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Attività con “Cari estinti” alla BibliotecaNova

immagine A. papini

Ci ricordiamo probabilmente in molti le città italiane deserte del mese di agosto. Io ricordo la mia, Firenze, visto che normalmente rientravamo dal mare proprio quando la maggior parte ci andava, ad agosto.  Abitavamo in una zona che a quei tempi era decisamente definibile periferica e le impressioni le ricordo bene,  mi sono rimaste impresse come restano le cose che vivi da bambino,  in quello che ispirano che giunge subito al nostro interiore come sentimento.  L’essenza era quella, caldo, e un deserto, alla fine, interiore.   Forse proprio per questo ricordo con particolare piacere le poche occasioni culturali che capitavano, sempre e solo se avevi la fortuna che ti ci portassero perché naturalmente erano nel centro della città, e che, nella mia attuale memoria,  erano proposte di una qualità che oggi mi pare più rara. Insomma, poco, ma,  spesso, buono.  Anche perché la maggior parte dei teatri, degli spazi di esposizione all’aperto, dei cinema estivi, sono, ormai, un lontano ricordo.  Gli unici posti che continuano ad aumentare sono, in fondo, ancora i centri commerciali.

Ora, però , ci sono luoghi come le biblioteche che sembrano ritrovare la loro dimensione di occasioni di conoscenza e  di incontro,  entrati a fare parte di progetti di recupero di zone periferiche, o riqualificazione di aree del centro.  La proposta legata  all’infanzia, in questo senso, si è fatta più largo , anche se non sempre si realizza in esperienze, diciamo, che aggiungono molto al titolo con cui si presentano e quindi al vissuto di chi partecipa.  Sono, però, pur sempre opportunità di scoperta comune.

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Potersi riprendere gli ambienti della cultura per quello che, secondo noi, dovrebbero essere,dimensioni di incontro, di occasione, di condivisione di esperienze, è cosa non da poco.  La biblioteca Canova del quartiere dell’Isolotto è stata inaugurata nel 2009 per accorpare i servizi del Quartiere 4 ed è sicuramente uno degli esempi di questo rinnovamento. L’ampliamento dell’orario unito alla riqualificazione anche della sezione bambini e ragazzi , con una nuova attenzione ai titoli e il collegamento con la ludoteca, è un esempio di possibilità di incontro  per chi viene da vicino e da fuori zona,  grazie anche al nuovo collegamento con la tramvia.

Nel cuore dell’estate spuntano i Cari estinti. Il titolo di Arianna Papini sarà al centro dell’incontro e dell’ attività a cura degli operatori della sezione Juonior  martedì 12 agosto dalle 10.30 alle 12.30, presso Biblioteca Canova, in via Chiusi 4/3.

Scoprite cosa propongono.

http://www.firenzeformatofamiglia.it/eventi/cari-estinti-alla-biblioteca-canova-isolotto/

Che lingua parla il silenzio di Sara? “È non è” tradotto in Cina

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Sara non somiglia a nessuno. Credi che esistano due pietre, due cani, due foglie o due persone uguali?

Che lingua parla il silenzio di Sara?

Che lingua parlano i pensieri di suo fratello, immaginati nelle parole di Marco Berrettoni Carrara?  Lo dice il testo e lo  dicono  i disegni, i collages, i colori di  Chiara Carrer. Lo dice l’ombra di Sara che scivola lungo i muri.  Lo racconta l’abbraccio con cui Sara soffoca d’affetto suo fratello.

Il cielo che Sara guarda ha lo stesso colore di quello che guarda lui? Ed ha lo stesso colore in un altro spazio del mondo?

Sicuramente un libro è un ponte che può unire i luoghi più lontani.  Un ponte fatto di comprensione. Nel senso del “capire insieme”.

Oggi abbiamo avuto una bella sorpresa. Un bel pacchetto dalla Cina con “È non è” di Marco Berrettoni Carrara e Chiara Carrer in cinese.

Dunuqe,  il libro è andato lontano, grazie, anche, alla mediazione di Patricia Aldana dell’  International Board on Books for Young People ( IBBY) che ha fatto da tramite tra Italia e Cina.  Ne diamo la bella notizia.

