Archivi del mese: novembre 2014

“Stormo” nella pagina di Associazione Italiana del Libro

Sul blog Associazione Italiana del Libro una lettura di “Stormo” da parte della ricercatrice di letteratura giovanile Claudia Camicia già tra le  curatrici di Pagine Giovani nel Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile.  (http://www.gruppoletteraturagiovanile.it/).  Ringraziamo per la segnalazione e condividiamo la recensione.

stormo-It-1.jpg-PER-WEB

http://www.associazioneitalianadellibro.it/site/2014/11/18/stormo-kalandraka/

Le voci dei “Cari Estinti”. Riflessioni con l’autrice Arianna Papini

cari estinti It-1(1)

Abbiamo parlato con Arianna Papini in occasione dell’uscita di “Cari Estinti“, il suo ultimo libro appena pubblicato  da Kalandraka. I cari estinti sono venti specie animali, scomparse in conseguenza delle azioni umane sul loro habitat o direttamente  su loro stessi.  Arianna Papini gli dà voce facendoli tornare a parlarci dall’aldilà con  poetici e ironici  epitaffi accompagnati da ritratti. Dove principi, re e nobili personaggi dipinti non sono quelli di importanti famiglie del passato, ma sono alcune delle tantissime specie animali   che non sono più tra noi. La prima parte delle considerazioni dell’ autrice  l’avevamo pubblicata per presentare il ritratto “La pecora Dolly“,(https://libripersognare.wordpress.com/tag/libri-per-sognare/) premiato a Lucca Comics al concorso “Ritratti rivoluzionari”,  come anticipo dei temi di “Cari estinti”. Da qualche parte tra le pagine del libro si nasconde infatti anche lei, la pecora clonata. Sta al lettore scoprirla tra le parole degli animali. Qua vi suggeriamo la seconda parte con i punti  di  riflessione che le abbiamo proposto.  Siamo partiti dalla ricerca  svolta per il suo lavoro, per arrivare  a parlare di poesia.  Ci siamo confrontati poi su una questione che emerge sempre  nell’opera di Arianna, per la quale tutto parte  dalla relazione con l’altro,  la  diversità come fonte di conoscenza, di paragone  per la scoperta di sé.  Questo ci ha riportato anche ai protagonisti di un altro albo, i primati di Anthony Browne nel libro “Un gorilla. Un libro per contare”, in cui lo sguardo dei nostri antenati, le scimmie, ci fa da specchio. E infine una riflessione su speranza e infanzia per riparlare di un vocabolo che, oltre all’uso comune, ha come ogni parola, un  preciso senso vitale e esistenziale. Ecco alcuni pensieri  in libertà che l’autrice ci ha offerto in questa occasione.

11

La ricerca

Questo libro mi è costato molto da un punto di vista emotivo. La mia ricerca quindi è stata solo una ricerca storico-scientifica. Mi è sempre interessato mantenere viva la memoria di ciò che non c’è più, ho iniziato quindi dagli animali estinti da molto tempo, come il Dodo che forse è stato proprio il primo che ho scelto perché mi è molto simpatico e fin da bambina rimpiangevo il fatto di non poterne incontrare mai uno. La ricerca delle immagini mi ha condotta a quegli esploratori che sono stati la causa prima dell’estinzione, che spesso erano studiosi e avevano la capacità di documentare attraverso disegni e stampe ciò che vedevano.  Ci sono le liste ufficiali anche sul web degli animali  estinti ma mi ha divertito, durante la ricerca, scoprire che su molti animali l’uomo non sa con certezza. Loro si sono nascosti, sono scomparsi alla nostra vista ma spesso non abbiamo potuto affermare realmente che non esistessero più.

Premiazione-Lucca-Junior

Nella foto Arianna Papini durante la premiazione a Lucca Comics per la sua opera “La pecora Dolly” nel contesto “Ritratti rivoluzionari”.

Questa sorta di nascondino mi ha riportata alla possibilità di giocare sul sapere e il non sapere.  L’uomo non accetta di ammettere che la maggior parte dello scibile non sia spiegabile razionalmente e scientificamente, questo mi ha sempre divertito molto.  Amo pensare che certi animali rarissimi stiano nascosti prendendoci in giro, un po’ come fanno i Cari Estinti del libro. Gli umani adulti in particolare danno sempre risposte alle domande, rispondono cose assurde pur di non ammettere di non sapere, soprattutto quando a chiedere sono i bambini. In realtà capire che la nostra conoscenza è limitata rappresenta una grande opportunità: non siamo padroni dell’universo, facciamo parte di qualcosa di immenso e inspiegabile, entità infinite e affascinanti che la nostra mente non riesce neanche ad avvicinare, se non con la spiritualità e la fantasia. Dire ad un figlio che non sappiamo la risposta alla sua domanda significa insegnargli la dignità e la consapevolezza dei propri limiti. Spesso dalle domande dei miei figli sono nati i libri che amo di più: non avrei mai saputo dare loro una risposta, così ho scritto e dipinto immaginando e ipotizzando vie di comprensione da leggere e immaginare insieme.

