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Attività con “Cari estinti” alla BibliotecaNova

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Ci ricordiamo probabilmente in molti le città italiane deserte del mese di agosto. Io ricordo la mia, Firenze, visto che normalmente rientravamo dal mare proprio quando la maggior parte ci andava, ad agosto.  Abitavamo in una zona che a quei tempi era decisamente definibile periferica e le impressioni le ricordo bene,  mi sono rimaste impresse come restano le cose che vivi da bambino,  in quello che ispirano che giunge subito al nostro interiore come sentimento.  L’essenza era quella, caldo, e un deserto, alla fine, interiore.   Forse proprio per questo ricordo con particolare piacere le poche occasioni culturali che capitavano, sempre e solo se avevi la fortuna che ti ci portassero perché naturalmente erano nel centro della città, e che, nella mia attuale memoria,  erano proposte di una qualità che oggi mi pare più rara. Insomma, poco, ma,  spesso, buono.  Anche perché la maggior parte dei teatri, degli spazi di esposizione all’aperto, dei cinema estivi, sono, ormai, un lontano ricordo.  Gli unici posti che continuano ad aumentare sono, in fondo, ancora i centri commerciali.

Ora, però , ci sono luoghi come le biblioteche che sembrano ritrovare la loro dimensione di occasioni di conoscenza e  di incontro,  entrati a fare parte di progetti di recupero di zone periferiche, o riqualificazione di aree del centro.  La proposta legata  all’infanzia, in questo senso, si è fatta più largo , anche se non sempre si realizza in esperienze, diciamo, che aggiungono molto al titolo con cui si presentano e quindi al vissuto di chi partecipa.  Sono, però, pur sempre opportunità di scoperta comune.

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Potersi riprendere gli ambienti della cultura per quello che, secondo noi, dovrebbero essere,dimensioni di incontro, di occasione, di condivisione di esperienze, è cosa non da poco.  La biblioteca Canova del quartiere dell’Isolotto è stata inaugurata nel 2009 per accorpare i servizi del Quartiere 4 ed è sicuramente uno degli esempi di questo rinnovamento. L’ampliamento dell’orario unito alla riqualificazione anche della sezione bambini e ragazzi , con una nuova attenzione ai titoli e il collegamento con la ludoteca, è un esempio di possibilità di incontro  per chi viene da vicino e da fuori zona,  grazie anche al nuovo collegamento con la tramvia.

Nel cuore dell’estate spuntano i Cari estinti. Il titolo di Arianna Papini sarà al centro dell’incontro e dell’ attività a cura degli operatori della sezione Juonior  martedì 12 agosto dalle 10.30 alle 12.30, presso Biblioteca Canova, in via Chiusi 4/3.

Scoprite cosa propongono.

http://www.firenzeformatofamiglia.it/eventi/cari-estinti-alla-biblioteca-canova-isolotto/

Vorremmo essere coerenti. Intervista a Lola Barceló di Kalandraka Italia su Milkbook.

Storie, libri per bambini e app di qualità

Francesca Tamberlani è sociologa, giornalista professionista, web writer … Tutto questo ha scelto di metterlo al servizio di una passione che ha preso la forma di quella che potremmo definire una vera e propria missione. Per comprenderlo citiamo un estratto delle stesse parole con cui la giornalista si presenta sul blog da lei curato “Milkbook”:

” (…) Leggere rende liberi, sicuri di sé, aperti verso gli altri, capaci di ragionare con la propria testa e di esprimersi senza imbarazzi.
Ma non tutti i libri sono uguali! Alcuni di questi sono poveri, sciatti nei contenuti testuali e nelle immagini, infarciti di banalità e stereotipi.
Milkbook intende aiutare mamme, papà, educatori e adulti in generale a selezionare, riconoscere e proporre ai bambini libri e app di qualità. (…)”
All’interno del blog anche un’intervista agli editori di settore.