Fai clic per accedere a e-non-e-IT_01.pdf

Censura nei libri per l’infanzia, perché è giusto parlarne.

Uno dei titoli più emblematici del catalogo di Kalandraka, Orecchie di farfalla, censurato nelle scuole veneziane.

A2010304Piazza San Marco a Venezia con la Biblioteca Marciana

Il libro “Orecchie di farfalla”, scritto dall’autrice spagnola Luisa Aguilar e illustrato dal brasiliano André Neves, è uno dei 49 titoli che il neo eletto sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha fatto ritirare dagli asili e dalle scuole dell’infanzia comunali, perché incluso nel programma “Leggere senza stereotipi” promosso dall’amministrazione uscente.
Lo avevo annunciato durante la campagna elettorale e adesso lo metto in pratica- ha dichiarato il primo cittadino di Venezia lo scorso 24 giugno a “La Nuova” di Venezia e Mestre-“ Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente.  Nella loro casa potranno esserci papà 1 e papà 2, mamma 1 e mamma 2 e sarà certamente incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà. Sono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori, nella piena libertà di scelte degli adulti”.

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-“Mamma tu credi che io abbia le orecchie a sventola?”   – No, mia figlia, hai le orecchie  come farfalle”   -“Ma come sono le orecchie come farfalle?”   -“Sono orecchie che svolazzano sopra la testa e le cose brutte le colorano di festa” (da Orecchie di farfalla, L. Aguilar, A. Neves)

Le dichiarazioni di Brugnaro sono servite per sospendere il progetto sulle differenze di genere nell’educazione infantile, ideato nel 2014 dalla consigliera ai Diritti Civili e contro le discriminazioni del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi.

Il programma prevedeva l’acquisto di 1.098 libri per 49 titoli, già classici della letteratura infantile, con una spesa approvata di 10.000 euro. I libri sarebbero andati ad arricchire le biblioteche di sezione degli asili e delle scuole per l’infanzia. Tra i titoli censurati, solo per citare alcuni tra i più noti a livello internazionale, “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Sono io il più forte!” di Mario Ramos, “E con Tango siamo in tre” di Justin Richardson, “Ernest e Celestine” di Gabriel Vincent e “Se io fossi tu” di Richard Hamilton e Babette Cole, “A caccia dell’orso” di Helen Oxenbury e Micheal Rosen. Tra quelli provenienti dall’editoria di progetto italiana, “Piccolo uovo” di Francesca Pardi e Altan, “Ninna Nanna per una pecorella” di Eleonora Bellini e Massimo Caccia, “Salverò la principessa” di Nicola Cinquetti e Silvia Vignale e molti altri.

Già a suo tempo, l’assessora alla Pubblica Istruzione , Tiziana Agostini, non aveva sostenuto il progetto e i libri hanno trascorso molti mesi nei magazzini comunali, fino al via libera, giunto nelle seconda metà del 2014 e i volumi poterono essere consegnati alle scuole, lasciando ai docenti la libertà della loro lettura.

Camilla Seibezzi segnala che “una squadra di pedagogisti e psicologi ha scelto accuratamente i titoli, che dopo incontri di formazione con i docenti, sono stati integrati nelle scuole.”.
La scelta di Brugnaro di sospendere un progetto che conta sull’appoggio delle università e di 70 amministrazioni pubbliche italiane, in un momento in cui la scuola affronta l’ennesimo progetto di legge per la sua riforma, sta provocando reazioni nel settore editoriale, nei movimenti per i diritti civili e nel settore dell’educazione.