Premiazione_Arianna-Papini

la poesia…
 Il linguaggio poetico è quello di cui si servono i bambini ed è quello che purtroppo spesse volte dimentichiamo di usare quando diventiamo persone adulte. Le domande dei bambini, ma anche le loro risposte, se le ascoltiamo ci portano il più delle volte pura poesia. Certe definizioni o anche le parole un po’ cambiate in modo da rendere più forte quello che vogliono esprimere, è semplicemente ciò che fanno i poeti che, come i pittori, tengono con sé la loro parte bambina come valenza preziosissima. È per questo che la poesia giunge ai bambini in modo molto diretto, senza ostacoli, con la sua musicalità, la possibilità di essere cantata e suonata, le licenze che fanno scivolare via parole su frasi imperfette e dunque indelebili nella memoria. Lo stereotipo, come la ricerca della perfezione, sono frutto di un tempo critico, quello in cui viviamo e in cui dobbiamo osservare le forme dei bambini fin dalla gestazione per decidere se sono abbastanza perfetti per nascere. Ma cos’è l’imperfezione? A mio parere è poesia, poiché ci rende possibile distogliere lo sguardo da ciò che conosciamo e ci prefiguriamo per portarci in luoghi nuovi, altamente creativi. La rima a me serve invece per limitare messaggi dirompenti, che mi fanno soffrire profondamente e che contengono troppe parole e definizioni. Così, misurando le sillabe e cercando la rima, tutto questo infinito paesaggio di vocaboli e sentimenti si restringe e, in questo modo, riesce a contenere anche ciò che provo, che è da sempre troppo forte.
La speranza…
 1380688_10201616338802577_940843281_n

La speranza è ciò di cui i bambini sono fatti, come la poesia. La mia esperienza in oncologia pediatrica mi ha insegnato una cosa grande, che i bambini sono fatti essi stessi di speranza e che la fiaba la può coltivare anche in noi, creando un ponte di gioia perfino in luoghi densi di dolore. Senza speranza sarebbe inutile scrivere, cosa scriveremmo a fare? Vogliamo dare ai bambini messaggi importanti, i miei libri sono sempre lettere che spedisco a qualcuno che conta nella mia vita ma che poi, tramite l’editore, arrivano per incanto a tante persone. Sono un mezzo di diffusione meraviglioso perché non conosciamo i nostri lettori, se non in piccolissima parte.

CARI_ESTINTI_DEF_071014-5

Questo è molto bello ma rappresenta anche una grande responsabilità. Scrivere per i bambini non è, come alcuni pensano, più facile che scrivere per adulti. A una persona che è già cresciuta ti puoi permettere di parlare anche senza pensare troppo, i bambini colgono invece i linguaggi in ogni sfumatura e vengono colpiti in modo fortissimo dall’assenza di speranza. Fortunatamente io per carattere speranza dentro di me ne trovo sempre, per cui non faccio fatica anzi, mi sento compresa dai bambini, colgo i loro messaggi di approvazione quando ho la fortuna di incontrarli e questo mi fa pensare che forse ho inboccato la strada giusta, anche se siamo tutti solo all’inizio del nostro percorso umano e professionale.

CARI_ESTINTI_DEF_071014-23

È un dovere di noi scrittori diffondere la speranza che le cose possano cambiare, perché senza speranza non esiste educazione, dobbiamo credere che le persone apprendano sempre nella vita, ce lo insegnano grandi personaggi come Picasso o Maria Lai, rendendoci chiaro che possiamo giocare e quindi sperare anche in tarda età. Così in questo libro a cui tengo moltissimo troverete animali estinti ma anche altri di cui non si sa se sono estinti o nascosti, altri ancora che sono in pericolo di estinzione. Tutti loro parlano rivolgendosi a noi, ci dicono cosa vorrebbero che accadesse, ci mandano un forte messaggio che dobbiamo accogliere insieme, adulti e bambini. Ma i bambini rappresentano il futuro e dunque incarnano la speranza essi stessi: per questo dovremmo avere più fiducia in loro ed affidarci alla saggezza dell’infanzia in questo percorso di consapevolezza e cambiamento.

