Impronte di visioni, un master di illustrazione a grande respiro

Stamani si è tenuta la presentazione di alcune delle classi del master di illustrazione Impronte di Visioni. Al master parteciperà anche Lola Barceló, direttrice di Kalandraka Italia con una lezione dal titolo “Dall’albo al libro illustrato: viaggio di andata e ritorno” che si terrà il 27 febbraio. Tutto il percorso inizierà il 13 febbraio e si concluderà il 6 giugno 2015, nei locali della Scuola Internazionale di Comics di Firenze.  Tra i docenti anche Arianna Papini, autrice per Kalandraka di “Chi vorresti essere?”, “È una parola”, “Cari estinti”.

Anteprima_Master_Illustrazione_Esterno

Flyer_Master_Illustrazione_Interno

Ed è un caro estinto il protagonista della locandina del master, il coguaro, ritratto proprio da Arianna Papini nel suo libro dedicato ad alcune delle specie estinte negli ultimi tempi per mano dell’ uomo, “Cari estinti”, appunto.

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Alla mattinata di presentazione hanno partecipato oltre a Lola Barceló: Teresa Porcella della libreria Cuccumeo, responsabile del corso, lo scrittore argentino Jorge Luján, le illustratrici Sophie Fatus e Brunella Baldi, Arianna Papini, Barbara Schiaffino della rivista e del premio Andersen.

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Diverse figure professionali  per un corso insomma che vuole dare una panoramica ampia, in cui non ci si limiti all’idea tecnica dell’illustrare ma in cui si parte dal riacquistare la capacità del creare, quella personale di cui  ognuno di noi è dotato ma che da molto presto ci si esercita a mettere da parte e dimenticare. Un confronto, poi, col mondo dell’editoria, fondamentale, per chi voglia intraprendere professionalmente la strada dell’ illustrazione,  che porta al libro.  Molti gli spunti teorici e filosofici dell’incontro di stamani.  E mancavano tutti quelli che non erano riusciti a raggiungere Firenze ma che terranno classi all’interno del corso.

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Non potendo fare un resconto dell’evento e non essendone neppure intenzione in questa sede, sceglierei le parole con cui Lola Barceló ha chiuso la mattinata facendo appallo a Gianni Rodari e alla sua nota storia del signore con l’orecchio acerbo,  che rispecchia l’ idea della direttrice di Kalandraka degli elementi fondamentali per lavorare con l’arte e l’infanzia e simboleggiano bene lo spirito del corso, perché l’orecchio acerbo:

“mi serve per capire,

le cose che i grandi non stanno mai a sentire:

ascolto quel che dicono gli alberi, gli uccelli,

le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,

capisco anche i bambini quando dicono cose

che a un orecchio maturo sembrano misteriose…”

(da Parole per giocare, Gianni Rodari 1979, Manzuoli, 1979)

Così dice il protagonista del racconto, un viaggiatore sul treno diretto Capranica-Viterbo che di giovane, anzi di acerbo,  ha ormai solo un orecchio e se lo tiene ben stretto.

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