Lo scorso 4 luglio, Brugnaro, tramite il suo portavoce Alvise Sperandio, e per contenere le critiche, ha annunciato che sottoporrà ad un’ analisi i 49 titoli e che, eventualmente, riconsidererà la sua decisione su alcuni di essi.
L’ufficio stampa del Comune di Venezia non ha emesso alcuna nota ufficiale per dare spiegazioni della decisione del primo cittadino, come ha dichiarato oggi stesso la sua titolare, Anna Bardella, che ha ammesso di essere venuta a conoscenza del ritiro dei libri solamente dalla stampa. Ciò nonostante ha confermato il fatto ed ha assicurato di non essere in possesso di alcuna ulteriore informazione dal momento che non ha ancora il telefono degli assessori.
Al di là di una possibile ritrattazione e di spiegazioni a posteriori, il fatto di ritirare 49 titoli di case editrici di riconosciuto prestigio come Lapis, Babalibri, Lo Stampatello, Mondadori, Fatatrac, Kite, Il Castoro o la stessa Kalandraka, evidenzia, nella migliore delle ipotesi, l’ingenuità del politico, nella peggiore, la negligenza, l’ignoranza e l’opportunismo.

Non si tratta di voci di corridoio, ma di un atto della giunta municipale, orgogliosamente, a quanto emerge dalla sua dichiarazione, rivendicato dal Sindaco. Un gesto che accade oggi in una delle città di riferimento dell’immaginario collettivo mondiale, in un ricco paese della democratica e civile Unione Europea.

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-“Mara legge sempre libri usati”

-“No! E’ che mille mani li hanno accarezzati”

Maria Silvia Fiego, della casa editrice Lo Stampatello, dichiara a Kalandraka che

togliere visibilità a temi già di per sé invisibili significa contribuire a crescere i bambini in una cultura di silenzio e intolleranza. Significa anche contribuire al malessere adolescenziale di tutti quei bambini che saranno adulti, insomma favorire la violenza generata dall’ignoranza.
Gli stereotipi di genere reiterati nell’infanzia diventano gabbie per i giovani. Riflettere durante l’infanzia su cosa significhi essere maschi o femmine e di come si possa esserlo liberamente contribuisce alla consapevolezza di sé. Essere consapevoli degli stereotipi ci aiuta a rapporti più maturi con sé e con gli altri. Più reali e dunque sicuramente più rispettosi. Capire che per essere maschi non è necessario essere forti e aggressivi è un primo passo fondamentale.

E le bambine italiane hanno bisogno di una educazione e valorizzazione della loro femminilità per acquisire autostima, hanno bisogno di storie attuali nelle quali si sentano protagoniste propositive di una realtà, che non significhi solamente inseguire il mondo maschile. Le bambine è bene che capiscano che questo mondo lo hanno costruito anche donne e che l’idea della famiglia non è statica né standardizzata, ma in continua evoluzione, relativa al momento storico e culturale. Nel XXI secolo le bambine e i bambini vogliono storie di cooperazione tra le persone, di amore incondizionato e libertà senza pregiudizi.
Luigi Brugnaro è un imprenditore di 53 anni, recentemente approdato alla politica, in seguito alle ultime elezioni amminsitrative. Ex presidente dell’agenzia di lavoro interinale Umana, con un fatturato di 300 milioni di euro, e della squadra di pallacanestro Reyer di Venezia, Brugnano è stato eletto come indipendente di una coalizione di destra con l’appoggio di Forza Italia, Area Popolare, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e la Lega Nord.

Con la sua decisione il sindaco di Venezia va ad aggiungere il suo nome alla storia della censura della parola scritta che, tanto in occidente come in oriente, ci riporta a vari secoli della nostra era. Così, il nostro grazioso “Orecchie di farfalla” umilmente saluta Protagora di Abdera la cui opera letteraria fu distrutta nel V secolo a.C., accusato di empietà e blasfemia per aver affermato che non era possibile sapere se gli dei esistessero.

principio_ITA_5.3Immagine da “L’inizio”, P.Carballeira, S. Danowsky
Quante biblioteche dovranno ancora bruciare in nome della salvaguardia dei principi morali e le tradizioni? .

Da parte nostra, come Kalandraka Italia, vogliamo poter desiderare che nel futuro prossimo le persone condividano emozioni e responsabilità, senza pensare che la loro nascita abbia determinato l’avvenire della storia. La razza umana è una chimera, la religione, una costruzione culturale o una scelta personale, nel migliore dei casi, il genere, una caratteristica della natura per rendere possibile la riproduzione. Il resto sono pregiudizi, che, come patelle, si attaccano alla nave umana parassitando sul suo percorso e che impoveriscono la nostra intelligenza.

