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I libri del 2015 che hanno reso più bello AtlantideKids

AtlantideKids

1. Pinocchio prima di Pinocchio, di Alessandro Sanna – Orecchio acerbo Pinocchio prima di Pinocchio3

Quando lo vedo, lì dritto, impettito, stagliarsi nell’aurora, o nel tramonto, lo immagino pronto a mirabolanti avventure. E non mi sbaglio: parte a grandi balzi. Non conosce mezze misure. Sembra felice, ma non pare Pinocchio, non vedo il naso lungo che, così di profilo, certamente salterebbe agli occhi. D’altra parte, da come capitombola e si diverte, sembra proprio lui. Non so… io continuo a seguirlo, e con una certa trepidazione, perché il ragazzino di legno si sta fidando ciecamente di un gatto e di una volpe, silhouette nere nella neve bianca, e s’avvia a passo sicuro verso una folla di altri legnosi, verso un bosco, che dal tanto danzare s’infiammano. []

2. C’era una volta una bambina, di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo – Topipittori

C'era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo - 2015, Topipittori C’era una volta una bambina, Giovanna Zoboli, Joanna Concejo – 2015…

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​E se a Natale regalassimo libri? Ecco i consigli per bambini e ragazzi

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“Meglio non farsi ingannare dalla statura di Cecino, il bambino piccino piccino che non a caso porta questo nome. Minuscolo quanto un cece, la creatura ha un grande cuore, è piena di iniziativa e di energie che gli consentono di superare i suoi limiti e di dimostrare che le apparenze non sono tutto”. Rossana Sisti segnala “Cecino”, di Olalla Gonzàlez e Mark Taeger, allo scaffale basso del giornale L’Avvenire.

Per continuare a leggere , clickate:  http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Scaffale%20basso/20151220.aspx?rubrica=Scaffale%20basso

Il lavoro di Area Onlus su “Orecchie di farfalla”. Realizzazione di un progetto molto inclusivo.

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Non è la prima volta che Area Onlus, associazione impegnata dal 1982 con i bambini disabili e le loro famiglie sull’inclusione e sulla diffusione di una corretta cultura della disabilità, ci contatta per lavorare su albi del nostro catalogo.  Due anni fa al Salone del libro di Torino  è stato proposto   “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer.  Un testo che avvicina al tema dell’autismo in modo delicato e non invadente con   illustrazioni che ci portano nell’intimità del vissuto descritto.   Da qualche tempo l’Associazione ha, infatti, il libro come riferimento per il suo lavoro sull’inclusione. E da un bel po’ Elena Corniglia, impegnata , puntava a un altro titolo, “Orecchie di farfalla”di Luisa Aguilar e André Neves,  per il suo messaggio fortemente rappresentativo delle possibilità di punti di vista differenti  sulle diversità.  L’occasione si è presentata con La Settimana del Libro Accessibile .  “Orecchie di farfalla” è stato al centro di un grande lavoro. Un laboratorio in cui  l’albo  è  stato  reso “accessibile”, proponendolo in diversi codici linguistici. Unire la passione per i bei  libri  con la realizzazione pratica del proprio impegno sui bisogni speciali è un’idea al cuore della Onlus che per la prima volta è riuscita a sperimentare in questa forma,  giocando su un unico libro.

Elena Corniglia   ha scritto un resoconto di questa attività e riflessioni su quello che è stato un impegno che ha suscitato grande coinvolgimento,  confermando,  tra le altre cose, i tanti modi possibili e necessari di intendere l’inclusione e la vivibilità.

http://www.areato.org/   http://dito.areato.org/cose-area/

Settimana del Libro Accessibile

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Tra le iniziative progettate e proposte da Area sul tema della lettura accessibile quest’anno è nata anche la Settimana del Libro Accessibile: una settimana di incontri e laboratori per le classi e per gli insegnanti volta a promuovere la conoscenza dei libri accessibili, delle possibilità che nascondono, dei linguaggi che svelano e dei percorsi inclusivi che suggeriscono. Grazie al contributo della Fondazione Agnelli e della Compagnia di San Paolo la totalità delle iniziative è stata gratuita, facilitando così l’accesso da parte delle classi e degli operatori.
La settimana si è aperta con un convegno dal titolo BEST4BES, dedicato all’editoria accessibile come strumento di apprendimento, inclusione e crescita sociale, che ha coinvolto esperti di ambito pedagogico, editoriale e letterario come Andrea Canevaro, Della Passarelli, Silvana Sola, Caterina Ramonda e Andrea Mangiatordi.  Nella settimana seguente, ogni giorno è stato dedicato a una tipologia diversa di libro accessibile, approfondita la mattina all’interno dei laboratori con le classi e alla sera all’interno degli incontri per adulti. Per farlo è stato utilissimo e stimolante fare rete con altre realtà e altri professionisti che si occupano a loro volta di accessibilità editoriale e che si sono resi disponibili a offrire la loro competenza per sensibilizzare e formare il pubblico. Proprio in occasione dei laboratori proposti alle classi durante questa settimana abbiamo deciso di lavorare su Orecchie di farfalla di Luisa Aguilar e André Neves.