AriAcciaiolo(1)

 Il confronto con l’altro…
  Gli animali estinti e quelli ancora presenti su questa terra rappresentano la grande ricchezza nella varietà che il mondo, la natura o altro di cui non sappiamo, ci ha donato. Perché l’uomo getti via tutto questo con grande facilità resta un mistero, ma un dubbio ce l’ho sempre e riguarda l’ignoranza delle persone. Ignorare significa non sapere, non conoscere.  Abbiamo il dovere di conoscerci tra esseri diversi e di saper cogliere in questo la grande ricchezza del mondo. Dobbiamo essere curiosi, instancabili nella ricerca di noi stessi, poiché solo così abbandoneremo gli stereotipi essendo ogni persona e ogni essere vivente unico e irripetibile.
 

“Stormo” su AtlantideKids

stormo-It-1.jpg-PER-WEB

Barbara Ferraro ci segnala la recensione di “Stormo” di David Daniel Álvarez Hernández e  María Julia Díaz Garrido  sul blog AtlantideKids, letteratura per l’infanzia. Pone l’accento sulla naturalezza dell’umano bisogno di guardare oltre quello che si ha, di scoprire e conoscere e di come  questo stesso moto si rivolga contro noi stessi  se si  dimenticano  i  buoni propositi che lo hanno generato, come ci dimostrano gli uccelli protagonisti del libro,  che alla fine non si accorgono di essersi ingabbiati da soli.  Ma alla fine una speranza c’è.  E qui la critica lascia che sia il lettore a scoprirla nel libro.

Link alla recensione:

http://atlantidekids.wordpress.com/2014/11/19/uno-stormo-per-librarsi-in-volo-e-rifuggire-gli-eccessi/

“Stormo” su Libri Manent

Loris Gualdi della rivista  LG Argomenti ci segnala  la recensione di “Stormo” su Libri Manent, una nuova realtà on line nata dalla volontà di divulgare prodotti di qualità indirizzati ai più giovani. Recensioni e approfondimenti dedicati alla letteratura per l’infanzia.

Ecco la segnalazione

STORMO …Una storia onirica e surreale, delicata e straordinaria

http://www.librimanent.it/recensioni/stormo.html

stormo-It-1.jpg-PER-WEB

La parola agli autori. “Stormo” e il gioco di contraddizioni dei suoi protagonisti

stormo-It-1.jpg-PER-WEB

Vi abbiamo anticipato in occasione della premiazione di Arianna Papini a Lucca Comics per l’opera “La pecora Dolly” l’arrivo di un libro. In cui le conseguenze della devastazione dell’ambiente da parte dell’essere umano nelle più svariate modalità emergono dalle parole degli animali. Fine. Per ora. Torniamo indietro, agli uccelli protagonisti della  nostra ultima pubblicazione. Gli uccelli  di “STORMO” che finiscono per portare desolazione e distruzione al mondo e quindi a sé stessi. Ma con una speranza. Che ci riporta all’origine, ricordandoci quello che siamo. E qui passato e futuro non possono fare a meno l’uno dell’altro per ricominciare, per  ripartire, da quella desolazione.  Abbiamo rivolto tre  domande agli autori messicani   María Julia Díaz Garrido e David Daniel Álvarez Hernández autori che con questa opera prima, magistralmente illustrata, hanno vinto il  V Premio Compostela per Albi Illustrati.  Cercando di non voler offrire risposte o sostituirsi all’esperienza personale di ciascun lettore,  abbiamo un po’ indagato su alcune scelte  del lavoro dei due artisti.

juliadiaz david
Perché avete scelto un’ambientazione non contemporanea per la vostra storia e con l’uso del bianco e nero? Gli aspetti dell’ambientazione e dei costumi si riferiscono a un periodo storico preciso?

L’epoca in cui si colloca la storia fa parte del gioco di contraddizioni del libro. I personaggi credono di avere ottenuto tutto, gli hanno fatto credere che è il momento culminante  per la loro specie, quello di maggior progresso, sviluppo e comodità. Ma noi, che li osserviamo da un’epoca successiva, percepiamo i loro abiti, i loro stili di vita, i loro dispositivi come anacronistici e obsoleti, quindi ne deduciamo che non stavano al punto in cui pensavano di essere. Sicuramente, è la stessa cosa che penseranno di noi in futuro.
In alcuni casi l’abbigliamento aiutava a potenziare il significato delle illustrazioni.
L’assenza di colore accentua l’idea di una collocazione nel passato, desideravamo trasmettere la sensazione che siamo di fronte a istanti del passato di questa specie.

stormo-It-B-8

Com’è nata l’idea degli uccelli come protagonisti del libro?

