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Che lingua parla il silenzio di Sara? “È non è” tradotto in Cina

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Sara non somiglia a nessuno. Credi che esistano due pietre, due cani, due foglie o due persone uguali?

Che lingua parla il silenzio di Sara?

Che lingua parlano i pensieri di suo fratello, immaginati nelle parole di Marco Berrettoni Carrara?  Lo dice il testo e lo  dicono  i disegni, i collages, i colori di  Chiara Carrer. Lo dice l’ombra di Sara che scivola lungo i muri.  Lo racconta l’abbraccio con cui Sara soffoca d’affetto suo fratello.

Il cielo che Sara guarda ha lo stesso colore di quello che guarda lui? Ed ha lo stesso colore in un altro spazio del mondo?

Sicuramente un libro è un ponte che può unire i luoghi più lontani.  Un ponte fatto di comprensione. Nel senso del “capire insieme”.

Oggi abbiamo avuto una bella sorpresa. Un bel pacchetto dalla Cina con “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer in cinese.

Dunuqe,  il libro è andato lontano, grazie, anche, alla mediazione di Patricia Aldana dell’  International Board on Books for Young People ( IBBY) che ha fatto da tramite tra Italia e Cina.  Ne diamo la bella notizia.

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“È non è” nella selezione internazionale Outsdanding Books di Ibby

“È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer si riconferma nella lista dei libri dell’ Outstanding Books for Young People with Disabilities 2013, comparendo nel catalogo giapponese. Si tratta di una selezione d’eccellenza promossa da Ibby (International Board on Books for Young People) International e curata dal Centro di Documentazione Ibby sulla disabilità

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IBBY promuove a livello internazionale il diritto dei più giovani ai buoni libri e alla lettura, creando ovunque per l’infanzia l’opportunità di accedere a libri di alto livello letterario e artistico e incoraggiando la pubblicazione e la distribuzione di libri di qualità per bambini,specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
Ogni sezione nazionale di IBBY ha come obiettivo quello di promuovere la letteratura per l’infanzia del proprio Paese.
Ogni due anni, sulla base delle candidature presentate dalle sezioni nazionali, il Centro Documentazione IBBY seleziona la migliore produzione editoriale dedicata a bambini e ragazzi disabili nelle seguenti categorie:
-libri espressamente creati per bambini con disabilità (ad esempio in Braille, con simboli BLISS, ecc.);
– libri della produzione regolare, che si distinguono per essere letti anche da bambini con disabilità
-libri che hanno per protagonisti o parlano di bambini e ragazzi con disabilità (http://www.bibliotecasalaborsa.it/ibby/documenti/8301)

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La premessa delle categorie è sempre il valore artistico e letterario del libro scelto. Il diritto alla buona lettura significa quindi anche diritto al bello, inteso come esperienza estetica, che unisce, che comprende e non esclude. Il libro è inteso come vissuto e possibilità di ponte e confronto con il proprio percorso. La scelta richiede un lavoro incessante di indagine, di riflessioni sui parametri, in cui appunto non può  mancare la considerazione del libro in ogni sua parte di cura. In questo tipo di ottica si inserisce a maggior ragione, nella terza categoria,  l’opera di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer,  definita “un’approssimazione poetica al tema dell’autismo” nella scheda dell’editore e che non impone mai al lettore un unico punto di vista o una premessa categorizzante. Parole e immagini si fondono in una opportunità di fruizione estetica del libro. Protagonista è la voce di un bambino, che parla della sorellina con cui abita.

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L’autore ha scelto così, partendo da una sua esperienza personale di adulto nel teatro a contatto la realtà dell’autismo,  di far parlare il suo sentimento rispetto a questo trascorso richiamando la sua voce di bambino e trascendendola. Lo sguardo dell’infanzia privo di categorie, universalizza e allo stesso tempo mette a nudo le emozioni, le angosce, le domande. Ed è  il bambino che ci riporta alla fine  a una domanda originaria sulle cose : “esistono due foglie uguali?” No, niente e nessuno è uguale- Uguale a cosa? Se la comprensione è innanzitutto un atto poetico, un sentimento che avvolge,  più che un atto elaborato,  il bambino e, dunque, la capacità di questo libro di farlo protagonista,  ne sono i maggiori interpreti.

https://libripersognare.wordpress.com/?s=marco+berrettoni+carrara

https://libripersognare.wordpress.com/2013/01/13/e-non-e-nella-selezione-internazionale-outstanding-books-for-young-people-with-disabilities-2013/

 

 

Video

“È NON È” NELLA SELEZIONE “OUTSTANDING BOOKS FOR YOUNG PEOPLE WITH DISABILITIES” 2013

Il Centro di Documentazione IBBY per la Disabilità ha confermato il libro “È non è” scritto da Marco Berettoni Carrara e illustrato da Chiara Carrer, tra i titoli inclusi nella selezione internazionale “Outstanding Books for Young People with Disabilities 2013”. L’albo è stato pubblicato da Kalandraka nel 2011 e farà parte dei 60 titoli che ogni due anni vengono scelti per la selezione d’ eccellenza dedicata ai libri per ragazzi con disabilità. L’elenco completo dei titoli per il 2013 sarà presentato a marzo in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.