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I laboratori su Orecchie di farfalla
Orecchie di farfalla non è un albo di recentissima pubblicazione perché lo avete proposto nel 2008, se non sbaglio, ma è un libro che abbiamo sempre avuto ben presente in mente: uno di quei libri che leggi (e magari recensisci) e che poi ti ronzano in testa a lungo come a suggerire che ci potresti tirare fuori qualcosa di straordinario. Ecco perché quando abbiamo pensato di provare a fare di un unico libro la base per diverse versioni accessibili il nostro pensiero è subito andato al lavoro di Luisa Aguilar e André Neves. Lo abbiamo riguardato con calma, riscoperto ed esaminato e alla fine lo abbiamo scelto per diverse ragioni. Non solo perché è appunto un libro bellissimo, sorprendente e ammaliante ma anche e soprattutto perché sembrava calzare a pennello per il lavoro che avevamo in testa.

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Si tratta di un libro che racconta la diversità, l’unicità, il pensiero positivo e la capacità di affrontare le difficoltà in maniera poetica ed essenziale: il tema del libro, quindi, ci veniva in qualche modo incontro a supporto del lavoro sull’inclusione e sulla valorizzazione delle differenze. Ci aiutava cioè, senza bisogno di tante spiegazioni e quasi silenziosamente, a focalizzare l’attenzione sulla questione della resilienza, che ci sta molto a cuore e sulla quale lavoriamo quotidianamente insieme alle famiglie che si rivolgono ad Area. Non solo: per la sua struttura, molto cadenzata e iterata, e per il suo testo molto intenso e concentrato, Orecchie di farfalla ci pareva (e ci pare a maggior ragione tutt’ora, a laboratori conclusi) particolarmente adatto a supportare una traduzione in codici diversi, peraltro condotta a piccoli gruppi e in un tempo limitato.

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Ogni giorno abbiamo proposto infatti una lettura animata del libro, agevolata dalla proiezione delle meravigliose tavole dell’albo che Kalandraka ci ha gentilmente concesso in formato digitale, una presentazione delle diverse tipologie di libri accessibili con particolare attenzione a quella trattata nello specifico laboratorio, un’attività di scoperta e traduzione in un nuovo codice e un momento di confronto e restituzione finale.

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In particolare, nella giornata dei libri tattili i bambini hanno realizzato una versione dell’albo con immagini a collage materico e con il testo (parzialmente) tradotto in Braille; nella giornata dei libri in comunicazione aumentativa e alternativa hanno dapprima scovato il significato dei diversi simboli messi a loro disposizione, con una sorta di caccia al tesoro tra i libri, e poi provato a ricomporre il testo ordinandoli sulla pagina; nella giornata dei libri ad alta leggibilità hanno ricreato delle immagini da associare al testo stampato con un font opendislexic e registrato il testo su cd in modo da poter unire al libro la versione audio; e infine nella giornata dei libri in Lingua Italiana dei Segni hanno imparato a raccontare la storia con le mani e, mettendo insieme i pezzetti di ogni gruppo, hanno dato vita a un video-racconto in LIS dell’intero albo.  Alla fine della settimana abbiamo così potuto esporre e disporre di quattro versioni diverse e variamente accessibili del medesimo volume e altrettante possibilità di raccontare una storia meravigliosa, capaci di offrire a ciascuno la possibilità di scegliere quella a lui più congeniale.

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Risposte e sollecitazioni
I laboratori sono stati straordinariamente ricchi di stimoli e sollecitazioni, anche per noi che li abbiamo condotti.  Li avevamo progettati da molto tempo ma è stata la prima vera occasione per sperimentarli concretamente con le classi e soprattutto di vedere se e come lo stesso albo di partenza potesse prestarsi a un lavoro multisfaccettato su linguaggi e traduzioni diverse in termini di accessibilità.  Abbiamo perciò seguito, rilevato e accolto con emozione e soddisfazione l’attenzione silenziosa manifestata durante la lettura in Lingua dei Segni e la sua riproduzione, l’impegno e la serietà profusi nel registrare la lettura ad alta voce, la puntigliosità con cui sono stati decifrati i diversi simboli e la cura con sui sono stati selezionati i materiali per le illustrazioni tattili.

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È stato bello constatare, una volta di più, che proporre diverse modalità di accesso alla lettura significa rendere partecipi e protagonisti anche i bambini che di solito ne sono esclusi, significa attivare processi di sincera curiosità nei confronti di realtà che altrimenti appaiono distanti e persino intimorenti e significa suggerire possibilità di contatto e relazione che resterebbero altrimenti inesplorate.