Abbiamo bisogno di libri contro gli stereotipi per riflettere sul cammino comune dell’umanità, fino al bene e alla tolleranza.
E dobbiamo iniziare dall’infanzia, abbiamo XX secoli di ritardo alle spalle.

E bene, dunque, che ne parli anche l’Associazione Editori Italiani. Sotto il link con la loro risposta e i titoli che erano stati scelti per il progetto

http://www.aie.it/Press/Leggiilcomunicato.aspx?IDUNI=1cb3r0jfvk1zbk4wxi1v00sl8891&MDId=10600&RAE=10645%3B1%3B102-71-2007.3.16%3B102-2054-2015.7.7%3B-1%3B102%3B&Skeda=MODIF102-2054-2015.7.7

INDICE (2)

“Mara ha le orecchie a sventola! O ora ci dirai che sono orecchie di farfalla?”        – “No! Sono solo orecchie grandi.  E… chi se ne importa!”

Flashbook, viaggiare con la lettura. I titoli scelti quest’anno sotto il cielo d’estate

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Anche quest’anno c’è Flashbook, letture a ciel sereno. Un flash mob di lettura di libri selezionati per l’infanzia. Quindi, lettori appropriatevi di spiagge, giardini, strade, piazze, treni, autobus.. per leggere  ad alta voce, raccontare storie, portare  e condividere storie, e, non solo accompagnare i viaggi estivi, ma far viaggiare anche i più piccoli che  restano in cittàPerché, come dicono nella loro pagina facebook i promotori di questo evento, si può leggere ovunque e si può raccontare ovunque.  E d’altronde il flash mob è, innanzitutto, rottura , oltre che sorpresa , quindi, anche, resistenza nel quotidiano.   Allora, andare nei luoghi dove di storie c’è urgenza, magari, oppure in un posto  insolito, in mezzo alla gente o isolati, al mare-  in ogni caso,  finché c’è qualcuno che diffonde i racconti  come un tempo facevano i cantastorie, finché si racconta con parole e immagini, i bambini possono  stare sereni che le storie non andranno in vacanza. Alla fine una sopresa, con contributo degli editori, per i lettori.. Leggete il regolamento sulle pagine dedicate.

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Ecco, intanto,  cosa gli organizzatori hanno  scelto quest’anno  dal catalogo di Kalandraka.

Un libro assolutamente in tema, tra partenze e ritorni, dove il viaggiare è presente  nel suo senso più ampio reale e metaforico, un’avventura alla scoperta di sé attraverso l’ amicizia fra Orso e Tigre.  Un classico moderno. Parliamo di “OH, COM’E’ BELLA PANAMA!” di Janosch . E com’è bella Panama. Com’è bello partire e tornare per vedere le cose sotto un’altra luce, trasportati dall’illusione della meta, quando l’avventura è il percorso. Comè bello avere accanto un amico con cui ripararsi sotto la capanna quando piove,  che sa cercare i funghi, se si ha fame, con cui non avere paura se ci si perde. Così non si ha paura di niente, dice sempre la piccola Tigre, che si porta appresso la sua paperella tigrata, stando ben attenta che non si faccia mai male.

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Il secondo titolo sarà “CAPRETTI CAPRONI” di Olalla Gonzalez e Federico Fernandéz..  Ovvero, come i tre capretti,  il piccolo, il medio e il grande a dispetto delle dimensioni,  grazie all’astuzia, alla collaborazione, alla lealtà reciproca, riescono  a sconfiggere l’enorme e terribile orco e ad attraversare il ponte al di là del quale c’è un’erba verde e buona che li aspetta. Così buona, che perché dovremmo rinunciarci per uno stolto orcone?

Immancabile lettura, già a partire dalla prima infanzia, da un racconto della tradizione orale, con ritmo e ripetizioni, perfetto per la lettura all’aperto che fa rivivere il  cantore.