Una bella occasione di approfondimento anche per chi sia curioso di scoprire meglio i significati e le proposte del mondo della letteratura per l’infanzia contemporaneo.
Le sue tredici domande le ha rivolte anche a noi. Qua il link:
http://www.milkbook.it/intervista-kalandraka/

La bambina con le orecchie di farfalla

“Stormo” su AtlantideKids

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Barbara Ferraro ci segnala la recensione di “Stormo” di David Daniel Álvarez Hernández e  María Julia Díaz Garrido  sul blog AtlantideKids, letteratura per l’infanzia. Pone l’accento sulla naturalezza dell’umano bisogno di guardare oltre quello che si ha, di scoprire e conoscere e di come  questo stesso moto si rivolga contro noi stessi  se si  dimenticano  i  buoni propositi che lo hanno generato, come ci dimostrano gli uccelli protagonisti del libro,  che alla fine non si accorgono di essersi ingabbiati da soli.  Ma alla fine una speranza c’è.  E qui la critica lascia che sia il lettore a scoprirla nel libro.

Link alla recensione:

http://atlantidekids.wordpress.com/2014/11/19/uno-stormo-per-librarsi-in-volo-e-rifuggire-gli-eccessi/

Il libro illustrato, strumento per l’inclusione

 

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L’inclusione è in una società globale l’argomento di punta per evitare il conflitto e dare l’opportunità di crescere insieme alle persone di realtà culturali e circostanze vitali diverse.   Condividere lo spazio al di là dei confini territoriali, mentali e economici sta diventando uno degli argomenti più scottanti in occidente.  L’inclusione è un’idea, un modo di vivere che si traduce poi in politiche. La cultura può giocare un ruolo fondamentale. E se il bambino è proiezione al futuro e fiducia, allora è a lui innanzitutto che ci si rivolge. In questa direzione si stanno muovendo non a caso molte iniziative sul libro per l’infanzia. Ci hanno pensato Area onlus e la Fondazione Giovanni Agnelli che organizzano dal 25 al 31 ottobre 2014 la manifestazione Lettori senza frontiere. Settimana del Libro accessibile a Torino, manifestazione che esplora le possibilità di inclusione, relazione, accessibilità che i libri possono offrire in relazione alle diverse abilità. Il convegno intitolato “Best4bes. L’editoria accessibile come strumento di apprendimento, inclusione e crescita sociale”, si avvarrà della presenza di Silvana Sola, presidente di IBBY Italia, che parlerà del panorama internazionale dell’editoria accessibile.

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E non è un caso che l’inclusione sia stato l’argomento principale del 34° convegno Ibby  che si è svolto il passato settembre a Città Del Messico, “Que todos signifique todos”,( che tutti significhi tutti,) dedicato alla lettura come inclusione fin dall’infanzia. L’IBBY ITALIA ha partecipato con una relazione attingente: Libri senza parole. Dal mondo a Lampedusa e ritorno. Si tratta del titolo di un progetto di cooperazione internazionale, nato per dotare l’isola di Lampedusa di una biblioteca per ragazzi, dedicata ai bambini e ai ragazzi che vivono sull’isola e ai giovani ospiti del Centro di Primo Soccorso e Accoglienza.

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Le due delegate italiane che sono intervenute sono Deborah Soria, della Libreria Itinerante Ottimomassimo, e Marcella Terrusi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento Scienze della Qualità della Vita, Università di Bologna, ricercatrice e critica di letteratura infantile.

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  La biblioteca di Lampedusa è luogo fisico e interiore di incontro. Libri silenziosi, di un silenzio che include, per tornare al titolo del convegno, e che includendo cerca di offrire una possibilità di voce; libri che arrivano là dove spesso non arrivano le politiche. 
Deborah è stata l’ideatrice di questa iniziativa. La sua sessione in Città del Messico portava il titolo “Un tesoro per un’isola”. A lei ci siamo rivolte per parlare un po’ del progetto  e del suo intervento in Messico. E ci racconta di un altro silenzio, che esclude, quello del mondo governativo.
Da due anni a questa parte facciamo una battaglia per i diritti dei bambini di Lampedusa e per quelli di tutto il nostro paese per rendere l’accesso alla letteratura un accesso facile, gratuito e gentile. Nell’accorgersi di una mancanza così evidente (a Lampedusa la biblioteca non c’è dagli anni 70 ) qualunque governo avrebbe dovuto ( anche solo per vergogna dei media) saltare sulla sedia e rimediare….il nostro governo ci ignora, e noi continuiamo a chiedere, prendendoci anche la voce degli adulti di Lampedusa che non sanno quali diritti gli sono negati.

