Archivi categoria: La rubrica di Kalandraka

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Miglior illustratrice: Arianna Papini Premio della rivista Andersen 2018

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«Per essere da tempo una delle migliori e più consapevoli personalità dell’illustrazione italiana. Per la costante originalità di un segno elegante e colto ma, al tempo stesso, vivissimo e cordiale. Per una caparbia e ininterrotta ricerca artistica e figurativa.» Ecco le motivazione della giuria della rivista Andersen per conferire il Premio alla Migliore Illustratrice 2018 a Arianna Papini.

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Kalandraka, 2013, ristampa 2018

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Kalandraka, 2014

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Kalandraka, 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

L’autrice toscana ha studiato Arte e Architettura a Firenze e Arte Terapia all’Università di Bologna. È stata per 25 anni direttore editoriale e artistico della casa editrice Fatatrac. Ha tenuto lezioni presso la facoltà di Architettura di Firenze con progetti di studio sul libro-gioco. Ha condotto corsi anche presso il Liceo Artistico di Firenze, l’Associazione Illustratori di Milano, presso l’ISIA di Urbino dove dal 2007 insegna Illustrazione e presso la Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sàrmede. Conduce attività di lettura e laboratori artistici per bambini e adulti presso scuole e biblioteche. Ha scritto e illustrato un centinaio di libri in Italia per diverse case editrici. Le sue opere sono esposte in mostre collettive e individuali. Tra i premi ricevuti ci sono il Premio delle Palme, il Premio Nazionale del Libro per l’Ambiente (“Cari estinti”, 2016). È stata scelta per la mostra Ibby 2011, 2012 e 2013.

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“CARI ESTINTI” VINCE IL PREMIO NAZIONALE UN LIBRO PER L’AMBIENTE 2016

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Il libro Cari estinti di Arianna Papini ha vinto la 18esima edizione del Premio Nazionale Un Libro per l’Ambiente 2016 per la miglior coerenza grafica-testo. Pubblicato dalla KALANDRAKA in italiano, spagnolo, gallego e portoghese, l’opera “ha saputo rappresentare l’estinzione degli animali a causa dell’uomo e presentare le specie estinte con profonda leggerezza del testo e delle immagini”, come ha sottolineato la giuria di Legambiente, l’associazione senza fini di lucro ambientalista che promuove il premio. L’autrice fiorentina ha ritirato il premio in una cerimonia tenutasi in occasione della 34esima Rassegna Nazionale Teatro della Scuola, celebrata presso la cittadina marchigiana di Serra San Quirico (Ancona).

L'autrice durante la cerimonia di premiazione a Serra San Quirico lo scorso 2 maggio.

L’autrice durante la cerimonia di premiazione a Serra San Quirico lo scorso 2 maggio.

Arianna Papini aveva già ricevuto il Premio di Legambiente nel 1998 per Lisa. Un anno con la tàccola, pubblicato dalla casa editrice Fatatrac, per la quale aveva precedentemente svolto il ruolo di direttrice artistica. Allo stesso modo, anche KALANDRAKA riceve il suo secondo premio Legambiente, dopo aver vinto nel 2010 con Il piccolo coniglio bianco.

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Cari estinti è un omaggio alle migliaia di specie animali che sono state annientate o che sono attualmente ad alto rischio di estinzione. Fra queste, Arianna Papini ha scelto 20 animali, attraverso le loro voci, da una parte manda un messaggio di speranza al cambiamento, dall’altra un invito ad una presa di coscienza: siamo ancora in tempo per sottrarre ulteriori vittime alla lista degli assenti.

Il testo si sviluppa  in 20 brevi componimenti costruiti come classici epitaffi. Ogni bestia racconta se stessa, le sue abitudini e il suo habitat in tono poetico, distaccato e ironico; infine, senza tralasciare l’aggressione subita, spinge il lettore a interrogarsi sull’azione dell’uomo. Le  illustrazioni sono ritratti realistici su sfondo bianco abbinati a frammenti di carta e ritagli di stoffa dai colori soffusi, che trasmettono un senso di equilibrio e leggerezza.

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Scrittrice, illustratrice, arte terapeuta e pittrice, Arianna Papini lavora dal 1998 nel settore dell’editoria. Conduce attività di lettura e laboratori artistici per bambini presso scuole e biblioteche. Le sue opere sono esposte in mostre collettive e individuali. Ha pubblicato circa 100 libri tra quelli solo come autrice, solo come illustratrice e infine come autrice totale. Tra i premi ricevuti, ricordiamo il Premio Andersen e il Premio delle Palme. Per i tipi della Kalandraka ha pubblicato Chi vorresti essere? (2011), finalista del IV Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati e E’ una parola.

