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Rassegna “IO E IL RAGNO”

Rassegna “IO E IL RAGNO”

Il portale Mangialibri che informa sulle novità (e non soltanto) nel campo dei libri  ha dedicato una rassegna al tenerissimo ‘albo “Io e il ragno”. Un albo illustrato fatto di fotografie bellissime. La storia di una piccola bambina e di un ragno dalle zampe lunghe, che si conoscono attraverso immagini colorate e rassicuranti. La bambina va alla scoperta del suo corpo proprio attraverso il piccolo ragno “saltato giù dal cielo”, che si posa sfacciatamente dapprima sul suo alluce, poi risale dalle sue caviglie alle gambe, sostando un momento sul suo ginocchio.

La Rassegna: Io e il Ragno

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Almeno due sono gli elementi innovativi di questo aìbo illustrato: l’uso della fotografia (così rara nelle edizioni italiane) e la presenza della figura del ragno, che di solito suscita repulsione anziché curiosità.
Ma gli autori più intelligenti sanno rovesciare i cliché: in questo libro il ragno tesse un filo che, oltre a collegare una pagina alla successiva parte dai piedi e, sezione dopo sezione, esplora il corpo infantile, associando ciascuna parte a un frutto. L’alluce è tondo come il kiwi, le gambe sono lisce come papaya, l’ombelico è misterioso come la noce di cocco, gli occhi rotondi come ciliegie. Infine si getta nel vuoto, tende un filo sottile e scompare “tessendo una tela d’amicizia”.

Insolito albo anti-clichè
Indubbiamente anticonvenzionale, ci convincono ìe immagini fotografiche nitide e pulite, su fondo bianco, e il testo dal contenuto originale.
Per caratteristiche formali, le illustrazioni si awicinano alle immagini scientifiche. oggettive e rigorose. Stagliate sulla pagina biancal per contenuto, le parole invitano al gioco di esplorazione del corpo che tanto piace ai bambini.
L’inaspettato accostamento a uno degli insetti che piu risultano raccapriccianti, e che funge da trait-d’union, incuriosisce e conquista; assegna una sfumatura di humour così rara nei libri destinati ai piccoli. Ideale per giocare con il corpo e con le parole, lo vediamo destinato a lettori che apprezzano l’ inusuaÌe e che, soprattutto, non abbiano paura dei ragni.

Scritto da Angela Dal Gobbo per Liber – Zoom editoria (febbraio 2012)