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Bisogna evitare che il silenzio politico e dei media si traduca in abbandono e assenza sul posto. Per questo è importante esserci, tornare sul territorio. Tutti sono invitati a dare un loro contributo all’iniziativa.
Torniamo dal 20 al 27 novembre con tutti i volontari che vorranno venire per una settimana di attività, di sensibilizzazione, di sottolineatura della mancanza dei diritti fondamentali per una vera libertà sull’isola di Lampedusa e in tutte le lampeduse d’Italia. 

Serve gente che ha voglia di leggere ad alta voce, partecipare ad attività ed eventi legati alla lettura, aiutare la logistica e l’organizzazione della settimana.

All’ultimo campo sono venute 40 persone ed è stato bellissimo per tutti.

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Accennando agli argomenti trattati al congresso Ibby in Messico, parla degli ostacoli al processo di inclusione alle  lettere ancora una volta come ostacoli alla relazione e alla presa di coscienza dei diritti umani. 

Durante la sessione ho parlato delle nostre difficoltà, dell’evidente tendenza dei governi ad ostacolare i processi di alfabetizzazione, quando questi risvegliano il senso critico e i diritti umani. Ho parlato del successo e della meraviglia delle persone che amano i libri quando sono messe in condizione di passare questo amore agli altri.

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 Tra le selezioni di Ibby c’è Outstanding Books for Young People with Disabilities. Una scelta di libri per bambini con bisogni speciali, dunque basati sul criterio dell’accessibilità e i libri che hanno per protagonisti o parlano di bambini e ragazzi con disabilità. Tra questi ultimi si è riconfermato “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer, un’approssimazione poetica vicina al tema dell’autismo. In ogni caso la costante è “la promozione a livello internazionale del  diritto dei più giovani ai buoni libri e alla lettura-creando ovunque per l’infanzia l’opportunità di accedere a libri di alto livello letterario e artistico e incoraggiando la pubblicazione e la distribuzione di libri di qualità per bambini,specialmente nei Paesi in via di sviluppo” (http://www.bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/ibby/) .

Quindi qualità, un ampio concetto se si pensa che vengono messi a confronto libri da tante parti del mondo. Perché ce ne sia bisogno emerge già parlando dei parametri da prendere in considerazione nella valutazione

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Per parlare di qualità quando si parla di libri bisogna prendere in considerazione moltissimi aspetti, la qualità del messaggio, il suo valore etico morale, la sua sincerità intellettuale. Sono qualità sofisticate, che un professionista riconosce ed un bambino o un fruitore apprezza se vengono sottolineate e divise dai libri “commerciali”.
I libri commerciali sono una parte divisa dell’editoria, con finalità diverse dalla crescita.
I libri di qualità parlano ad un diverso aspetto del nostro pensiero e raccontano la vita e le sue difficoltà. Aiutano a crescere perché sostengono e danno forma e conforto alle nostre solitudini. Per questo motivo includono tutti, nel mestiere difficile di crescere e capire gli altri.
Guardare altrove è più facile, ma non più utile per vivere meglio.

