho quasi mai passato del tempo senza animali accanto, quando questo è accaduto mi è mancato qualcosa, un interlocutore silenzioso che con il linguaggio del corpo comunicasse con me cose importanti e solo quelle, amore, fame, sonno… ecco, gli animali sono come i bambini piccoli, ci parlano senza parole e ci possiamo prendere cura di loro e loro ce ne sono grati ma nello stesso momento fanno la loro vita, semplicemente. Ho scritto il testo di questo libro pensando alle situazioni dei bambini ma ho amato molto farlo vivere attraverso personaggi animali. Poi mi sono resa conto che gli animali che stavo disegnando erano tutti diversi tra loro. Così ho capito che anche qui, in questo libro, come in tutti i miei libri, ciò che conta veramente è l’incontro tra diversità. Credo che incontrare personaggi diversi da noi sia una delle più grandi opportunità che la vita ci dona, chi non capisce questo si perde a mio parere una fetta importantissima dell’esperienza affettiva e vitale di questo mondo così complesso. L’incontro tra diversità crea complessità e la complessità è il nutrimento dell’arte, della musica, del teatro e di tutte le infinite narrazioni di cui l’essere umano dispone

 


 

amigos_ok_ITA_010213M1-14

 


 

Nella tavola finale ci sono invece tutti gli animali insieme e compaiono le prime due figure umane. Come spieghi questa scelta?

 

L’amicizia è un rapporto a due, in cui esiste l’incontro e il suo perpetuarsi. Conosciamo un gruppo di persone, poi con una o due di loro sentiamo il bisogno di parlare ancora, di incontrarsi e scambiare esperienza. Non sappiamo perché, in realtà l’amicizia nasce per quanto l’altro ci porta a noi stessi, da quanto lo sguardo dell’altra persona entra nella nostra memoria ed è in grado di andare a far rinascere parti di noi che avevamo dimenticato o nascosto per qualche motivo. Poi c’è il passo ulteriore, che non sempre è facile: quello di portare la nostra amicizia duale all’interno della società, del gruppo. Ecco, nell’ultima pagina si accenna a questa eventualità che però è colma di pericoli poiché l’amicizia tra due esseri viene sempre messa alla prova dall’ingresso nel gruppo, possono nascere gelosie e altri sentimenti non sempre piacevoli ma che fanno parte della vita… ma questo è già un altro libro! Insomma, nelle ultime due pagine tutti gli animali si incontrano e festeggiano le loro tante amicizie e lì è accennata anche la presenza dell’essere umano, quale tuffo nella realtà, anche se precedentemente i bambini, a seconda delle proprie caratteristiche fisiche e psichiche, sicuramente si sono potuti riconoscere nel gufetto spaventato o nel cavallo sornione, nel pesce volante o nell’orsetto che sogna.

 

 

amigos_ok_ITA_010213M1-6


Come giustifichi nella tua produzione i due titoli pubblicati con Kalandraka?  (l’altro titolo a cui facciamo riferimento è “Chi vorresti essere?”, KLK 2011)

Sono due libri che parlano di cose che ritengo molto importanti nella vita, l’incontro tra diversità, il gioco, il desiderio, il sogno, la trasformazione, l’identità, la capacità di mettersi nei panni dell’altro che, a mio parere, è una cosa che fa molto bene a noi più ancora che all’altro… insomma sono due libri complementari. Infatti spesso li leggo uno dopo l’altro negli incontri con i bambini, con l’interruzione del laboratorio in cui espando i concetti incontrati fino a farli diventare di proprietà dei bambini partecipanti. “Chi vorresti essere?” crea l’opportunità di ripensare la propria identità e la propria capacità trasformativa attraverso un gioco circolare in cui si torna al punto di partenza ma molto più ricchi, che poi è la situazione tipica dell’esperienza vera, vissuta. “È una parola” porta la conoscenza di noi stessi e della nostra identità nel rapporto interpersonale, in cui l’altro diviene interlocutore prezioso e possibilità di cambiamento e di crescita, ancora una volta…

