Archivi del mese: giugno 2015

Flashbook, viaggiare con la lettura. I titoli scelti quest’anno sotto il cielo d’estate

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Anche quest’anno c’è Flashbook, letture a ciel sereno. Un flash mob di lettura di libri selezionati per l’infanzia. Quindi, lettori appropriatevi di spiagge, giardini, strade, piazze, treni, autobus.. per leggere  ad alta voce, raccontare storie, portare  e condividere storie, e, non solo accompagnare i viaggi estivi, ma far viaggiare anche i più piccoli che  restano in cittàPerché, come dicono nella loro pagina facebook i promotori di questo evento, si può leggere ovunque e si può raccontare ovunque.  E d’altronde il flash mob è, innanzitutto, rottura , oltre che sorpresa , quindi, anche, resistenza nel quotidiano.   Allora, andare nei luoghi dove di storie c’è urgenza, magari, oppure in un posto  insolito, in mezzo alla gente o isolati, al mare-  in ogni caso,  finché c’è qualcuno che diffonde i racconti  come un tempo facevano i cantastorie, finché si racconta con parole e immagini, i bambini possono  stare sereni che le storie non andranno in vacanza. Alla fine una sopresa, con contributo degli editori, per i lettori.. Leggete il regolamento sulle pagine dedicate.

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Ecco, intanto,  cosa gli organizzatori hanno  scelto quest’anno  dal catalogo di Kalandraka.

Un libro assolutamente in tema, tra partenze e ritorni, dove il viaggiare è presente  nel suo senso più ampio reale e metaforico, un’avventura alla scoperta di sé attraverso l’ amicizia fra Orso e Tigre.  Un classico moderno. Parliamo di “OH, COM’E’ BELLA PANAMA!” di Janosch . E com’è bella Panama. Com’è bello partire e tornare per vedere le cose sotto un’altra luce, trasportati dall’illusione della meta, quando l’avventura è il percorso. Comè bello avere accanto un amico con cui ripararsi sotto la capanna quando piove,  che sa cercare i funghi, se si ha fame, con cui non avere paura se ci si perde. Così non si ha paura di niente, dice sempre la piccola Tigre, che si porta appresso la sua paperella tigrata, stando ben attenta che non si faccia mai male.

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Il secondo titolo sarà “CAPRETTI CAPRONI” di Olalla Gonzalez e Federico Fernandéz..  Ovvero, come i tre capretti,  il piccolo, il medio e il grande a dispetto delle dimensioni,  grazie all’astuzia, alla collaborazione, alla lealtà reciproca, riescono  a sconfiggere l’enorme e terribile orco e ad attraversare il ponte al di là del quale c’è un’erba verde e buona che li aspetta. Così buona, che perché dovremmo rinunciarci per uno stolto orcone?

Immancabile lettura, già a partire dalla prima infanzia, da un racconto della tradizione orale, con ritmo e ripetizioni, perfetto per la lettura all’aperto che fa rivivere il  cantore.

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Preparatevi a scatenare una caccia al tesoro alle scatole di cartone … perché c’è anche lui, quest’anno, il coniglio di “NON E’ UNA SCATOLA” di Antoinette Portis.   Pronti davvero a partire con la scatola di cartone che coniglio non molla mai. Si può spengere il fuoco di un palazzo in fiamme, volare in mongolfiera, navigare su una nave pirata o barca, E destinazione finale.. lo spazio. Anche qua, ogni viaggio è un avventura e ogni avventura è un viaggio. Si parte dall’immaginazione, che tutto trasforma, alchimicamente. Ecco allora, tanti  punti di vista, possibili, a partire dall’uno, la scatola.