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Il convegno Ibby dedicato all’inclusione si è celebrato sessant’anni dopo che la giornalista ebrea tedesca Jella Lepman dette vita alla conferenza “La comprensione  internazionale attraverso il libro infantile e giovanile”.  Proprio così nacque Ibby, International Board on Books for Young People. Dopo essere emigrata dalla Germania nazista all’Inghilterra, Jella Lepman fu richiamata in patria subito dopo la fine della guerra per coordinare un programma di assistenza alle donne e ai bambini tedeschi. Non senza angosce e esitazioni, accettò l’incarico. Nel deserto della Germania del primo dopoguerra la donna capì subito che quello di cui c’era urgenza per i bambini tedeschi non erano solo  cibo e  vestiti, ma alimenti emozionali, libri. Di libri non c’era più traccia. Solo restituendo ai piccoli la possibilità di accesso al pensiero attraverso i libri provenienti dal mondo libero si poteva sperare. I libri dovevano provenire da diversi  paesi e avrebbero così silenziosamente messo i contatto i bambini di tutto il mondo. L’impegno di Jella Lepman  per la diffusione della letteratura infantile, che considerava patrimonio dell’umanità, era la sua lotta per la comprensione e la pace tra i popoli che doveva e poteva partire solo da lì, dai bambini e dai libri. In questo modo i bambini avrebbero mostrato agli adulti la “via da percorrere per rimettere a posto questo mondo sottosopra”. La via da percorrere è lunga e, inevitabilmente, contraddittoria. Si tratta però anche di rompere con idee consolidate, parametri, ribaltare ciò che è stato deciso come assoluto, inviolabile e inevitabile. Perché se ci troviamo dentro un certo modo di vivere, di intendere nella nostra civiltà, è possibile pensarne anche altri. 
La lettura come inclusione significa anche questo. Cercare, in qualche forma, di preparare un po’ il terreno a chi ancora dentro gli ingranaggi di questo vivere non c’è del tutto.  Altrimenti non sarà possibile trasmettere l’idea di altre possibilità. Un compito che era stato auspicato per l’Europa, dopo le guerre, con l’unione, quell’ Europa da cui parlava Jella Lepman.  Niente come l’isola può rappresentare abbandono o inclusione, e Lampedusa, suo malgrado, ne è adesso il simbolo più lampante.

Chi è interessato  a partecipare al prossimo campo a Lampedusa può scrivere a: ibbyitalia@gmail.com

Nelle foto: il disegno realizzato a Lampedusa da una classe del liceo, la frase “Non è così facile” è stata  estrapolata da un vecchio libro. La bambina con il sole è di Franco Matticchio ed è sull’insegna della biblioteca a Lampedusa. Bambini in un asilo di Lampedusa.

Immagini dai libri editi da Kalandraka: “Lettere fra i lacci”, “Orecchie di farfalla”, “L’inizio”, “È non è”.

Su Jella Lepman, “La strada di Jella. Prima fermata, Monaco.” Sinnos, 2009

Mostra personale di Chiara Carrer a Arezzo

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Sabato 26 luglio alle ore 18.00 in piazza S. Francesco 10, di Arezzo, l’associazione MEGA+MEGA presenta la mostra personale dislocata in tre sedi, dell’artista Chiara Carrer. Opere digitali dall’albo pubblicato dalla Kalandraka “E’ non e’”  sonno in mostra presso il passaggio pedonale del Palazzo Vescovile (scale mobili), dal 26 Luglio al 31 agosto 2014.

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Il testo di Marco Berrettoni Carrara è una approssimazione poetica e vicina al fenomeno dell’ autismo dal punto di vista di un bambino. La comunicazione e la reciproca comprensione non sono tanto facili però niente è paragonabile alla specificità di Sara fatta di assenza, mistero, solitudine, panico, timore, tenerezza, rabbia, affetto..

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A cura di Matilde Puleo, il progetto si articola e coinvolge alcuni punti strategici del centro storico con format diversificati finalizzati a molteplici tipologie di pubblico. Chiara Carrer presenta la personale “Amo quel che svanisce”, presso lo spazio espositivo Piazza San Francesco 10, e l’installazione “Alice” presso galleria Mega+Mega, via Cesalpino 2. Creatrice nel campo dell’editoria da più di vent’anni con più di cento libri pubblicati in tutta Europa, si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e in incisione alla Scuola di Arti Ornamentali San Giacomo. E’ insegnante di illustrazione all’ISIA di Urbino e all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

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“In questo evento articolato che si sviluppa in tre sedi, l’artista dà prova che le illustrazioni di un libro sono un fatto artistico reale, nel quale si ha l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di sorprendentemente “utile”, sia in termini di contenuto che di forma. Il valore aggiunto di certi libri illustrati, ciò che li fa apparire al tempo stesso nuovi e necessari, è la genuinità degli interessi che li ha generati, il fatto cioè che essi rappresentino il risultato di un’attività di studio e di ricerca sincera. Le immagini di Chiara Carrer qui esposte sono un invito a ripercorrere il cammino ideativo dell’artista, dal colore al bianco e nero e dalla campitura al segno e all’incisione e stratificazione, in modo da impreziosire una forma artistica troppo spesso emarginata dal mondo dell’Arte”. [Dal comunicato stampa MEGA+MEGA].

