Archivi del mese: febbraio 2015

L’ironica e malinconica lettura di “Cari estinti”

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Malinconia e ironia. Questi due elementi sembrano accompagnarci dalla prima all’ultima pagina di “Cari estinti” di Arianna Papini.

La rete bibliotecaria bergamasca ha in queste due caratteristiche sintetizzato perfettamente l’opera dell’autrice toscana, nel suo piccolo spazio per le segnalazioni.

https://www.facebook.com/retebibliotecariabg

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“Grazie!” su Le letture di Don Chisciotte

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Si parla ancora una volta di filosofia, riflettendo sul libro “Grazie!” di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho.  A ragion veduta. Perché come dice l’autrice di questa nuova segnalazione, Eleonora Bellini, i bambini che sono sempre un po’ filosofi,  lo sanno che ci sono dimensioni in cui non c’è un giusto e uno sbagliato ma delle diversità a confronto.

Da “Le letture di Don Chisciotte” una riflessione sul gioco degli opposti nel libro degli autori portoghesi, novità del nostro catalogo.

http://leletturedidonchisciotte.blogspot.it/2015/01/grazie-di-isabel-minhos-martins-e.html

Per scaldarsi ci vuole la lana. E le storie. Allo Spazio Libro con “Pecorella dammi lana”

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Allo Spazio Libro nella palazzina dell’ex fabbrica Fila a Firenze,  si è tenuto un’altra attività da libro del nostro catalogo.

Questa volta l’evento  era dedicato a “Pecorella dammi lana”di Isabela Minhós Martins e Yara Kono.

Una mattinata che ha davvero scaldato grandi e piccoli con la narrazione da parte di Lola Barceló e la piccola scenografia realizzata insieme a Laura Bonomo che gestisce lo spazio.  Poi, fuori dallo stanza del teatro, laboratorio con la lana e le pecorelle realizzate con carta e cartoncini reciclati di varia origine.  Ogni tipo di carta una qualità  diversa. Tanti gomitolini di lana colorati, con tocco di classe, l’etichetta realizzata ad hoc con l’immagine di copertina del libro.

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Pecorella, dammi lana.

-A che ti serve la mia lana?

– Voglio fare un maglioncino per star bene riparato.

E se copro il mio pancino non sarò più raffredato.

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– Pecorella, dammi lana

-A che ti serve la mia lana?

-Voglio fare una cuffietta per tener calda la testa.

Con le orecchie ben coperte

nessun male mi molesta.

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Pecorella, dammi lana.

A che ti serve la mia lana?

– Voglio fare delle calze

Perché più non muovo i piedi!

Guarda come sono freddi,

pecorella, non lo vedi?

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Dalla testa ai piedi, fino a che la pecorella dona tutta la sua lana e allora..

 

– Pecorella, pecorella

con la lana mi son fatto

un maglione e una cuffietta

e son proprio soddisfatto.

Una sciarpa, dei guantini

 e delle calze che ho già qua

ma ho pensato, pecorella…

se facessimo a metà?

.

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Quindi…tanti mini gomitili per far coprire a piccole mani laboriose tante mini pecorelle…

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con brevetto “Pecorella dammi lana”..

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…E poi tutti al lavoro

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“Grazie!”: la parola a Isabel Minhós Martins

Abbiamo conversato con Isabel Minhós Martins in occasione dell’uscita del libro “Grazie!”, questo “piccolo bel libro di filosofia” come Carla Ghisalberti lo ha definito nella sua recensione (http://letturacandita.blogspot.it/2015/01/la-borsetta-della-sirena-libri-per_29.html). 

Dopo gli studi in Belle Arti a Lisbona l’autrice  è giunta a dedicarsi al suo ambito artistico prescelto, la scrittura.  Insieme, tra gli altri,  a Bernardo Carvalho, autore delle illustrazioni di “Grazie!”,  ha dato vita al progetto Planeta Tangerina, una delle realtà editoriali contemporanee più impegnate e interessanti nel panorama della letteratura infantile europeo.

Per Kalandraka Isabel ha pubblicato anche “Pecorella dammi lana”, con le illustrazioni di Yara Khono. 

Le abbiamo rivolto cinque domande, partendo dalla nostra novità editoriale.

