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Il resoconto: La festa dei lettori alla Libreria Cuccumeo di Firenze

Nel contesto della Festa dei Lettori l’Associazione Scioglilibro ha organizzato diverse letture animate il 29 settembre alla Libreria Cuccumeo di Firenze.

Carlotta Cubbeddu ha presentato il nostro libro “Non è una scatola”.

Poi abbiamo giocato un po’…

E poi la Cubbeddu ha fatto una magia, l’abbiamo visto tutti quanti. C’eravamo e lo potremmo giurare…

O forse la magia l’hanno fatta i bambini e le bambine che la guardavano mentre disegnava sulla lavagna…

Fatto sta che non era una scatola, ma un trattore…

Insomma, anche i gufi della Cuccumeo sono rimasi di stucco!

La rassegna: L’ombrello giallo

 

Donatella Romanelli, dal portale Mangialibri, dedica una recensione a “L’ombrello giallo”. “Un albo illustrato che richiama alla memoria il film “Pleasantiville” del 1998 – qui la pellicola, inizialmente in bianco e nero, inizia a colorarsi gradualmente (per primo un fiore) quando Jennifer, la protagonista femminile, inizia a sovvertire le regole previste dalla trama – sia il capolavoro “Tempi Moderni”, diretto e interpretato da Charlie Chaplin nel 1936, geniale atto di protesta contro l’alienazione industriale della catena di montaggio”.

viaLombrello giallo.

La rassegna: Non è una scatola

…è tutto quello che vuoi tu!

Una scatola è una scatola è una scatola è una scatola… così diceva Gertrude Stein, mi pare. Ah no! Il discorso semantico era riferito alle rose (o alle promesse?)! E infatti questa Non è una scatola; sebbene sia di cartone, quadrata, sia ben evidenziato il suo peso (250 gr) e un bel timbro rosso sul retro specifichi che non si debba capovolgerla.

Pagina dopo pagina si apre la scatola, si va oltre l’imballaggio e una scritta rossa grande e grossa lo ribadisce: Non è una scatola.

Una voce simile alla nostra chiede a un coniglietto seduto in una scatola: “Perché ti sei seduto in una scatola?” Il coniglietto drizza le orecchie che appena voltata la pagina si piegano perché investite dal vento: “Non è una scatola”! È una macchina da corsa rossa fiammante e poi scusami, non ti sento, ho il vento tra i capelli, nelle orecchie, sembra dire il coniglietto che prosegue la sua corsa.

Si continua così, con la voce, sempre più simile alla nostra, che chiede “Che cosa fai su quella scatola?” E perché te la sei messa addosso, e perché ci giri intorno… Non è una scatola, è il Monte Coniglio e io sono un robot, e un addestratore d’elefanti indiani. Una variazione sul tema che non stanca mai, piuttosto incuriosisce. Se non è una scatola allora cos’è? Facciamo finta che… è questo il gioco, naturale e spontaneo, che coinvolgerà certamente anche il genitore narrante.

Grafica e layout sono essenziali e fungono da guida: il coniglietto e la scatola sono il frutto di linee nere, senza ombra, e mostrano ciò che il genitore vede. Il rosso (che già ci aveva sgridati all’inizio quando ostinati continuavamo a parlare di scatole) manifesta invece la fantasia, la libertà dirompente dell’immaginazione: è grazie alle sue linee che vediamo la mongolfiera, il razzo spaziale, la nave dei pirati.

Antoinette Portis è un’autrice che non dovrebbe assolutamente mancare nella libreria dei vostri bambini, sarebbe come se mancasse Munari, se non proponeste loro mai Sendak. E Kalandraka a un prezzo equo, considerato l’allestimento complesso e raffinato, ci offre l’occasione di far loro un bel regalo. Sono certa che offrendo ai bambini prodotti di qualità, leggendoli assieme a loro, dando loro la possibilità di entrare in contatto con albi studiati, creati con intelligenza e affetto, essi avranno l’occasione di maturare un gusto personale e proprio, assolutamente distante dalla banale omologazione dai colori pacchiani, dalle linee banali e dalle parole urlate e mielose che affollano una (ahimè!) grande parte della produzione letteraria destinata ai piccoli lettori. Perché albi come questo fanno in modo che la lettura (e l’albo permette la lettura anche ai bimbi che non sanno leggere) diventi esperienza, gioco, confronto con la realtà, viaggio con l’immaginazione.