Allo Spazio Libro”La zebra Camilla”, condivisione di una storia di crescita

Sabato 17 maggio si è svolta la festa di chiusura estiva dello Spazio Libro, biblioteca per bambini da 2 a 6 anni del Comune di Firenze, in gestione  per il Consorzio metropoli alla Cooperativa Cepiss e alla Cooperativa Arca.  Laura Bonomo  educatrice  della cooperativa Cepiss cura la programmazione e l’organizzazione  del servizio.

La festa è stata un’occasione di condivisione nel segno della narrazione. La voce di figure professionali, ma anche di nonni, di bambini, di genitori che avevano scelto un racconto e realizzato personaggi e piccole scenografie, ha reso l’evento un vero momento di partecipazione comunitaria, attraverso le storie. Grandi e piccoli abbiamo goduto attentamente delle narrazioni, dalla prima all’ultima.

Noi c’eravamo con “La zebra Camilla”, scritto da Marisa Nuñez e illustrato da Oscar Villan.  Abbiamo discorso con Lola Barceló, direttrice di Kalandraka Italia e che ha svolto l’attività, di questo appuntamento e della storia scelta.

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Quando mi hanno proposto un attività su “La zebra Camilla”, ne sono stata felice e Laura Bonomo dello Spazio Libro m’ha chiesto anche se noi di Kalandraka sapessimo come indirizzare la cosa. “La zebra Camilla” è un racconto col quale non avevo mai lavorato in pubblico.
Mi sono messa in contatto con Manuela Rodriguez, l’art’s director di Kalandraka, per sapere se in Spagna loro, che si occupano anche di programmare gli incontri e le attività intorno ai libri nella libreria di Kalandraka a Vigo e anche in occasione della campagna di promozione della lettura di Compostela, avessero svolto delle attività su questo libro.  E,sì, c’erano attività sulla zebra che avevano fatto nelle scuole.
Innanzitutto si deve pensare a quale sia lo scopo finale dell’attività.  Una volta fatta la riflessione, siamo partiti dalla figura, dal realizzare un’immagine dell’animale protagonista del libro. Se lo scopo finale è che la zebra rimanga nello spazio come una costruzione e che i bambini possano non solo vedere ma giocarci oppure no. .. Se si tratta di un’attività individuale non importa la solidità dei materiali, se si tratta di qualcosa di permanente conta la solidità, e bisogna creare qualcosa che sia possibile anche riparare se si sciupa.

Nel nostro caso si trattava di questa seconda opzione.
La base è il disegno della zebra più o meno dell’altezza di un bambino. Questo è importante perchè si parla di una piccola zebra e la storia è una storia di crescita.
Laura  ha capito subito a cosa ci riferivamo. Tra le caratteristiche dello Spazio Libro c’è il lavoro con materiali di riciclo, gli arredi sono fatti da lei e dalla collega della cooperativa e ci lavorano anche i  bambini. Così si è messa all’opera cercando i materiali, progettando e realizzando le sagome e gli altri personaggi.
Abbiamo pianificato la zebra trovando un bel cartone di un metro e 50. Dopo aver realizzato  la sagoma, l’abbiamo fissata e coperta con un materiale plastico autoadesivo. Sopra alla sagoma avevamo bisogno di attaccare le strisce che poi si staccano, sono infatti le sette strisce che il vento porta via alla zebra.

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Si è scelto quindi di lavorare  su materiale attacca e stacca, dunque  avevamo bisogno di una base plastica autoadesiva, altrimenti il cartone si sciupa con lo strappo. Abbiamo optato per una base con un effetto opaco.

20140507_172551Inoltre il materiale “attacca stacca” produce un suono deciso, questo elemento sonoro accentua la forza dello strappo delle strisce della zebra Camilla da parte del vento, sottolineando questa prima parte della crescita, della perdita, che ha in sé una forza anche drammatica.