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Preparatevi a scatenare una caccia al tesoro alle scatole di cartone … perché c’è anche lui, quest’anno, il coniglio di “NON E’ UNA SCATOLA” di Antoinette Portis.   Pronti davvero a partire con la scatola di cartone che coniglio non molla mai. Si può spengere il fuoco di un palazzo in fiamme, volare in mongolfiera, navigare su una nave pirata o barca, E destinazione finale.. lo spazio. Anche qua, ogni viaggio è un avventura e ogni avventura è un viaggio. Si parte dall’immaginazione, che tutto trasforma, alchimicamente. Ecco allora, tanti  punti di vista, possibili, a partire dall’uno, la scatola.

Tra i vari progetti possibili, ecco il link ad alcune testimonianze di un lungo lavoro ispirato da questo libro, presso la scuola dell’infanzia Zizzi di Fano, l’ultimo che ci è stato segnalato: https://libripersognare.wordpress.com/2015/06/22/il-libro-come-progettualita-un-esempio-basato-su-non-e-una-scatola/

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Infine un classico ma in uno altro senso rispetto all’opera di Janosch, si tratta infatti, di un albo originale, ma fatto divenire dal pubblico un classico del nostro catalogo.  Un po’ un manifesto, grazie, forse, anche, alla classicità dello stile verbale che lo caratterizza in cui si afferma una verità per poi negarla con un’altra, e che ha la seduzione della dialettica filosofica, quella socratica in cui il pensatore  greco cercava di far sì che gli allievi tirassero fuori   la loro personale verità, rompendo con il concetto dialettico prevalso fino a quel momento, basato sulla retorica e la persuasione. Così le parole divengono capaci  di portarci con la massima limpidezza a esplorare l’inesplorato aprendo ad un universo di possibili prospettive, ispirazioni per tanti possibili confronti. Poi ci sono l’ironia, ritmo e rima, nel testo, firmato Luisa Aguilar  e nel linguaggio visivo, a nome André Neves.

Un titolo che è divenuto uno dei più richiesti anche per i progetti di adattamento in linguaggi per bisogni speciali. Dunque, per volare lontano ma anche stare saldi coi piedi per terra, scoprendo che alla fine non è poi così male, dipende sempre, appunto, dai punti di vista e dalla capacità di innalzarsi comunque, ecco “ORECCHIE DI FARFALLA”

NOTA: Segnaliamo che due dei titoli selezionati sono al momento fuori catalogo fino a ristampa da definire, si tratta di”Oh, com’è bella Panama!” e di ” Non è una scatola”.  Qundi chi desiderasse acquistarli in libreria, non li troverà! Ce ne scusiamo da parte nostra e degli organizzatori, che   non ne erano al corrente.

Si comincia a luglio.

https://www.facebook.com/flashbook.italia

Ci scusiamo in anticipo  con i lettori che andranno e a cercare il libro in libreria. Dei nostri tre titoli scelti, ne troveranno solo “Capretti caproni” perché  gli altri selezionati, che ora scoprirete,  sono, a insaputa degli organizzatori,  al momento non disponibili fino a ristampa da definire. Sarà un’occasione per scoprirne altri.

Schede tecniche dei titoli dal nostro sito:

Fai clic per accedere a oh-come-bella-panama-It_01.pdf

Fai clic per accedere a Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

Fai clic per accedere a capretti-caproni-IT_01.pdf

Il libro come progettualità. Un esempio basato su “Non è una scatola”

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Quanto si può andare lontano con un libro?

E quanto si può andare lontano con una scatola di cartone?

Tanto. Se a condurre il gioco sono bambini presi per mano dalle maestre della loro scuola, allora si possono con leggerezza e impegno superare le manifestazioni di confini spazio temporali regolati dai ritmi di un quotidiano funzionale ,ma quindi, e proprio per questo, anche  relativo.

-Giri ancora intorno a quella scatola?   (chiede la voce di un immaginario adulto)

-NO!No! No! NON è una scatola!  (risponde il piccolo coniglio)

-E allora che cos’è?

…….

Federica

Non solo. Il lavoro che vi stiamo presentando  ha creato la tanto ambita rete, quella concreta, che può unire biblioteche, giardini, spazi, persone,  partendo dalla scuola del territorio.  Nel caso di una scuola cittadina, il territorio può essere il quartiere, ad esempio, con la sua biblioteca, se ha la fortuna di averne una. In questo caso stiamo parlando della scuola dell’infanzia Zizzi di Fano e della biblioteca di città.