Tra i vari progetti possibili, ecco il link ad alcune testimonianze di un lungo lavoro ispirato da questo libro, presso la scuola dell’infanzia Zizzi di Fano, l’ultimo che ci è stato segnalato: https://libripersognare.wordpress.com/2015/06/22/il-libro-come-progettualita-un-esempio-basato-su-non-e-una-scatola/

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Infine un classico ma in uno altro senso rispetto all’opera di Janosch, si tratta infatti, di un albo originale, ma fatto divenire dal pubblico un classico del nostro catalogo.  Un po’ un manifesto, grazie, forse, anche, alla classicità dello stile verbale che lo caratterizza in cui si afferma una verità per poi negarla con un’altra, e che ha la seduzione della dialettica filosofica, quella socratica in cui il pensatore  greco cercava di far sì che gli allievi tirassero fuori   la loro personale verità, rompendo con il concetto dialettico prevalso fino a quel momento, basato sulla retorica e la persuasione. Così le parole divengono capaci  di portarci con la massima limpidezza a esplorare l’inesplorato aprendo ad un universo di possibili prospettive, ispirazioni per tanti possibili confronti. Poi ci sono l’ironia, ritmo e rima, nel testo, firmato Luisa Aguilar  e nel linguaggio visivo, a nome André Neves.

Un titolo che è divenuto uno dei più richiesti anche per i progetti di adattamento in linguaggi per bisogni speciali. Dunque, per volare lontano ma anche stare saldi coi piedi per terra, scoprendo che alla fine non è poi così male, dipende sempre, appunto, dai punti di vista e dalla capacità di innalzarsi comunque, ecco “ORECCHIE DI FARFALLA”

NOTA: Segnaliamo che due dei titoli selezionati sono al momento fuori catalogo fino a ristampa da definire, si tratta di”Oh, com’è bella Panama!” e di ” Non è una scatola”.  Qundi chi desiderasse acquistarli in libreria, non li troverà! Ce ne scusiamo da parte nostra e degli organizzatori, che   non ne erano al corrente.

Si comincia a luglio.

https://www.facebook.com/flashbook.italia

Ci scusiamo in anticipo  con i lettori che andranno e a cercare il libro in libreria. Dei nostri tre titoli scelti, ne troveranno solo “Capretti caproni” perché  gli altri selezionati, che ora scoprirete,  sono, a insaputa degli organizzatori,  al momento non disponibili fino a ristampa da definire. Sarà un’occasione per scoprirne altri.

Schede tecniche dei titoli dal nostro sito:

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/oh-come-bella-panama-It_01.pdf

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/capretti-caproni-IT_01.pdf

Il libro come progettualità. Un esempio basato su “Non è una scatola”

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Quanto si può andare lontano con un libro?

E quanto si può andare lontano con una scatola di cartone?

Tanto. Se a condurre il gioco sono bambini presi per mano dalle maestre della loro scuola, allora si possono con leggerezza e impegno superare le manifestazioni di confini spazio temporali regolati dai ritmi di un quotidiano funzionale ,ma quindi, e proprio per questo, anche  relativo.

-Giri ancora intorno a quella scatola?   (chiede la voce di un immaginario adulto)

-NO!No! No! NON è una scatola!  (risponde il piccolo coniglio)

-E allora che cos’è?

…….

Federica

Non solo. Il lavoro che vi stiamo presentando  ha creato la tanto ambita rete, quella concreta, che può unire biblioteche, giardini, spazi, persone,  partendo dalla scuola del territorio.  Nel caso di una scuola cittadina, il territorio può essere il quartiere, ad esempio, con la sua biblioteca, se ha la fortuna di averne una. In questo caso stiamo parlando della scuola dell’infanzia Zizzi di Fano e della biblioteca di città.

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Tutto è partito  da una stanza svuotata dai giochi e riempita di scatole. Questa era la situazione stimolo iniziale. In un momento di cambiamento di gran parte del personale docente, come spesso accade nelle scuole, il libro si è inserito in un percorso ed è stato anche un aiuto per i bambini e  per i nuovi adulti, fungendo da ponte tra di loro, come meglio si legge nella testimonianza sotto riportata.

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L’albo di cui stiamo parlando è Non è una scatola di Antoinette Portis col coniglio protagonista che gioca in tutti i modi con una scatola di cartone.

Ma andiamo per ordine.

I bambini uniti  in gruppi, hanno inventato  storie guidati dalle emozioni di questa situazione  iniziale. Le loro storie  sono state raccolte in un’unica che è divenuta la Storia del gigante del Paese dei Non. 

Dunque, la narrazione ancora una volta è venuta incontro al vissuto di una circostanza di scombussolamento, rendendola esperienza accolta, creativa, e progetto. Quindi, speranza.