Lettura e laboratorio su "Chi vorresti essere?" al Caffè Letterario delle Murate di Firenze nel 2012.

Lettura e laboratorio su “Chi vorresti essere?” al Caffè Letterario delle Murate di Firenze nel 2012.

 

David Pintor, in visita a Padova

Abbiamo incontrato David Pintor al Museo Diocesano di Padova in occasione  della mostra I colori del Sacro 2016.

Autrice del manifesto della mostra, Carol Henaff.

Autrice del manifesto della mostra, Carol Henaff.

Su commissione, l’illustratore gallego ha contribuito con  una sua interpretazione della cristofania di Emmaus, narrata nel Vangelo di Luca 24, 30-31

“Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.”

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Poi gli abbiamo anche rubato qualche minuto di ispirazione per firmare una copia del volume “Racconti per bambini che si addormentano subito” del nostro archivio editoriale. La ristampa è già pronta nelle librerie italiane.

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Censura nei libri per l’infanzia, perché è giusto parlarne.

Uno dei titoli più emblematici del catalogo di Kalandraka, Orecchie di farfalla, censurato nelle scuole veneziane.

A2010304Piazza San Marco a Venezia con la Biblioteca Marciana

Il libro “Orecchie di farfalla”, scritto dall’autrice spagnola Luisa Aguilar e illustrato dal brasiliano André Neves, è uno dei 49 titoli che il neo eletto sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha fatto ritirare dagli asili e dalle scuole dell’infanzia comunali, perché incluso nel programma “Leggere senza stereotipi” promosso dall’amministrazione uscente.
Lo avevo annunciato durante la campagna elettorale e adesso lo metto in pratica- ha dichiarato il primo cittadino di Venezia lo scorso 24 giugno a “La Nuova” di Venezia e Mestre-“ Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente.  Nella loro casa potranno esserci papà 1 e papà 2, mamma 1 e mamma 2 e sarà certamente incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà. Sono temi che non devono riguardare i bambini, materie da lasciare ai loro genitori, nella piena libertà di scelte degli adulti”.

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-“Mamma tu credi che io abbia le orecchie a sventola?”   – No, mia figlia, hai le orecchie  come farfalle”   -“Ma come sono le orecchie come farfalle?”   -“Sono orecchie che svolazzano sopra la testa e le cose brutte le colorano di festa” (da Orecchie di farfalla, L. Aguilar, A. Neves)

Le dichiarazioni di Brugnaro sono servite per sospendere il progetto sulle differenze di genere nell’educazione infantile, ideato nel 2014 dalla consigliera ai Diritti Civili e contro le discriminazioni del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi.

Il programma prevedeva l’acquisto di 1.098 libri per 49 titoli, già classici della letteratura infantile, con una spesa approvata di 10.000 euro. I libri sarebbero andati ad arricchire le biblioteche di sezione degli asili e delle scuole per l’infanzia. Tra i titoli censurati, solo per citare alcuni tra i più noti a livello internazionale, “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Sono io il più forte!” di Mario Ramos, “E con Tango siamo in tre” di Justin Richardson, “Ernest e Celestine” di Gabriel Vincent e “Se io fossi tu” di Richard Hamilton e Babette Cole, “A caccia dell’orso” di Helen Oxenbury e Micheal Rosen. Tra quelli provenienti dall’editoria di progetto italiana, “Piccolo uovo” di Francesca Pardi e Altan, “Ninna Nanna per una pecorella” di Eleonora Bellini e Massimo Caccia, “Salverò la principessa” di Nicola Cinquetti e Silvia Vignale e molti altri.

Già a suo tempo, l’assessora alla Pubblica Istruzione , Tiziana Agostini, non aveva sostenuto il progetto e i libri hanno trascorso molti mesi nei magazzini comunali, fino al via libera, giunto nelle seconda metà del 2014 e i volumi poterono essere consegnati alle scuole, lasciando ai docenti la libertà della loro lettura.

Camilla Seibezzi segnala che “una squadra di pedagogisti e psicologi ha scelto accuratamente i titoli, che dopo incontri di formazione con i docenti, sono stati integrati nelle scuole.”.
La scelta di Brugnaro di sospendere un progetto che conta sull’appoggio delle università e di 70 amministrazioni pubbliche italiane, in un momento in cui la scuola affronta l’ennesimo progetto di legge per la sua riforma, sta provocando reazioni nel settore editoriale, nei movimenti per i diritti civili e nel settore dell’educazione.