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Tutto è partito  da una stanza svuotata dai giochi e riempita di scatole. Questa era la situazione stimolo iniziale. In un momento di cambiamento di gran parte del personale docente, come spesso accade nelle scuole, il libro si è inserito in un percorso ed è stato anche un aiuto per i bambini e  per i nuovi adulti, fungendo da ponte tra di loro, come meglio si legge nella testimonianza sotto riportata.

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L’albo di cui stiamo parlando è Non è una scatola di Antoinette Portis col coniglio protagonista che gioca in tutti i modi con una scatola di cartone.

Ma andiamo per ordine.

I bambini uniti  in gruppi, hanno inventato  storie guidati dalle emozioni di questa situazione  iniziale. Le loro storie  sono state raccolte in un’unica che è divenuta la Storia del gigante del Paese dei Non. 

Dunque, la narrazione ancora una volta è venuta incontro al vissuto di una circostanza di scombussolamento, rendendola esperienza accolta, creativa, e progetto. Quindi, speranza.

Dalla storia al libro. L’albo  di A. Portis a questo punto è divenuto filo conduttore di un lavoro che ha coinvolto i bambini durante tutto l’anno scolastico.

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IL Paese di Non è un paese con una grossa fabbrica di scatole.  Naturalmente gli adulti, avendo serie difficoltà a vedere in una scatola niente altro se non una scatola,  senza l’aiuto dei piccoli avrebbero girato i tacchi per andarsene, e allora il paese sarebbe scomparso per sempre. Per fortuna l’intervento dei bambini è stato tempestivo ed  il paese è divenuto luogo di intreccio di destini, con le scatole trasformate in treno, giochi, maschere.  È  così che il gigante che abita il castello del paese dei Non, anch’esso fatto di cartone,  non ha più spaventato neppure i grandi, sempre così impauriti da ciò che è fuori da canoniche  misure.

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Jessica Omizzolo, coordinatrice psicopedagogica della scuola e che ha proposto il libro, ci ha inviato non solo testimonianze visive, ma una descrizione concettuale e pratica del progetto che può essere occasione di interesse per chiunque lavori con i bambini, oltre che dei curiosi, naturalmente. Riportiamo il pdf in fondo insieme alla storia del paese del gigante che è stata realizzata come punto di partenza del lavoro.

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Come dicevo, il paese dei Non è stata solo la prima tappa del viaggio.  Le scatole sono divenute anche, infatti, scatole delle meraviglie,  dentro la biblioteca MeMo (memoteca Montanari).  Scatole piene di libri.

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Basandosi sull’idea di seguire  le tracce dei bambini, di accompagnarli nel lavoro a scuola, cercando di accogliere i segni che da loro arrivano nel quotidiano, ecco alcune testimonianze di un grande lavoro, che si è concluso  con una drammatizzazione e festa di fine anno scolastico.

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…….

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Insomma, seguendo il coniglio, il percorso è  ricco di tesori.  Vale la pena impegnarsi per scoprirli.

Sotto le testimonianze

Storia del gigante

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Su Bolognacult, Cari estinti e La nonna addormentata. Anteprime di BCF 2015

Sergio Rotino, anche giornalista radiofonico per Humus su Radio Città del Capo,

cita Cari estinti e , la nostra novità, La nonna addormenta, tra i due titoli presenti a Bologna Childrens’ Book Fair.

E poiché ai cari estinti si è appassionato anche lui, ha scelt di parlare del libro  con l’autrice. Presto sarà disponibile il link alla radio per ascoltare l’intervista.

Sotto il link diretto  a Bolognacult.it dove è uscito l’articolo.