Dalla storia al libro. L’albo  di A. Portis a questo punto è divenuto filo conduttore di un lavoro che ha coinvolto i bambini durante tutto l’anno scolastico.

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IL Paese di Non è un paese con una grossa fabbrica di scatole.  Naturalmente gli adulti, avendo serie difficoltà a vedere in una scatola niente altro se non una scatola,  senza l’aiuto dei piccoli avrebbero girato i tacchi per andarsene, e allora il paese sarebbe scomparso per sempre. Per fortuna l’intervento dei bambini è stato tempestivo ed  il paese è divenuto luogo di intreccio di destini, con le scatole trasformate in treno, giochi, maschere.  È  così che il gigante che abita il castello del paese dei Non, anch’esso fatto di cartone,  non ha più spaventato neppure i grandi, sempre così impauriti da ciò che è fuori da canoniche  misure.

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Jessica Omizzolo, coordinatrice psicopedagogica della scuola e che ha proposto il libro, ci ha inviato non solo testimonianze visive, ma una descrizione concettuale e pratica del progetto che può essere occasione di interesse per chiunque lavori con i bambini, oltre che dei curiosi, naturalmente. Riportiamo il pdf in fondo insieme alla storia del paese del gigante che è stata realizzata come punto di partenza del lavoro.

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Come dicevo, il paese dei Non è stata solo la prima tappa del viaggio.  Le scatole sono divenute anche, infatti, scatole delle meraviglie,  dentro la biblioteca MeMo (memoteca Montanari).  Scatole piene di libri.

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Basandosi sull’idea di seguire  le tracce dei bambini, di accompagnarli nel lavoro a scuola, cercando di accogliere i segni che da loro arrivano nel quotidiano, ecco alcune testimonianze di un grande lavoro, che si è concluso  con una drammatizzazione e festa di fine anno scolastico.

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…….

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Insomma, seguendo il coniglio, il percorso è  ricco di tesori.  Vale la pena impegnarsi per scoprirli.

Sotto le testimonianze

Storia del gigante

PROGETTO EDUCATIVO NON E’ UNA SCATOLA pdf

Tribù dei lettori. Volano i ricordi con Roberto Parmeggiani e “La nonna addormentata”

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Siamo stati a Roma con Roberto Parmeggiani e la nonna. La nonna addormentata. Prima tappa, la scuola primaria dell’ istituto comprensivo Nicolai. L’autore del libro, con i disegni di Joao Vaz de Carvalho, ha incontrato in un caldissimo pomeriggio romano due seconde elementari in questa scuola nel quartiere di San Basilio. Un lungo viaggio per raggiungere la zona ci ha condotti insieme a Saba Farivar della Tribù.  L’idea della Tribù era, infatti, quest’ anno di allargarsi e coinvolgere nel progetto anche zone più periferiche della città, spesso mal raggiunte e dunque sacrificate.

Roberto Parmeggiani ha accettato doppiamente volentieri l’invito.  Si trattava di un pomeriggo dell’ultimo giorno di scuola, per giunta un venerdiì. Tutte le circostanze per trovare stanchi ragazzi, in attesa di un tuffo dell’acqua liberatorio, ma anche felici di concludere l’anno con un evento speciale, magari.

E in effetti un fiume di voci,  domande, pensieri, ricordi ha travolto lo spazio palestra della scuola…

Prima il cerchio, naturalmente. E le presentazioni. Ma ogni bambino ha presentato il suo vicino. Doveva dire una cosa che piaceva fare al compagno seduto accanto a lui sul tappeto della palestra. E sono emersi punti di vista diversi…

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Poi il libro…

La mia nonna dorme.

La mia nonna dorme tutto il giorno.

La mia nonna dorme tutto il giorno, da un mese.

– Ma allora è morta…

Ma è la tua nonna ? E se tu hai scritto questo libro, e quella era la tua nonna, come hai fatto a scriverlo da bambino?

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Prima di addormentarsi e prima di fare delle cose strane,

io passavo tanto tempo con la mia nonna.

Leggevamo tanti libri e mi raccontava tante storie.

Cucinava le pizzette e me le dava per merenda.

