Immagine

“Un’ultima lettera”: un segno di speranza

portada.indd

 

La annusi, la puoi toccare, la sfiori e con un dito ne percepisci rugosità, porosità, la delicatezza leggera e la sembianza contornata dai sentimenti che caratterizza la carta, la scrittura, la corrispondenza, la lettera nel mondo caotico di internet, delle facili relazioni, dove tutto perde di valore tridimensionale e dove la quantità vince sulla qualità, sempre. La lettera, i pensieri scritti, la parola quindi perpetuata nel tempo, la bellissima cosa chiamata attesa che ci coinvolge e non ci abbandona, ma piuttosto nutre di speranza le nostre azioni, i nostri sentimenti più belli, più profondi, più sicuri.

Un’ultima lettera è un libricino prezioso, ci fa comprendere appieno l’epoca in cui viviamo o meglio ci racconta di un passato che non c’è più, quell’intelligibilità tra le persone che traspare nei rapporti, nello sperato, scavando nelle profondità delle piccole cose che sono e che fanno da base per le relazioni degli uomini e delle donne future, dei bambini che verranno. Qualcosa si è perso lunga la strada, qualcosa che nelle pagine scritte e illustrate da Antonis Papatheodoulou e Iris Samartzi prende vita raccontando di un postino, del suo ultimo giorno di lavoro e di una sorpresa che lo attenderà come commiato per il prezioso lavoro svolto e per tutto ciò che è stato il suo infaticabile venire al mondo tra la gente.

Immagine correlata

Il libro edito da Kalandraka ricorda un altro capolavoro della narrativa per l’infanzia Il postino dei messaggi in bottiglia anche se qui, nella creazione della coppia greca, la struttura in parte similare si abbandona ad un comparto grafico che fa del collage emozionale un tocco distintivo e apprezzabile. Il disegno prende forma, prende vita ribadendo concetti inespressi e capaci di scavare e scavare all’interno del lettore per ricreare un senso di concretezza davvero convincente grazie ad una stabilità cromatica che predilige i colori tenui, quei virati seppia e quegli azzurri di un’epoca che sembra non esistere più.

L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto

Un’ultima lettera è prima di tutto un segno di speranza, una concretezza storica da ribadire, da narrare e ricordare, prima che sia troppo tardi. Questo illustrato d’autore è un piccolo fascio di luce solitario in tanto caos multimediale, un’essenziale ricerca che nel gesto si fa punto d’approdo, un modo diverso di comunicare e tramandare significati che hanno bisogno di essere inviati, aperti, imbucati come piccoli cenni d’amore.

(Pubblicato il 18/04/2018 da Marco Zordan, Indiepercui)

Sorgente: http://indiepercui.altervista.org/libri-illustrati-antonis-papatheodoulou-iris-samartzi-unultima-lettera-kalandraka/)