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“Chiudiamo con altri due illustrati editi da Kalandraka. Arianna Papini stupisce creando in Cari estinti (pp. 32, € 14) una piccola Spoon river composta da venti animali che il genere umano ha portato a estinzione o quasi. In una alternanza di filastrocche e “quadri” fissi che offrono il profilo di specie bellissime quanto oramai relegate nei libri di storia naturale, Papini regala il senso stretto di come la specie più pericolosa in natura siamo noi. Dal Quagga al Leone bianco passando per l’Alca inpenne, e il Tecopa, questa brava illustratrice toscana ci fa ammirare la loro bellezza e ci fa rendere conto di quanta natura abbiamo insensatamente scelto di perdere.
Roberto Parmeggiani e Joao Vaz de Carvalho (pp. 40, € 14) scrivono e disegnano La nonna addormentata, testimonianza agrodolce da parte di un bambino che ha visto la propria nonna – che prima cucinava pizzette, lo portava in edicola e lo abbracciava sempre – ritirarsi nel sonno. La metafora è facile da leggere. Ma dietro la tristezza della storia sta la dolcezza del ricordo e la certezza che la nonna sia andata con il suo principe azzurro in un luogo dove “Vola alto con gli aquiloni. Nuota nel profondo del mare. Beve un sacco di limonata. E prepara tonnellate di pane”

http://www.bolognacult.it/libriafumetti/778-piu-anteprime-dalla-fiera-del-libro-per-ragazzi.html

Libri e appuntamenti a Bologna Children’s Book Fair 2015

È un classico, come lo è il mostro nell’armadio o sotto il letto. Anzi, quella strana creatura che la notte  si nasconde nell’armadio a porte chiuse, impedendoci di dormire. Finché un giorno decidiamo di affrontarla. Con quali conseguenze, ve lo rivela il protagonista di queste notti inquiete, con le sue gesta coraggiose.

Una strana creatura nel mio armadio, Marcel Meyer. Collana Libri per Sognare, classici contemporanei.

Come da manuale, per restare nel classico, ai primi 10 fortunati le prime 10 copie alla fiera bolognese.  In anteprima a Bologna Children’s Book Fair 2015.  Un assaggio della nostra novità del mese di maggio.

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Ci stiamo preparando, non solo dalla sede italiana, ma da quella spagnola e portoghese di Kalandraka. Per condividere lo stand B2 al padiglione 26. Dal 30 marzo al 2 aprile nel quartiere fieristico del capoluogo emiliano, in Via della Costituzione.

Troverete:

le ultime novità , La nonna addormentata di Roberto Parmeggiani e João Vaz de Carvalho , Grazie di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho .  Le precedenti, Cari estinti, Stormo. E tutti i titoli del catalogo.

Alcuni titoli in lingua tra cui quelli, appena arrivati, degli autori che saranno presenti in fiera.  Dal Cile ci sarà Maya Hanisch con Color animal e da Spagna e Portogallo Javier Sobrino e Caterina Sobral, vincitrice del concorso illustratori Bologna Children’s Book Fair 2014, con No hay dos iguales.

PER AUTORI E ILLUSTRATORI:

l’agenda per gli appuntamenti è ormai chiusa, ma come ogni anno, siete i benvenuti a lasciare materiale che desiderate mostrarci nella nostra illustrator box”.

PROMEMORIA APPUNTAMENTI  DENTRO E FUORI FIERA

AL NOSTRO STAND:

LUNEDI’ 30 MARZO

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 MARTEDI’ 31 MARZO:

firmas bolonia 2015

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4

MERCOLEDI’ 1 APRILE:

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INCONTRI IN LIBRERIA:

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Vi aspettiamo.

http://www.bookfair.bolognafiere.it/la-fiera/895.html

“Stormo” selezionato al Premio 400 colpi

È nato un nuovo Premio letterario, nelle Marche.  Con un titolo che è tutto programma, 400 colpi.  Un Premio nato dall’esperienza della mostra di “illustrazione e progetto di promozione della lettura” Torre di Libri con la collaborazione dell’Associazione Culturale Uollas.  “STORMO” di David Daniel Álvarez Hernández e María Julia Díaz Garrido è tra i 5 titoli selezionati come migliori pubblicazioni del 2014 per la fascia prima- seconda media. 

La giuria sono i bambini e ragazzi delle scuole coinvolte.

Auguri al neonato Premio

facebook TORREDILIBRI:
Facebook UOLLAS Associazione Culturale:

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Vorremmo essere coerenti. Intervista a Lola Barceló di Kalandraka Italia su Milkbook.