Infine la scelta del coniglietto piuttosto che del bambino: perché un animaletto? Perché non il bambino? Si tocca un punto fondamentale della narrazione ai bimbi: perché è un bambino? Potrebbe chiedere la bambina lettrice? Perché ha i capelli ricci questa bambina? Potrebbe chiedere la bimba coi capelli lisci; perché questo bambino è bianco? Potrebbe chiedere il bimbo nero Non sono io… non mi ci rivedo, è un altro bambino. Il coniglietto è un coniglietto è un coniglietto, è un coniglietto. E a furia di esserlo diviene ciascun bambino, simbolo di ciascuna bambina. Permette un’immedesimazione completa e perfetta.

No, questo libro non è affatto, affatto una scatola.

Titolo: Non è una scatola
Autore: Antoinette Portis
Editore: Kalandraka
Dati: 2011, 40 pp., 14,00 €

Barbara Ferraro
atlantidekids.wordpress.com/2012/06/07/e-tutto-quello-che-vuoi-tu/

La Rassegna: Chi vorresti essere?

Da http://www.letteratura-per-ragazzi.it

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Chi vorresti essere?

Arianna Papini

Editore: Kalandraka

Anno: 2011

Pagine: 40

ISBN: 978-88-95933-36-8

 

 

 

Sfogliando qualche tempo fa un vecchio quaderno delle elementari, trovai un piccolo componimento (quelli che chiamavamo Pensierini – il termine Tema, più impegnativo e adulto, sarebbe entrato in vigore solo di lì a qualche anno), seguito da un disegno maldestro ma squisitamente tenero, nel quale descrivevo cosa avrei voluto fare da grande, cosa mi sarebbe piaciuto diventare. Tra quello che scrissi in quell’occasione (fare la professoressa di matematica) e quello che poi sono realmente diventata c’è un abisso, anche se in quelle pagine acerbe c’era un fondo di verità. Negli anni i miei gusti sono cambiati, numeri e sistemi mi sono venuti a noia tanto da diventare un incubo ricorrente e ho decisamente accordato la mia preferenza alle Lettere, tuttavia il desiderio intenso di insegnare non si è mai sopito, anzi è cresciuto e maturato nel tempo. Che poi lavorativamente parlando io sia andata in un’altra direzione, mio malgrado, questo non conta ai fini del nostro discorso. Il sogno è rimasto intatto, custodito non solo nel cassetto ma anche e soprattutto in fondo al cuore e non cessa, caparbiamente e capricciosamente, di saltar fuori, di far capolino, quando meno me lo aspetto. Perché i sogni sono testardi e più cerchi di piegarli più tornano alla ribalta, più forti e spavaldi di prima. Sgorgano dalla nostra fantasia, vanno a braccetto con i nostri pensieri più segreti, percorrono le strade più impervie e tortuose, fingono di essere morti, ma state certi …. sono solo assopiti e aspettano il momento giusto per farsi di nuovo vivi. Forse qualcuno vi dirà di non dar loro retta, di scansarli e trattarli male, di vivere con i piedi ben saldi a terra. Ma non credeteci. I sogni ci appartengono, sono la parte più autentica e più profonda del nostro io. E coltivarli, non tradirli, significa non tradire se stessi, e continuare a inseguire la flebile ma tenace chimera chiamata felicità. Per questo la storia di Rebecca mi è piaciuta così tanto. Questa bambina dai lunghi capelli rossi e dal sorriso aperto sogna di essere un pesce per nuotare nelle acque del mare, in piena libertà. Ma non solo i bambini sognano, anche gli animali. Credete forse che i pesci non abbiano dei desideri in fondo al cuore, solo perché non parlano come noi esseri umani? Persino i coccodrilli, che sembrano così feroci e pericolosi, hanno i loro sogni. Magari vorrebbero essere degli uccelli colorati, farsi ammirare per la loro bellezza anziché incutere paura negli altri animali. Forse si sentono soli e vorrebbero avere un amico con il quale condividere un po’ del loro tempo. E voi, chi vorreste essere? Un pilota, un calciatore, un medico, un pittore? Una ballerina, una scrittrice, una cuoca, una cantante, una veterinaria? O un cane coccolone, che tutte le sere si fa accarezzare dal proprio padrone? O un aquilone, che vola in cielo fra le nuvole, trasportato dalla brezza di giugno? O una rosa, con delicati e vellutati petali e un profumo inebriante? Io ho capito – ma quanto dico potrebbe non valere per voi, dato che non sono più una bambina, ma so che Rebecca è d’accordo con me – che vorrei essere me stessa, null’altro. E non è poco, credetemi. Perché con i miei sogni e la mia fantasia posso essere tutto ciò voglio. E molto di più …. Leggete la storia di Rebecca e dei suoi amici animali e vedrete che ho ragione! (Ilaria Biondi, )

