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Il puzzle infinito, un post sul blog Mangialibri

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“[…] Diego Bianki è un graphic designer e docente di disegno. Oltre a lavorare come illustratore, è cofondatore della casa editrice argentina Pequeño Editor. Il puzzle infinito ha ricevuto nel 2016 la menzione speciale alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, nella sezione dedicata alla disabilità e le sue rappresentazioni, ed è un premio sicuramente meritato. Non si tratta di una comune storia, con uno o più protagonisti, un luogo d’azione e uno svolgimento. Per raccontarla Diego Bianki ha bisogno non solo delle parole, ma anche delle illustrazioni, create utilizzando di scatole di carta recuperate tra gli oggetti di uso comune. Così, come una parola prende forma e significato attraverso l’accostamento di diverse lettere, anche i personaggi diventano concreti attraverso l’assemblaggio di piccole parti di oggetti comuni. […]”

Un post di Ilaria Antonini sul nostro libro “Il puzzle infinito”, pubblicato dal blog Mangialibri.

Per leggerlo interamente bisogna andare alla sorgente: Il puzzle infinito

Le combinazioni infinite di un puzzle nato dal “ricicla-riusa”

Sul numero di aprile 2017 del mensile di letteratura e illustrazione per l’infanzia, Andersen, Elisabetta Civard dedica una recensione alla nostra novità “Il puzzle infinito”, dell’autore argentino Diego Bianki.

“È una parola”, novità a sorpresa alla fiera di Bologna

Sentirsi simili anche quando siamo diversi, non preoccuparsi delproprio aspetto, appoggiarsi nei momenti difficili, è una parola!

Ma quale?   Lo scopriamo solo alla fine del libro di Arianna Papini. Novità di Kalandraka, presto in distribuzione anche nelle librerie, arrivata a sorpresa alla fiera di Bologna.

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Alla fiera di Bologna arriva a sorpresa la novità di Kalandraka, È una parola, della scrittrice e illustratrice fiorentina Arianna Papini e che presto sarà in distribuzione anche nelle librerie. Il cambio di distributore della casa editrice non aveva fatto prevedere la possibilità di un lancio a Bologna.

La sorpresa è stata presto svelata quando Arianna si è seduta per una dedica e un momento di tranquillità si è trasformato in una lunga attesa di persone alle quali l’autrice ha pazientemente dedicato qualcosa di personale  anche nella grafica tra collages, disegni e colori.

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Il resoconto: Aperitivo letterario a Verolanuova

Venerdì 14 settembre l’autore di “e’ non e’”, Marco Berrettoni Carrara, e la direttrice di Kalandraka Italia, Lola Barcelo’ Morte, sono stati i protagonisti di un aperitivo letterario organizzato dal Festival Occhio di Bue di Verolanuova, una iniziativa dell’uomo di teatro Pietro Arrigoni che vuole coinvolgere la Bassa Bresciana.

La sindaco di Verolanuova, Maria Carlotta Bragadina, presenta l’aperitivo. Al tavolo, Marco Berrettoni, Lola Barcelo’ e la giornalista Laura Penocchio.

“È non è” è un’approssimazione poetica vicina al fenomeno dell’autismo.  L’artista Chiara Carrer,  una delle principali esponenti dell’illustrazione in Italia, è l’autrice delle tavole. Le immagini si sovrappongono sulla carta da parati; sono linee, disegni, ombre, figure che si applicano a mo’ di collage su delle superfici di diversa consistenza. Trasmettono visivamente quello che il testo esprime in modo letterario: astrazione, assenza, mistero,solitudine, panico, timore, tenerezza, rabbia, affetto…

In una prospettiva infantile, questo libro contribuisce a rendere visibili –in modo rispettoso, tenero e sensibile- le persone con necessità educative speciali con un linguaggio metaforico di grande bellezza che non fugge la realtà.

“Appena l’ho avuto in mano -racconta Pietro Arrigo sul sito del festival- ho sentito il bisogno di recensirlo per raccontarvi subito un libro che è stato prima di tutto una forte emozione perché si avvicina in punta di piedi a un tema che sarebbe stato facile banalizzare o spettacolarizzare alla Rain Man. Le parole che Marco Berrettoni Carrara usa per descrivere (o meglio far descrivere) Sara, la bambina autistica al centro della narrazione, dimostrano o una sensibilità fuori dal comune o una conoscenza approfondita del tema. Il punto di vista scelto non è banale: il narratore è il fratello, una figura che in famiglie con questi problemi si trova spesso a essere giocoforza lasciata un po’ sola e caricata di pesi che non dovrebbe avere sulle spalle. Ma l’autismo di Sara non è solo un innegabile problema, ma la storia di un rapporto difficile tra due persone che non si assomigliano”.