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Qual è stata la molla che vi ha spinto a scrivere un libro in cui la
parola “grazie” sembra riacquistare il suo significato più genuino?

Credo che l’energia di questo libro venga dal proverbio africano che esiste in molte lingue e paesi con diverse formulazioni e che dice qualcosa come “ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino”.
Oggi abbiamo bisogno di questo villaggio, non solo per una questione di sicurezza; va bene, tanti occhi che si occupano di un bambino è una bella idea se è nel senso della comunità che si prende cura, dove “tutti si prendono cura di tutti”, ma soprattutto perché non abbiamo bisogno di bambini isolati, che vivano solo con i loro genitori e i loro insegnanti in una vita in bianco e nero “scuola-casa-scuola-casa”.  C’è bisogno di tante voci intorno a loro, tante “verità”, tanti contesti. Solo così cresceranno più fiduciosi, più tolleranti, più aperti al mondo, più consapevoli della varietà di idee e ipotesi che esistono intorno a loro (e naturalmente i libri possono essere voci importanti e alternative).
Sono cresciuta in una famiglia grande, con molte zie, zii, cugini, e penso che fosse molto importante per me imparare cose così diverse (e a volte contradditorie) con tutti loro. È così che mi sono formata.

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Quali figure ti vengono di più in mente dell’ infanzia che hanno contato nella tua formazione?

I miei genitori, naturalmente, ma anche mia nonna Maria che era una donna molto forte!
Sapeva esattamente cosa voleva… E amava tanto la vita che, fino ai novanta, attendeva ogni mattina con grandi aspettative, curiosità e speranza. Questa è stata una lezione importante per me da bambina e anche da adulta. Ancora oggi, a 15 anni dalla sua morte, la ricordo ogni giorno.

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Chi è più difficile ringraziare?

Per me non è difficile dire grazie. Ho imparato a dire “grazie” e “ti voglio bene”… e tutt’oggi lo dico quando sento di doverlo dire.

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Come è nata  la collaborazione tra te e Bernardo Carvalho a questo libro?

Io e Bernardo siamo amici da quando avevamo 14 anni. Abbiamo studiato insieme, siamo come fratello e sorella, credo. Abbiamo anche fondato, insieme ad altri amici, il progetto Planeta Tangerina, una casa editrice portoghese indipendente dove pubblichiamo molti dei nostri libri. È bello avere questa libertà di creare e trasformare in libro le idee che ci vengono a trovare.

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Oltre che autori e illustratori siete anche, appunto, tra i fondatori della casa editrice Planeta Tangerina.
Qual è la parte più difficile, secondo voi, del mestiere di editore?

Credo che la parte più difficile sia dire “NO, GRAZIE” a tutte le persone che desiderano fare un libro per bambini. Non è sempre facile spiegare perché si declina un progetto

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Grazie-It_01.pdf

Vorremmo essere coerenti. Intervista a Lola Barceló di Kalandraka Italia su Milkbook.

Storie, libri per bambini e app di qualità

Francesca Tamberlani è sociologa, giornalista professionista, web writer … Tutto questo ha scelto di metterlo al servizio di una passione che ha preso la forma di quella che potremmo definire una vera e propria missione. Per comprenderlo citiamo un estratto delle stesse parole con cui la giornalista si presenta sul blog da lei curato “Milkbook”:

” (…) Leggere rende liberi, sicuri di sé, aperti verso gli altri, capaci di ragionare con la propria testa e di esprimersi senza imbarazzi.
Ma non tutti i libri sono uguali! Alcuni di questi sono poveri, sciatti nei contenuti testuali e nelle immagini, infarciti di banalità e stereotipi.
Milkbook intende aiutare mamme, papà, educatori e adulti in generale a selezionare, riconoscere e proporre ai bambini libri e app di qualità. (…)”
All’interno del blog anche un’intervista agli editori di settore.

Una bella occasione di approfondimento anche per chi sia curioso di scoprire meglio i significati e le proposte del mondo della letteratura per l’infanzia contemporaneo.
Le sue tredici domande le ha rivolte anche a noi. Qua il link:
http://www.milkbook.it/intervista-kalandraka/

La bambina con le orecchie di farfalla