Storie, libri per bambini e app di qualità

Francesca Tamberlani è sociologa, giornalista professionista, web writer … Tutto questo ha scelto di metterlo al servizio di una passione che ha preso la forma di quella che potremmo definire una vera e propria missione. Per comprenderlo citiamo un estratto delle stesse parole con cui la giornalista si presenta sul blog da lei curato “Milkbook”:

” (…) Leggere rende liberi, sicuri di sé, aperti verso gli altri, capaci di ragionare con la propria testa e di esprimersi senza imbarazzi.
Ma non tutti i libri sono uguali! Alcuni di questi sono poveri, sciatti nei contenuti testuali e nelle immagini, infarciti di banalità e stereotipi.
Milkbook intende aiutare mamme, papà, educatori e adulti in generale a selezionare, riconoscere e proporre ai bambini libri e app di qualità. (…)”
All’interno del blog anche un’intervista agli editori di settore.

Una bella occasione di approfondimento anche per chi sia curioso di scoprire meglio i significati e le proposte del mondo della letteratura per l’infanzia contemporaneo.
Le sue tredici domande le ha rivolte anche a noi. Qua il link:
http://www.milkbook.it/intervista-kalandraka/

La bambina con le orecchie di farfalla

Impronte di visioni, un master di illustrazione a grande respiro

Stamani si è tenuta la presentazione di alcune delle classi del master di illustrazione Impronte di Visioni. Al master parteciperà anche Lola Barceló, direttrice di Kalandraka Italia con una lezione dal titolo “Dall’albo al libro illustrato: viaggio di andata e ritorno” che si terrà il 27 febbraio. Tutto il percorso inizierà il 13 febbraio e si concluderà il 6 giugno 2015, nei locali della Scuola Internazionale di Comics di Firenze.  Tra i docenti anche Arianna Papini, autrice per Kalandraka di “Chi vorresti essere?”, “È una parola”, “Cari estinti”.

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Ed è un caro estinto il protagonista della locandina del master, il coguaro, ritratto proprio da Arianna Papini nel suo libro dedicato ad alcune delle specie estinte negli ultimi tempi per mano dell’ uomo, “Cari estinti”, appunto.

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Alla mattinata di presentazione hanno partecipato oltre a Lola Barceló: Teresa Porcella della libreria Cuccumeo, responsabile del corso, lo scrittore argentino Jorge Luján, le illustratrici Sophie Fatus e Brunella Baldi, Arianna Papini, Barbara Schiaffino della rivista e del premio Andersen.

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Diverse figure professionali  per un corso insomma che vuole dare una panoramica ampia, in cui non ci si limiti all’idea tecnica dell’illustrare ma in cui si parte dal riacquistare la capacità del creare, quella personale di cui  ognuno di noi è dotato ma che da molto presto ci si esercita a mettere da parte e dimenticare. Un confronto, poi, col mondo dell’editoria, fondamentale, per chi voglia intraprendere professionalmente la strada dell’ illustrazione,  che porta al libro.  Molti gli spunti teorici e filosofici dell’incontro di stamani.  E mancavano tutti quelli che non erano riusciti a raggiungere Firenze ma che terranno classi all’interno del corso.

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Non potendo fare un resconto dell’evento e non essendone neppure intenzione in questa sede, sceglierei le parole con cui Lola Barceló ha chiuso la mattinata facendo appallo a Gianni Rodari e alla sua nota storia del signore con l’orecchio acerbo,  che rispecchia l’ idea della direttrice di Kalandraka degli elementi fondamentali per lavorare con l’arte e l’infanzia e simboleggiano bene lo spirito del corso, perché l’orecchio acerbo:

“mi serve per capire,

le cose che i grandi non stanno mai a sentire:

ascolto quel che dicono gli alberi, gli uccelli,

le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,

capisco anche i bambini quando dicono cose

che a un orecchio maturo sembrano misteriose…”

(da Parole per giocare, Gianni Rodari 1979, Manzuoli, 1979)

Così dice il protagonista del racconto, un viaggiatore sul treno diretto Capranica-Viterbo che di giovane, anzi di acerbo,  ha ormai solo un orecchio e se lo tiene ben stretto.