Abbiamo scelto gli uccelli perché ogni specie possiede un significato legato alle sue caratteristiche, sono concetti che tutti conosciamo e osserviamo quotidianamente; per esempio l’aquila è la grande cacciatrice, il pavone reale è associato alla bellezza, la colomba alla pace eccetera. Queste associazioni permettono che il contrasto tra immagine e testo sia costante e che l’unione di entrambi conferisca maggiore impatto alle idee che desideriamo esprimere.

stormo-It-B-12

stormo-It-B-13Perché avete scelto come immagine conclusiva quella del piccolouccello che vuole imparare a volare anche se è legato ?

Perché la possibilità di cambiamento è nelle nuove generazioni e nel loro sforzo di recuperare conoscenze e abilità ma sempre col sostegno delle generazioni precedenti. La piccola appare legata perché non è ancora pronta per volare da sola, cambierà pian piano le sue abitudini.

stormo-It-B-15

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Stormo-It_01.pdf
_______________________________________________________________________

Il ritratto rivoluzionario della pecora Dolly e di chi non c’è più. Anticipo sul prossimo libro di Arianna Papini

Arianna Papini è stata premiata dalla giuria del concorso “RITRATTI RIVOLUZIONARI” in occasione di Lucca Comics. Ma non aspettatevi immagini di donne e uomini, come sarebbe prevedibile. La sua rivoluzionaria è una pecora. La pecora Dolly. Da dove viene questo ritratto e perché ha scelto questo soggetto?

Vi anticipiamo che si tratta di una piccola anteprima della nostra prossima novità editoriale. Sotto un altro lavoro dell’autrice, l’immagine dell’orsa Daniza, morta dopo essere stata addormentata perché difendeva i suoi cuccioli da un cercatore di funghi,  che è stata pubblicata su ILLUSTRATI di questo mese. C’entra. Eccome. Scoprite perché dalla parole di Arianna Papini in questa prima parte di un’intervista che le abbiamo dedicato.

©Arianna Papini Pecora Dolly

Il tema di quest’anno a Lucca Comics è “Revolution” e il tema del concorso di illustrazione era “Ritratti rivoluzionari”. Questo titolo mi è piaciuto moltissimo, partecipo ai concorsi solo quando i titoli mi raccontano cose importanti di ciò che voglio esprimere. Secondo il bando andavano trattati personaggi che hanno cambiato il corso della storia ma, essendo la rivoluzione il tema di fondo, ho pensato di partecipare con un’eroina speciale, che ha reso l’uomo consapevole di non poter sotituire la natura e soprattutto di non avere il potere di decidere tutto. La Pecora Dolly, frutto di clonazione, è risultata fin dalla nascita essere fornita di cellule troppo vecchie, insomma, in qualche modo è nata già anziana.

Dunque ancora una volta Dolly è stata una vittima predestinata delle velleità dell’essere umano, ma allo stesso tempo la sua storia può e deve essere di insegnamento e va ricordata. Dolly è anche citata in una delle poesie del mio nuovo libro per Kalandraka, “Cari estinti”, che affronta in modo ampio questa ed altre questioni ma soprattutto un tema che è per me centrale attualmente: stare nella natura, godere di quello che abbiamo, sapere che le cose e gli esseri hanno una fine e dunque la loro vita è preziosa, credo che siano elementi da cui non possiamo prescindere se vogliamo educare la prossima generazione alla rinascita e alla prosecuzione di quanto ci è stato donato. La rivoluzione, riprendendo il tema di Lucca Comics, a mio parere non si fa con le armi.

Ciò che vogliamo comunicare passa attraverso linguaggi affettivi, belli, e parlo di idiomi di ogni genere, dalla musica all’arte. Non condivido il modo tenuto da certe associazioni che si occupano di ambiente e di animali, le quali per sensibilizzare l’opinione pubblica decidono di mostrare immagini molto cruente e terribili. La conseguenza è che gli amanti degli animali chiudono il computer mentre chi fa loro del male trova nutrimento da tali nefandezze. Credo che chi ama gli animali debba portare a tutti un messaggio in positivo, su quanto questi esseri diversi da noi sanno insegnarci. È la diversità che educa e lo sa bene chi ha avuto la fortuna di condividere anni scolastici o lavoro con persone con abilità diverse o provenienti da tanti paesi.

©AriannaPapini

Osserviamo la natura e vediamo leonesse che adottano anatroccoli restati soli, gatte che allattano porcospini, cani che baciano delfini. La grande differenza tra noi e loro è che lì, in quelle amicizie, non ci sono gerarchie. Credo che Dolly e tutti gli altri martiri, compresa l’orsa Daniza, dovrebbero almeno non essere morti invano e ciò accadrà soltanto quando sarà compreso il messaggio d’amore che loro ci lanciano da sempre.