Lo scorso 4 luglio, Brugnaro, tramite il suo portavoce Alvise Sperandio, e per contenere le critiche, ha annunciato che sottoporrà ad un’ analisi i 49 titoli e che, eventualmente, riconsidererà la sua decisione su alcuni di essi.
L’ufficio stampa del Comune di Venezia non ha emesso alcuna nota ufficiale per dare spiegazioni della decisione del primo cittadino, come ha dichiarato oggi stesso la sua titolare, Anna Bardella, che ha ammesso di essere venuta a conoscenza del ritiro dei libri solamente dalla stampa. Ciò nonostante ha confermato il fatto ed ha assicurato di non essere in possesso di alcuna ulteriore informazione dal momento che non ha ancora il telefono degli assessori.
Al di là di una possibile ritrattazione e di spiegazioni a posteriori, il fatto di ritirare 49 titoli di case editrici di riconosciuto prestigio come Lapis, Babalibri, Lo Stampatello, Mondadori, Fatatrac, Kite, Il Castoro o la stessa Kalandraka, evidenzia, nella migliore delle ipotesi, l’ingenuità del politico, nella peggiore, la negligenza, l’ignoranza e l’opportunismo.

Non si tratta di voci di corridoio, ma di un atto della giunta municipale, orgogliosamente, a quanto emerge dalla sua dichiarazione, rivendicato dal Sindaco. Un gesto che accade oggi in una delle città di riferimento dell’immaginario collettivo mondiale, in un ricco paese della democratica e civile Unione Europea.

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-“Mara legge sempre libri usati”

-“No! E’ che mille mani li hanno accarezzati”

Maria Silvia Fiego, della casa editrice Lo Stampatello, dichiara a Kalandraka che

togliere visibilità a temi già di per sé invisibili significa contribuire a crescere i bambini in una cultura di silenzio e intolleranza. Significa anche contribuire al malessere adolescenziale di tutti quei bambini che saranno adulti, insomma favorire la violenza generata dall’ignoranza.
Gli stereotipi di genere reiterati nell’infanzia diventano gabbie per i giovani. Riflettere durante l’infanzia su cosa significhi essere maschi o femmine e di come si possa esserlo liberamente contribuisce alla consapevolezza di sé. Essere consapevoli degli stereotipi ci aiuta a rapporti più maturi con sé e con gli altri. Più reali e dunque sicuramente più rispettosi. Capire che per essere maschi non è necessario essere forti e aggressivi è un primo passo fondamentale.

E le bambine italiane hanno bisogno di una educazione e valorizzazione della loro femminilità per acquisire autostima, hanno bisogno di storie attuali nelle quali si sentano protagoniste propositive di una realtà, che non significhi solamente inseguire il mondo maschile. Le bambine è bene che capiscano che questo mondo lo hanno costruito anche donne e che l’idea della famiglia non è statica né standardizzata, ma in continua evoluzione, relativa al momento storico e culturale. Nel XXI secolo le bambine e i bambini vogliono storie di cooperazione tra le persone, di amore incondizionato e libertà senza pregiudizi.
Luigi Brugnaro è un imprenditore di 53 anni, recentemente approdato alla politica, in seguito alle ultime elezioni amminsitrative. Ex presidente dell’agenzia di lavoro interinale Umana, con un fatturato di 300 milioni di euro, e della squadra di pallacanestro Reyer di Venezia, Brugnano è stato eletto come indipendente di una coalizione di destra con l’appoggio di Forza Italia, Area Popolare, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e la Lega Nord.

Con la sua decisione il sindaco di Venezia va ad aggiungere il suo nome alla storia della censura della parola scritta che, tanto in occidente come in oriente, ci riporta a vari secoli della nostra era. Così, il nostro grazioso “Orecchie di farfalla” umilmente saluta Protagora di Abdera la cui opera letteraria fu distrutta nel V secolo a.C., accusato di empietà e blasfemia per aver affermato che non era possibile sapere se gli dei esistessero.

principio_ITA_5.3Immagine da “L’inizio”, P.Carballeira, S. Danowsky
Quante biblioteche dovranno ancora bruciare in nome della salvaguardia dei principi morali e le tradizioni? .

Da parte nostra, come Kalandraka Italia, vogliamo poter desiderare che nel futuro prossimo le persone condividano emozioni e responsabilità, senza pensare che la loro nascita abbia determinato l’avvenire della storia. La razza umana è una chimera, la religione, una costruzione culturale o una scelta personale, nel migliore dei casi, il genere, una caratteristica della natura per rendere possibile la riproduzione. Il resto sono pregiudizi, che, come patelle, si attaccano alla nave umana parassitando sul suo percorso e che impoveriscono la nostra intelligenza.

Abbiamo bisogno di libri contro gli stereotipi per riflettere sul cammino comune dell’umanità, fino al bene e alla tolleranza.
E dobbiamo iniziare dall’infanzia, abbiamo XX secoli di ritardo alle spalle.

