“La nonna addormentata”: conversazione con lo scrittore Roberto Parmeggiani. Prima parte

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Oggi Roberto Parmeggiani  é ospite presso il nostro stand a Bologna Children’s Book Fair per  dedicare il libro, da lui scritto e illustrato da     João Vaz de Carvalho, “La nonna addormentata”.
Alle 18.30 incontrerà il pubblico presso la libreria Trame di Bologna.
Tra ricordi, presente e passato, la voce di un bambino che parla di e con sua nonna con cui ha condiviso storie, sapori, amore, e  che dorme da un mese. Finché un giorno scompare e il pensiero del bambino vola alto con l’ immaginazione.
Abbiamo rivolto alcune domande all’autore del testo, che oggi alle 10.30 è intervenuto al convegno “Il dromedario e il cammello. Disabilità, specialità, differenze, risorse nei libri per ragazzi”.  Evento coordinato da Ibby Italia, nella sala Suite della fiera del libro illustrato.
 
La prima parte ve la proponiamo stasera.
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Nel libro le buone cose che la nonna preparava sono uno  degli elementi affettivi e identificativi della relazione.
E per te? Cosa ti preparava tua nonna che era così speciale?
 
Ho due ricordi molto chiari legati al cibo.
L’appartamento in cui vivevo si trovava sopra il forno che gestiva la mia famiglia. Ogni mattina mi svegliavo cullato dal profumo del pane che saliva fino in camera mia e, prima di andare a scuola, passavo in negozio a prendere la merenda che la mia mamma e la mia nonna avevano preparato per me, i miei fratelli e i miei cugini.
Ogni giorno tornavo da scuola e pranzavo da mia nonna con i miei cugini. I miei genitori lavoravano così lei preparava, in una grande pentola, la pasta al pomodoro che poi tutti mangiavano.
 
L’immagine- ricordo della nonna filtrata con gli occhi del bambino è piena di fantasia, vola alto fin dall’inizio. Per te il rapporto di affetto con i nonni è stato particolare? Come lo definiresti?
Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia in cui i confini tra i nuclei erano piuttosto aperti, per cui ho passato molto tempo con i miei nonni e i miei cugini che vivevano in un appartamento di fianco al mio. In estate, per esempio, durante le vacanze accompagnavo mio nonno, che era un fornaio, a fare le consegne del pane ai vari negozi e trascorrevo un mese intero al mare con lui e mia nonna. Il rapporto speciale era quello quotidiano, fatto di cose semplici e legate alla loro vita di tutti i giorni, al lavoro, ai pomeriggi a giocare a carte e  anche a qualche sgridata.
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 Come spiegheresti a un bambino, che una realtà finisce, ancora di più, qualcosa che ama e da cui è amato finisce,  e inizia un’altra realtà invisibile e misteriosa?
 
Quando scrivo io non mi pongo l’obiettivo di dare risposte ma, più semplicemente, di dare parole che possano essere usate per raccontare, definire, dire le emozioni. La morte, che rimane il più grande dei misteri, è una forte emozione che spesso, anche noi adulti, fatichiamo a dire, ci mancano le parole per spiegare quello che sentiamo, che proviamo, come stiamo sperimentando. Se riuscissimo a essere più liberi e capaci in questo, non ci sarebbe bisogno di spiegare perchè la convivenza con i fatti della vita sarebbero il modo più semplice per aiutare i bambini a scoprire naturalmente anche un passaggio difficile come quello della morte.
Continua…
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Roberto Parmeggiani  al tavolo con alcuni degli altri ospiti del convegno”Il dromedario e il cammello. Disabilità, specialità, differenze, risorse nei libri per ragazzi”.  Ha coordinato Silvana Sola, presidente Ibby Italia.  Vicino: Annalisa Brunelli che lavora con Roberto per Accaparlante, Centro Documentazione Handicap,  e la scrittrice inglese Sally Gardner.

 
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2 risposte a ““La nonna addormentata”: conversazione con lo scrittore Roberto Parmeggiani. Prima parte

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