Mi portava in edicola e mi comprava le figurine.

Mmmm,  buone le pizzette!

Mia nonna cucina le patate arrosto buonissime,

mia nonna le lasagne

La mia nonna è morta tanto tempo fa

Pensieri, ricordi e desideri scorrevano ininterrottamente nelle parole di tutti…

Poi un bel saluto e tante tante domande

La seconda tappa è stata sabato mattina alla biblioteca Mameli di via del  Pigneto.

Ad accoglierci, un gattone nero, dall’aria di saperla lunga sul luogo.

E’ stato lui ad accompagnarci all’ingresso. Si sa, che i gatti amano i libri, oltre alle trattorie

Qua, nell’atrio della biblioteca, c’era il simbolo della Tribù dei Lettori, il tepee con i libri. Siamo entrati.

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Dalla cartella Roberto ha estratto il libro

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E ,dopo la lettura, un aquilone

La mia nonna forse sogna.

La mia nonna forse sogna le cose che le piacciono.

La mia nonna forse sogna il mare, la limonata,

il pane e gli aquiloni.

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Fogli ritagliati  e un filo di lana per unire pensieri, ricordi, della nonna, dei nonni o di qualcuno di caro e poi legarli all’aquilone

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Alla ricerca delle parole

mentre c’è chi legge le figure dei libri

La coda dell’aquilone è sempre più lunga, i ricordi sono tantissimi e si fanno compagnia…

Immaginiamo per ora custoditi nella cartella dell’autore. E poi?

Il coraggio di ribellarsi nel racconto della tradizione orale. “Il piccolo coniglio bianco ” su La coda dei libri

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Una volta un bambino di 4 anni,  sentendo il canto Bella Ciao intonato da un coro in una piazza di Firenze ,  mi ha chiesto chi fossero questo “invasor”  e questo “partigiano” del testo.

Mi  sono venute subito  in mente la capra caprona e la formica Santippa de Il piccolo coniglio bianco di Xosé Ballesteros e Oscar Villan, che avevamo letto insieme il giorno prima.

Tutto chiaro. Naturalmente, non nel senso di una chiarezza e di valori assoluti e validi per tutti. Piuttosto, la canzone, grazie al racconto, ha richiamato significati interiori per lui perfettamente spiegabili ,a quel punto, e riconducibili al suo vissuto.

Questo libro è per me una fonte continua di divertimento, gioco, e occasione di confronto con i più piccoli su questioni fondamentali dell’esistenza umana, quelle che loro si trovano prestissimo ad affrontare.

La prepotenza del più grande,  che, però,   non è sinonimo di forza, la paura, il coraggio di ribellarsi a ciò che sembra enorme ed invincibile e al contrario, può  rivelarsi debole ed effimero, proprio a causa della stoltezza su cui si basa, l’illusione delle apparenze,  delle dimensioni,  l’ amicizia..

Il racconto si intreccia con la storia, intesa come passato dell’umanità. Tutto torna. In fondo, la Storia è innanzitutto quella tramandata oralmente, quella dei nonni, o di chiunque ci abbia raccontato o abbia per noi rappresentato accadimenti, vissuti, riconducibili ad un passato personale che è anche Storia.

Il carisma della favola della tradizione orale, il suo potenziale,  si svelano al massimo in questo adattamento di una novella del folclore portoghese, che richiama la nostra più nota capra ferrata.  I disegni di Oscar Villan e il testo di Xosé Ballesteros, inseriscono nel contemporaneo una voce che viene dal passato perché, grazie a nuovi linguaggi, a nuove espressività, la tradizione non muore e si offre con la sua essenza e carica simbolica universale nel tempo e nello spazio.

Nel libro, il coraggio della collaborazione e della solidarietà è quello che vince, ma inteso anche come curiosità,  dissacrazione, gioco. E viene premiato. Come?

Stefania Liverini lo ha scritto già nel titolo di questa sua  riflessione sull’albo che felicemente condividiamo dal nostro blog: “Per una zuppa di cavoli”

Eccola. Da  “La coda dei libri”

https://lacodadeilibri.wordpress.com/2015/06/16/per-una-zuppa-di-cavoli/