Il coraggio di ribellarsi nel racconto della tradizione orale. “Il piccolo coniglio bianco ” su La coda dei libri

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Una volta un bambino di 4 anni,  sentendo il canto Bella Ciao intonato da un coro in una piazza di Firenze ,  mi ha chiesto chi fossero questo “invasor”  e questo “partigiano” del testo.

Mi  sono venute subito  in mente la capra caprona e la formica Santippa de Il piccolo coniglio bianco di Xosé Ballesteros e Oscar Villan, che avevamo letto insieme il giorno prima.

Tutto chiaro. Naturalmente, non nel senso di una chiarezza e di valori assoluti e validi per tutti. Piuttosto, la canzone, grazie al racconto, ha richiamato significati interiori per lui perfettamente spiegabili ,a quel punto, e riconducibili al suo vissuto.

Questo libro è per me una fonte continua di divertimento, gioco, e occasione di confronto con i più piccoli su questioni fondamentali dell’esistenza umana, quelle che loro si trovano prestissimo ad affrontare.

La prepotenza del più grande,  che, però,   non è sinonimo di forza, la paura, il coraggio di ribellarsi a ciò che sembra enorme ed invincibile e al contrario, può  rivelarsi debole ed effimero, proprio a causa della stoltezza su cui si basa, l’illusione delle apparenze,  delle dimensioni,  l’ amicizia..

Il racconto si intreccia con la storia, intesa come passato dell’umanità. Tutto torna. In fondo, la Storia è innanzitutto quella tramandata oralmente, quella dei nonni, o di chiunque ci abbia raccontato o abbia per noi rappresentato accadimenti, vissuti, riconducibili ad un passato personale che è anche Storia.

Il carisma della favola della tradizione orale, il suo potenziale,  si svelano al massimo in questo adattamento di una novella del folclore portoghese, che richiama la nostra più nota capra ferrata.  I disegni di Oscar Villan e il testo di Xosé Ballesteros, inseriscono nel contemporaneo una voce che viene dal passato perché, grazie a nuovi linguaggi, a nuove espressività, la tradizione non muore e si offre con la sua essenza e carica simbolica universale nel tempo e nello spazio.

Nel libro, il coraggio della collaborazione e della solidarietà è quello che vince, ma inteso anche come curiosità,  dissacrazione, gioco. E viene premiato. Come?

Stefania Liverini lo ha scritto già nel titolo di questa sua  riflessione sull’albo che felicemente condividiamo dal nostro blog: “Per una zuppa di cavoli”

Eccola. Da  “La coda dei libri”

https://lacodadeilibri.wordpress.com/2015/06/16/per-una-zuppa-di-cavoli/

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