Il libro come progettualità. Un esempio basato su “Non è una scatola”

non-e-una-scatola-It[1]

Quanto si può andare lontano con un libro?

E quanto si può andare lontano con una scatola di cartone?

Tanto. Se a condurre il gioco sono bambini presi per mano dalle maestre della loro scuola, allora si possono con leggerezza e impegno superare le manifestazioni di confini spazio temporali regolati dai ritmi di un quotidiano funzionale ,ma quindi, e proprio per questo, anche  relativo.

-Giri ancora intorno a quella scatola?   (chiede la voce di un immaginario adulto)

-NO!No! No! NON è una scatola!  (risponde il piccolo coniglio)

-E allora che cos’è?

…….

Federica

Non solo. Il lavoro che vi stiamo presentando  ha creato la tanto ambita rete, quella concreta, che può unire biblioteche, giardini, spazi, persone,  partendo dalla scuola del territorio.  Nel caso di una scuola cittadina, il territorio può essere il quartiere, ad esempio, con la sua biblioteca, se ha la fortuna di averne una. In questo caso stiamo parlando della scuola dell’infanzia Zizzi di Fano e della biblioteca di città.

foto 3

Tutto è partito  da una stanza svuotata dai giochi e riempita di scatole. Questa era la situazione stimolo iniziale. In un momento di cambiamento di gran parte del personale docente, come spesso accade nelle scuole, il libro si è inserito in un percorso ed è stato anche un aiuto per i bambini e  per i nuovi adulti, fungendo da ponte tra di loro, come meglio si legge nella testimonianza sotto riportata.

foto-2

L’albo di cui stiamo parlando è Non è una scatola di Antoinette Portis col coniglio protagonista che gioca in tutti i modi con una scatola di cartone.

Ma andiamo per ordine.

I bambini uniti  in gruppi, hanno inventato  storie guidati dalle emozioni di questa situazione  iniziale. Le loro storie  sono state raccolte in un’unica che è divenuta la Storia del gigante del Paese dei Non. 

Dunque, la narrazione ancora una volta è venuta incontro al vissuto di una circostanza di scombussolamento, rendendola esperienza accolta, creativa, e progetto. Quindi, speranza.

Dalla storia al libro. L’albo  di A. Portis a questo punto è divenuto filo conduttore di un lavoro che ha coinvolto i bambini durante tutto l’anno scolastico.

Situazione-stimolo

IL Paese di Non è un paese con una grossa fabbrica di scatole.  Naturalmente gli adulti, avendo serie difficoltà a vedere in una scatola niente altro se non una scatola,  senza l’aiuto dei piccoli avrebbero girato i tacchi per andarsene, e allora il paese sarebbe scomparso per sempre. Per fortuna l’intervento dei bambini è stato tempestivo ed  il paese è divenuto luogo di intreccio di destini, con le scatole trasformate in treno, giochi, maschere.  È  così che il gigante che abita il castello del paese dei Non, anch’esso fatto di cartone,  non ha più spaventato neppure i grandi, sempre così impauriti da ciò che è fuori da canoniche  misure.

CARO-GIG[1]

foto-situazione-stimolo-1

Jessica Omizzolo, coordinatrice psicopedagogica della scuola e che ha proposto il libro, ci ha inviato non solo testimonianze visive, ma una descrizione concettuale e pratica del progetto che può essere occasione di interesse per chiunque lavori con i bambini, oltre che dei curiosi, naturalmente. Riportiamo il pdf in fondo insieme alla storia del paese del gigante che è stata realizzata come punto di partenza del lavoro.

foto-situazione-stimolo-2

Come dicevo, il paese dei Non è stata solo la prima tappa del viaggio.  Le scatole sono divenute anche, infatti, scatole delle meraviglie,  dentro la biblioteca MeMo (memoteca Montanari).  Scatole piene di libri.

foto-situazione-stimolo-raccordini-4

treno[1]

Basandosi sull’idea di seguire  le tracce dei bambini, di accompagnarli nel lavoro a scuola, cercando di accogliere i segni che da loro arrivano nel quotidiano, ecco alcune testimonianze di un grande lavoro, che si è concluso  con una drammatizzazione e festa di fine anno scolastico.

ARRIVA-L[1]

11420024_10204443715709890_416283826_n

…….

non_e_una_scatola_ItDEF-17-2

Insomma, seguendo il coniglio, il percorso è  ricco di tesori.  Vale la pena impegnarsi per scoprirli.

Sotto le testimonianze

Storia del gigante

PROGETTO EDUCATIVO NON E’ UNA SCATOLA pdf

Annunci

4 risposte a “Il libro come progettualità. Un esempio basato su “Non è una scatola”

  1. Pingback: Flashbook, viaggiare con la lettura. I titoli scelti quest’anno sotto il cielo d’estate | Libri per Sognare

  2. Pingback: Bambino: un mondo da conoscere – Featherstonej

  3. Pingback: Lo 0-6 questo sconosciuto. – Featherstonej

  4. Pingback: Non è una scatola – Featherstonej

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...