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“È non è” ci avvicina con delicatezza al tema dell’autismo. È un’approssimazione poetica, per usare le parole dell’editore, come solo la realtà stessa raccontata da un bambino sa offrirci. Il punto di vista è infatti quello di un bambino che parla della sorella Sara. Le sue parole ci travolgono inevitabilmente, poche, dirette, autentiche…

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…come un continuo alternarsi di luci ed ombre, espresso con forza dalle tavole di Chiara Carrer. L’ambiente è quello piu’ intimo, quello della casa, il luogo del quotidiano incontro tra Sara e il fratellino o sorellina, voce narrante. Il vissuto della bambina attraverso il vissuto di chi piu’ di tutti puo’ raccontarlo nella sua intensità e anche drammaticità, senza filtri, tra isolamento, distanza e slanci di affetto che soffocano.

ENONE10L’isolamento dal quale Sara a volte sembra non uscire è anche la solitudine del fratellino che non trova nessuno  che assomigli a Sara col quale poter confrontare quello che lui vive, nel quale poterlo  riconoscere… La ricerca del bambino che attinge al conosciuto per spiegare cio’ che non riesce a collocare in questo caso non ha ancora una realizzazione.

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Ogni anno sulla base delle candidature nazionali il Centro di Documentazione IBBY sceglie la migliore produzione editoriale dedicata a bambini e ragazzi disabili nelle seguenti categorie:libri espressamente creati per bambini con disabilità (ad esempio in Braille, con simboli BLISS, ecc.);
> libri della produzione regolare, che si distinguono per essere letti anche da bambini con disabilità;
> libri che hanno per protagonisti o parlano di bambini e ragazzi con disabilità.Alla giuria hanno partecipato: Annalisa Brunelli (Associazione CDH – Coop. Accaparlante), Valeria Patregnani (Mediateca Montanari di Fano), Beatrice Vitali (Fondazione Gualandi), Silvana Sola (Cooperativa Culturale Giannino Stoppani) e Marcella Terrusi (Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Scienze dell’Educazione ‘G.M. Bertin’).

http://www.bibliotecasalaborsa.it/ibby/documenti/23594

Il resoconto: Aperitivo letterario a Verolanuova

Venerdì 14 settembre l’autore di “e’ non e’”, Marco Berrettoni Carrara, e la direttrice di Kalandraka Italia, Lola Barcelo’ Morte, sono stati i protagonisti di un aperitivo letterario organizzato dal Festival Occhio di Bue di Verolanuova, una iniziativa dell’uomo di teatro Pietro Arrigoni che vuole coinvolgere la Bassa Bresciana.

La sindaco di Verolanuova, Maria Carlotta Bragadina, presenta l’aperitivo. Al tavolo, Marco Berrettoni, Lola Barcelo’ e la giornalista Laura Penocchio.

“È non è” è un’approssimazione poetica vicina al fenomeno dell’autismo.  L’artista Chiara Carrer,  una delle principali esponenti dell’illustrazione in Italia, è l’autrice delle tavole. Le immagini si sovrappongono sulla carta da parati; sono linee, disegni, ombre, figure che si applicano a mo’ di collage su delle superfici di diversa consistenza. Trasmettono visivamente quello che il testo esprime in modo letterario: astrazione, assenza, mistero,solitudine, panico, timore, tenerezza, rabbia, affetto…

In una prospettiva infantile, questo libro contribuisce a rendere visibili –in modo rispettoso, tenero e sensibile- le persone con necessità educative speciali con un linguaggio metaforico di grande bellezza che non fugge la realtà.

“Appena l’ho avuto in mano -racconta Pietro Arrigo sul sito del festival- ho sentito il bisogno di recensirlo per raccontarvi subito un libro che è stato prima di tutto una forte emozione perché si avvicina in punta di piedi a un tema che sarebbe stato facile banalizzare o spettacolarizzare alla Rain Man. Le parole che Marco Berrettoni Carrara usa per descrivere (o meglio far descrivere) Sara, la bambina autistica al centro della narrazione, dimostrano o una sensibilità fuori dal comune o una conoscenza approfondita del tema. Il punto di vista scelto non è banale: il narratore è il fratello, una figura che in famiglie con questi problemi si trova spesso a essere giocoforza lasciata un po’ sola e caricata di pesi che non dovrebbe avere sulle spalle. Ma l’autismo di Sara non è solo un innegabile problema, ma la storia di un rapporto difficile tra due persone che non si assomigliano”.