La rassegna: Non è una scatola

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Finalmente pubblicato anche in Italia per i tipi della Kalandraka, questo albo era apparso nel 2oo6 negli Stati Uniti, dove aveva raccolto numerosi consensi: era stato inserito nella lista dei 1oo libri consigliati daìla Biblioteca di New York, selezionato tra i migliori albi dell’anno dalla prestigiosa ALA (associazione dei bibliotecari statunitensi)e aveva vinto iÌ premio intitolato al Dr. Seuss (TheodorSeuss Geisel Award).

Copertina e risvolti in carta marrone richiamano colore e aspetto di una scatola vera, anticipando così la narrazione, che si sviluppa in forma dialogica. Il testo propone un contrappunto a due voci, a simulare un adulto senza immaginazione che chiede: “Perché ti sei seduto in una scatola?” e un piccolo coniglio che risponde con la stessa frase del titolo: “Non è una scatoIa”. Non è una scatola infatti quella che il protagonista ha accanto. Ma l’oggetto da cui traggono origine gli immaginari giochi infantili che la storia narra – non con le parole ma col disegno. Una linea di contorno nera, semplicissima, tratteggia coniglio e scatola. Mentre al girar di pagina una linea rossa visualizza quanto il piccolo si figura: un’automobile, un robot, una nave dei pirati… Non una scatola, per l’appunto. La forma dialogica del testo è sottolineata dal colore delle pagine (marrone chiaro quelle dove compaiono le domande, rosse quelle delle risposte) sul quale spiccano i caratteri bianchi delle parole, in un alternarsi di pochi, studiati colori, a sottolineare il ritmo semplice ma essenziale del libro. Le illustrazioni dal tratto netto molto devono al disegno di Crockett e Johnson in Harold e la matita viola (Einaudi ragazzi, 2ooo), mentre danno corpo ai voli della fantasia che il protagonista, silenziosamente, realizza, in un crescendo di intensità, fino a concludersi con l’affermazione che si tratta di una “nonscatola”, a citazione della famosa negazione in Alice nel paese delle meraviglie, quella del “non-compleanno”. Tutto è, tranne una scatola. Approviamo la decisione di tradurre il libro, ma ci resta il desiderio di vedere tradotti anche altri, importanti titoli di Antoinette Portis, in particolare l’ultimo,  “A penguin story” (2009), che i francesi (sempre attenti) già hanno pubblicato.

Angela Dal Gobbo (Liber gennaio-marzo 2012)

La rassegna: Chi vorresti essere?

A Cair Paravel si è parlato di “Chi vorresti essere?”… E vi consiglio di leggere questa recensione perché parte dal dubbio meditato da una giornalista e mamma (l’ordine dei fattori non altera…) e  raggiunge una conclusione risultato della lettura ai bambini.

Chi vorresti essere?.