E bene, dunque, che ne parli anche l’Associazione Editori Italiani. Sotto il link con la loro risposta e i titoli che erano stati scelti per il progetto

http://www.aie.it/Press/Leggiilcomunicato.aspx?IDUNI=1cb3r0jfvk1zbk4wxi1v00sl8891&MDId=10600&RAE=10645%3B1%3B102-71-2007.3.16%3B102-2054-2015.7.7%3B-1%3B102%3B&Skeda=MODIF102-2054-2015.7.7

INDICE (2)

“Mara ha le orecchie a sventola! O ora ci dirai che sono orecchie di farfalla?”        – “No! Sono solo orecchie grandi.  E… chi se ne importa!”

“La nonna addormentata”: conversazione con lo scrittore Roberto Parmeggiani. Prima parte

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Oggi Roberto Parmeggiani  é ospite presso il nostro stand a Bologna Children’s Book Fair per  dedicare il libro, da lui scritto e illustrato da     João Vaz de Carvalho, “La nonna addormentata”.
Alle 18.30 incontrerà il pubblico presso la libreria Trame di Bologna.
Tra ricordi, presente e passato, la voce di un bambino che parla di e con sua nonna con cui ha condiviso storie, sapori, amore, e  che dorme da un mese. Finché un giorno scompare e il pensiero del bambino vola alto con l’ immaginazione.
Abbiamo rivolto alcune domande all’autore del testo, che oggi alle 10.30 è intervenuto al convegno “Il dromedario e il cammello. Disabilità, specialità, differenze, risorse nei libri per ragazzi”.  Evento coordinato da Ibby Italia, nella sala Suite della fiera del libro illustrato.
 
La prima parte ve la proponiamo stasera.
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Nel libro le buone cose che la nonna preparava sono uno  degli elementi affettivi e identificativi della relazione.
E per te? Cosa ti preparava tua nonna che era così speciale?
 
Ho due ricordi molto chiari legati al cibo.
L’appartamento in cui vivevo si trovava sopra il forno che gestiva la mia famiglia. Ogni mattina mi svegliavo cullato dal profumo del pane che saliva fino in camera mia e, prima di andare a scuola, passavo in negozio a prendere la merenda che la mia mamma e la mia nonna avevano preparato per me, i miei fratelli e i miei cugini.
Ogni giorno tornavo da scuola e pranzavo da mia nonna con i miei cugini. I miei genitori lavoravano così lei preparava, in una grande pentola, la pasta al pomodoro che poi tutti mangiavano.
 
L’immagine- ricordo della nonna filtrata con gli occhi del bambino è piena di fantasia, vola alto fin dall’inizio. Per te il rapporto di affetto con i nonni è stato particolare? Come lo definiresti?
Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia in cui i confini tra i nuclei erano piuttosto aperti, per cui ho passato molto tempo con i miei nonni e i miei cugini che vivevano in un appartamento di fianco al mio. In estate, per esempio, durante le vacanze accompagnavo mio nonno, che era un fornaio, a fare le consegne del pane ai vari negozi e trascorrevo un mese intero al mare con lui e mia nonna. Il rapporto speciale era quello quotidiano, fatto di cose semplici e legate alla loro vita di tutti i giorni, al lavoro, ai pomeriggi a giocare a carte e  anche a qualche sgridata.
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 Come spiegheresti a un bambino, che una realtà finisce, ancora di più, qualcosa che ama e da cui è amato finisce,  e inizia un’altra realtà invisibile e misteriosa?
 
Quando scrivo io non mi pongo l’obiettivo di dare risposte ma, più semplicemente, di dare parole che possano essere usate per raccontare, definire, dire le emozioni. La morte, che rimane il più grande dei misteri, è una forte emozione che spesso, anche noi adulti, fatichiamo a dire, ci mancano le parole per spiegare quello che sentiamo, che proviamo, come stiamo sperimentando. Se riuscissimo a essere più liberi e capaci in questo, non ci sarebbe bisogno di spiegare perchè la convivenza con i fatti della vita sarebbero il modo più semplice per aiutare i bambini a scoprire naturalmente anche un passaggio difficile come quello della morte.
Continua…
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Roberto Parmeggiani  al tavolo con alcuni degli altri ospiti del convegno”Il dromedario e il cammello. Disabilità, specialità, differenze, risorse nei libri per ragazzi”.  Ha coordinato Silvana Sola, presidente Ibby Italia.  Vicino: Annalisa Brunelli che lavora con Roberto per Accaparlante, Centro Documentazione Handicap,  e la scrittrice inglese Sally Gardner.

 
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