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Le combinazioni infinite di un puzzle nato dal “ricicla-riusa”

Sul numero di aprile 2017 del mensile di letteratura e illustrazione per l’infanzia, Andersen, Elisabetta Civard dedica una recensione alla nostra novità “Il puzzle infinito”, dell’autore argentino Diego Bianki.

La rassegna: “Chi vorresti essere?”

“Chi vorresti essere?” di Arianna Papini, Kalandraka.

Posted by in 2. Dai 3 ai 5 anni, ALBI ILLUSTRATI

Selezionato tra i tre finalisti al premio Andersen 2012 nella categoria “Miglior Libro 6/9 anni”, quest’albo bello e originale di Arianna Papini è, insieme, poetico ed evocativo, delicato e suggestivo.
La struttura è circolare: si parte da un punto inziale e vi si ritorna attraverso una serie di immagini e parole che si danno la mano e si concatenano.
Ma al punto di arrivo non ci si ferma, si va un po’ oltre con una chiusa perfetta che regala significato al gioco suggerito dall’albo.

Federica Pizzi

La rassegna: L’ombrello giallo

 

Donatella Romanelli, dal portale Mangialibri, dedica una recensione a “L’ombrello giallo”. “Un albo illustrato che richiama alla memoria il film “Pleasantiville” del 1998 – qui la pellicola, inizialmente in bianco e nero, inizia a colorarsi gradualmente (per primo un fiore) quando Jennifer, la protagonista femminile, inizia a sovvertire le regole previste dalla trama – sia il capolavoro “Tempi Moderni”, diretto e interpretato da Charlie Chaplin nel 1936, geniale atto di protesta contro l’alienazione industriale della catena di montaggio”.

viaLombrello giallo.

La Rassegna: Chi vorresti essere?

Da http://www.letteratura-per-ragazzi.it

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Chi vorresti essere?

Arianna Papini

Editore: Kalandraka

Anno: 2011

Pagine: 40

ISBN: 978-88-95933-36-8

 

 

 

Sfogliando qualche tempo fa un vecchio quaderno delle elementari, trovai un piccolo componimento (quelli che chiamavamo Pensierini – il termine Tema, più impegnativo e adulto, sarebbe entrato in vigore solo di lì a qualche anno), seguito da un disegno maldestro ma squisitamente tenero, nel quale descrivevo cosa avrei voluto fare da grande, cosa mi sarebbe piaciuto diventare. Tra quello che scrissi in quell’occasione (fare la professoressa di matematica) e quello che poi sono realmente diventata c’è un abisso, anche se in quelle pagine acerbe c’era un fondo di verità. Negli anni i miei gusti sono cambiati, numeri e sistemi mi sono venuti a noia tanto da diventare un incubo ricorrente e ho decisamente accordato la mia preferenza alle Lettere, tuttavia il desiderio intenso di insegnare non si è mai sopito, anzi è cresciuto e maturato nel tempo. Che poi lavorativamente parlando io sia andata in un’altra direzione, mio malgrado, questo non conta ai fini del nostro discorso. Il sogno è rimasto intatto, custodito non solo nel cassetto ma anche e soprattutto in fondo al cuore e non cessa, caparbiamente e capricciosamente, di saltar fuori, di far capolino, quando meno me lo aspetto. Perché i sogni sono testardi e più cerchi di piegarli più tornano alla ribalta, più forti e spavaldi di prima. Sgorgano dalla nostra fantasia, vanno a braccetto con i nostri pensieri più segreti, percorrono le strade più impervie e tortuose, fingono di essere morti, ma state certi …. sono solo assopiti e aspettano il momento giusto per farsi di nuovo vivi. Forse qualcuno vi dirà di non dar loro retta, di scansarli e trattarli male, di vivere con i piedi ben saldi a terra. Ma non credeteci. I sogni ci appartengono, sono la parte più autentica e più profonda del nostro io. E coltivarli, non tradirli, significa non tradire se stessi, e continuare a inseguire la flebile ma tenace chimera chiamata felicità. Per questo la storia di Rebecca mi è piaciuta così tanto. Questa bambina dai lunghi capelli rossi e dal sorriso aperto sogna di essere un pesce per nuotare nelle acque del mare, in piena libertà. Ma non solo i bambini sognano, anche gli animali. Credete forse che i pesci non abbiano dei desideri in fondo al cuore, solo perché non parlano come noi esseri umani? Persino i coccodrilli, che sembrano così feroci e pericolosi, hanno i loro sogni. Magari vorrebbero essere degli uccelli colorati, farsi ammirare per la loro bellezza anziché incutere paura negli altri animali. Forse si sentono soli e vorrebbero avere un amico con il quale condividere un po’ del loro tempo. E voi, chi vorreste essere? Un pilota, un calciatore, un medico, un pittore? Una ballerina, una scrittrice, una cuoca, una cantante, una veterinaria? O un cane coccolone, che tutte le sere si fa accarezzare dal proprio padrone? O un aquilone, che vola in cielo fra le nuvole, trasportato dalla brezza di giugno? O una rosa, con delicati e vellutati petali e un profumo inebriante? Io ho capito – ma quanto dico potrebbe non valere per voi, dato che non sono più una bambina, ma so che Rebecca è d’accordo con me – che vorrei essere me stessa, null’altro. E non è poco, credetemi. Perché con i miei sogni e la mia fantasia posso essere tutto ciò voglio. E molto di più …. Leggete la storia di Rebecca e dei suoi amici animali e vedrete che ho ragione! (Ilaria Biondi, )

Chi vorresti essere?

Rebecca vorrebbe essere un pesce per “nuotare libera nel mare”; ma anche il pesce vorrebbe essere qualcun altro, magari un barbagianni “per volare libero nel cielo”; il barbagianni a sua volta vorrebbe essere un coccodrillo “per stare disteso sotto il sole”… e così passando dal tucano al camaleonte,

viaChi vorresti essere?.