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In chiusura del laboratorio sulla traduzione in simboli una bambina  ha detto “è stato strano, ma anche divertente”.  Ecco, credo che qui si colga proprio nel segno: attività come queste e i libri accessibili cui si ispirano servono proprio e principalmente se riescono a suscitare un interesse verso un linguaggio che può apparire strambo, se aiutano a superare la diffidenza verso modi di comunicare insoliti e non convenzionali, se trasformano l’accostamento alla diversità in un percorso piacevole, stimolante e autenticamente arricchente.

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Esplorare la diversità con “Orecchie di farfalla”. Su Kidpass.

Su Kidpass si riflette su come parlare di diversità a confronto attraverso l’albo illustrato. Anzi, dell’albo illustrato come elemento privilegiato, per esplorare insieme mondi, aspetti e possibilità diverse. Si inizia citando i libri sul concetto di famiglia. E si cita un albo che si può  definire un classico del nostro catalogo, “Orecchie di farfalla”.  Nei nostri libri si scelgono testi, immagini non argomenti.  Si parla di vissuto, emozioni, senza un intento didattico. Ognuno poi può scegliere di vivere l’esperienza del libro personalmente  e utilizzarla nei contesti che ritiene opportuni. Siamo lieti che ancora una volta l’albo di Luisa Aguilar e André Neves sia protagonista di riflessioni su temi di inclusione e diversità.

Link all’articolo:

http://www.kidpass.it/blog/view/5477005cf47f534081d9735f

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“Stormo” su Libri Manent

Loris Gualdi della rivista  LG Argomenti ci segnala  la recensione di “Stormo” su Libri Manent, una nuova realtà on line nata dalla volontà di divulgare prodotti di qualità indirizzati ai più giovani. Recensioni e approfondimenti dedicati alla letteratura per l’infanzia.

Ecco la segnalazione

STORMO …Una storia onirica e surreale, delicata e straordinaria

http://www.librimanent.it/recensioni/stormo.html

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La parola agli autori. “Stormo” e il gioco di contraddizioni dei suoi protagonisti

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Vi abbiamo anticipato in occasione della premiazione di Arianna Papini a Lucca Comics per l’opera “La pecora Dolly” l’arrivo di un libro. In cui le conseguenze della devastazione dell’ambiente da parte dell’essere umano nelle più svariate modalità emergono dalle parole degli animali. Fine. Per ora. Torniamo indietro, agli uccelli protagonisti della  nostra ultima pubblicazione. Gli uccelli  di “STORMO” che finiscono per portare desolazione e distruzione al mondo e quindi a sé stessi. Ma con una speranza. Che ci riporta all’origine, ricordandoci quello che siamo. E qui passato e futuro non possono fare a meno l’uno dell’altro per ricominciare, per  ripartire, da quella desolazione.  Abbiamo rivolto tre  domande agli autori messicani   María Julia Díaz Garrido e David Daniel Álvarez Hernández autori che con questa opera prima, magistralmente illustrata, hanno vinto il  V Premio Compostela per Albi Illustrati.  Cercando di non voler offrire risposte o sostituirsi all’esperienza personale di ciascun lettore,  abbiamo un po’ indagato su alcune scelte  del lavoro dei due artisti.

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Perché avete scelto un’ambientazione non contemporanea per la vostra storia e con l’uso del bianco e nero? Gli aspetti dell’ambientazione e dei costumi si riferiscono a un periodo storico preciso?

L’epoca in cui si colloca la storia fa parte del gioco di contraddizioni del libro. I personaggi credono di avere ottenuto tutto, gli hanno fatto credere che è il momento culminante  per la loro specie, quello di maggior progresso, sviluppo e comodità. Ma noi, che li osserviamo da un’epoca successiva, percepiamo i loro abiti, i loro stili di vita, i loro dispositivi come anacronistici e obsoleti, quindi ne deduciamo che non stavano al punto in cui pensavano di essere. Sicuramente, è la stessa cosa che penseranno di noi in futuro.
In alcuni casi l’abbigliamento aiutava a potenziare il significato delle illustrazioni.
L’assenza di colore accentua l’idea di una collocazione nel passato, desideravamo trasmettere la sensazione che siamo di fronte a istanti del passato di questa specie.

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Com’è nata l’idea degli uccelli come protagonisti del libro?

Abbiamo scelto gli uccelli perché ogni specie possiede un significato legato alle sue caratteristiche, sono concetti che tutti conosciamo e osserviamo quotidianamente; per esempio l’aquila è la grande cacciatrice, il pavone reale è associato alla bellezza, la colomba alla pace eccetera. Queste associazioni permettono che il contrasto tra immagine e testo sia costante e che l’unione di entrambi conferisca maggiore impatto alle idee che desideriamo esprimere.

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stormo-It-B-13Perché avete scelto come immagine conclusiva quella del piccolouccello che vuole imparare a volare anche se è legato ?

Perché la possibilità di cambiamento è nelle nuove generazioni e nel loro sforzo di recuperare conoscenze e abilità ma sempre col sostegno delle generazioni precedenti. La piccola appare legata perché non è ancora pronta per volare da sola, cambierà pian piano le sue abitudini.

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Fai clic per accedere a Stormo-It_01.pdf


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