 


 

amigos_ok_ITA_010213M1-15

Intervista a Arianna Papini da “Un periodista en el bolsillo”

Riportiamo il link all’ originale e un riassunto  di alcune parti dell’intervista rilasciata da Arianna Papini a José Antonio Barrionuevo , giornalista di “Un Periodista en el Bolsillo”, che ci ha contattati per fare da intermediari per la traduzione dall’italiano allo spagnolo

copertina

Arianna Papini con i suoi lavori ci offre la possibilità di viaggiare all’origine delle parole e quindi all’origine dell’esperienza concreta che esse rappresentano. In particolare in “È una parola” l’autrice sente l’urgenza di ridefinire il termine “amicizia” così falsato e inflazionato in programmi televisivi o su “facebook” dove si chiede l’amicizia in assenza di un rapporto con le persone , partendo dalla concretezza dei bambini. Loro sanno bene cos’è il rapporto di amicizia quando il tempo si dilata e le piccole cose che si fanno e condividono diventano esperienza. Possiamo trovare ovunque l’amicizia se riusciamo a fermarci nello spazio e nel tempo per condividere qualcosa. Il messaggio della scrittura e dell’illustrazione è il grido che nasce dall’urgenza di comunicare qualcosa . E questo è quindi anche “È una parola”.  Un lavoro che viene da un bisogno interiore che si realizza innanzitutto in modo istintivo, come istintiva è l’esperienza dell’amicizia. Poi quello che  si realizza viene interpretato e vissuto da chi legge il testo e le immagini permettendo di scoprire cose alle quali magari non si era pensato direttamente nel realizzarlo e di interpretare il libro sulla base del vissuto personale di ciascuno. Per fortuna. È così che il contenuto cresce e vive, sopratutto quando il libro viaggia nel mondo, e viene nuovamente interpretato nelle diverse culture e nella traduzione. Così qualcuno fa notare un messaggio “interculturale” che accomuna i libri di Arianna Papini. In realtà per l’autrice si tratta dell’incontro tra diversità che è quello più prezioso perchè può insegnarci nuove modalità espressive. Infatti nelle tavole di “È una parola” non c’è un animale uguale all’altro. Ed ecco allora, ancora, l’incontro. Quello che l’autrice vive anche nel suo lavoro di arteterapeuta, sopratutto con i bambini. “È una parola” permette di lavorare con loro sui rapporti reciproci, sulla vicinanza e la distanza. E di nuovo l’incontro è quello di tutti i nostri temi che nel percorso gioioso e doloroso dell’arte si ritrovano trasformati ogni volta dalla storia della nostra vita. Allo stesso modo dal punto di vista della tecnica l’autrice rivela che non ha bisogno di essere rassicurata da ciò che già conosce, al contrario. Entrare in contatto con materiali nuovi, con ciò che non si è mai usato, con curiosità, è la cosa che preferisce. È un lavoro di apprendimento continuo, è un percorso, nel quale, per fortuna, non ci si sente mai arrivati. Poi ancora una volta le creazioni prendono vita e diventano autonome. Le cose nascono magari da una parola che istintivamente associ ad un colore. Così l’autrice si accorge dopo averle realizzate che nelle tavole di “È una parola” ci sono colori brillanti per immagini che definirebbe allegre, questo sì. Perché l’amicizia è prima di tutto gioia e vera ricchezza e ci fa capire che se ci apriamo agli altri possiamo vivere molto meglio con noi stessi.

http://www.unperiodistaenelbolsillo.com/arianna-papini-y-ser-amigos-no-se-bien-que-tienen-de-particular-mis-imagenes-se-que-cuando-pinto-diseno-corto-pego-soy-muy-feliz/

amigos_ok_ITA_010213M1-14