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Il materiale base è stato il cartone, l’arcobaleno anche è stato fatto con cartone foderato con carta velina colorata. Tutti gli altri animali sono stati fatti col cartone.
Abbiamo  sempre però cercato anche una certa tridimensionalità, per non dare un effetto piatto.  Poi abbiamo messo uno spago per tenere i personaggi come marionette.20140517_120736La caratteristica generale delle attività  è lavorare molto sulla storia e sull’oggetto che ti consente di stabilire ulteriori  rapporti emotivi con il libro.
L’ attività si è svolta all’interno della festa conclusiva dello Spazio Libro che aveva il nome di “angoli narranti”. Si trattava di una mattinata di racconti, alla quale partecipavano genitori, nonni, bambini, insomma l’utenza dello Spazio Libro.
Il senso era creare un momento di condivisione della narrazione, che è partecipazione  alla comunità. Una partecipazione nel linguaggio, nella parola, quindi nel processo più umano che ci sia.

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In questo contesto la nostra attività della zebra era raccontare una storia che affronta la crescita dal punto di vista del bambino. Si narra usando quelle che sono le risorse poetiche, il linguaggio della poesia, che è anche il linguaggio del bambino stesso. Lo scopo generale era parlare con i piccoli sul significato e sulle loro percezioni della crescita che è esperienza presente del loro vivere. C’è il desiderio di diventare grandi di smettere di fare certe cose che loro pensano facciano parte dell’infanzia, luogo al quale sentono di appartenere ma dal quale sanno anche che se ne devono andare. Con la zebra si condivide il bisogno  di rasserenarsi rispetto a questo processo che è anche drammatico, che tutti abbiamo passato, ma che non dobbiamo avere fretta di superare. La rassenerazione passa attraverso l’incontro con “l’altro” che nel racconto scritto da Marisa Nuñez, sono i personaggi che Camilla trova lungo il cammino che percorre e  che la ricondurrà a casa in una nuova veste.  20140517_120436

Era  importante allo stesso tempo condividere con gli adulti che partecipano a questo processo di cambiamento, il fatto che la crescita è vista anche con un occhio drammatico dal bambino stesso. Egli  è consapevolissimo di essere immerso  in questo processo e che lui stesso è crescita e cambiamento. Questo cambiamento si vive come un processo dinamico nel quale intervengono diversi protagonisti che, nel caso della zebra, evidenziano tra l’altro la necessità e la natura della trasformazione.

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“La Zebra Camilla” è un racconto originale ma che presenta elementi tipici dei racconti della tradizione orale. Racconti che seguono strutture letterarie fissate dalla consuetudine ma anche di  un’efficacia consolidata. Sono storie nelle quali le formule che si usano poggiano su risorse poetiche che si sofisticano nella parola scritta fino al libro per adulti, che ha la stessa base.

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I bambini sono i padroni dei paragoni, delle anafore, delle associazioni delle forme, che poi  è il linguaggio della poesia e dei poeti. Noi adulti tendiamo a perdere questa capacità di guardare il mondo poeticamente, questa capacità di guardare il mondo in modo, direi, più sincero. La stessa cosa vale per il linguaggio simbolico, molto presente nel libro che per questo lo rende un libro che il bambino comprende naturalmente, mentre noi a un certo punto rinunciamo a questo linguaggio. I numeri qua sono ulteriore simbologia, poetica, viva, e accompagnano la crescita della protagonista come un processo alchemico.

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La storia si basa sulla ripetizione , la ridondanza e su un’altra formula che è quella della sottrazione e addizione, tipiche , appunto, della tradizione del racconto orale.
Alla fine, dopo avere incontrato tanti personaggi,  appare la mamma, consapevole che la figlia sia cresciuta e cosciente di non doversi opporre a questo processo ma allo stesso tempo consapevole di dover accogliere le emozioni e le paure ad esso legate.

la_zebra_camilla_It-14Come l’essere umano ha bisogno di crearsi i suoi limiti, di muoversi partendo da una propria cornice, così qua  la figura della mamma rappresenta un contenimento indispensabile.