Ursula Wölfel, piccola storia di una creatrice di storie- Parte Seconda

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I libri di Ursula Wölfel appartengono alla letteratura infantile e giovanile, ma non si limitano a rappresentare in modo semplice la realtà. Senza ricorrere a figure simbolico fantastiche come maghi, streghe, fate o eroi, invitano i lettori ogni volta a cercare nuove e personali immagini di questo mondo. Nei suoi testi poetici o nei suoi racconti di episodi bizzarri e curiosi , come le raccolte di storie, fa viaggiare la fantasia e gioca con l’assurdo. Narra la doppia faccia della realtà e temi che suscitano risa e sorrisi. Gioca con la varietà dei significati delle parole e delle immagini e ci invita ad avere “un secondo sguardo” su ciò che ci circonda, che potrebbe essere diverso da quello che già conosciamo. Con i suoi testi Ursula Wölfel desiderava aiutare il lettore a ottenere una maggiore conoscenza di se stesso e del mondo, per trovare la  propria voce, e sentirsi meglio nella vita.

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Ursula WölfelMolti bambini non posseggono un linguaggio per esprimere le loro domande, le loro sensazioni e i loro pensieri sui temi importanti della vita. E poiché a volte i genitori leggono libri ai figli, forse potrebbe essere l’occasione per far nascare momenti di conversazione. Il libro per l’infanzia non ha bisogno di offrire risposte assolute. Questo sarebbe in contraddizione con le situazioni individuali di ciascuno e contribuirebbe a creare altre idee preconfezionate. I bambini guardano al futuro, hanno bisogno di molta illusione.

Quando già nella realtà di ognuno di loro ci sono tante cose senza un finale felice, hanno bisogno di sentirsi rassicurati che in qualche momento questo sia accaduto. Tuttavia i bambini non devono attendere passivamente un destino meraviglioso. Nei testi realistici un finale aperto può significare per loro un finale felice, quando indica che ci sono possibilità di soluzione, che possono essere trovate dagli stessi bambini. In questo modo divengono lettori attivi, imparano a pensare e sperimentano in maniera spontanea e gentile il fatto che nella natura umana e nella realtà non ci sono processi rigidi e deterministici.

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 Il primo racconto dell’edizione di Kalandraka di”28 storie per ridere”, quasi un manifesto del libro “LA STORIA DEL BAMBINO CHE RIDEVA SEMPRE

Nei suoi libri, Ursula Wölfel si rivolge alla curiosità dei bambini e a quelli a cui piace fare domande, che desiderano sapere come si può vivere umanamente su questa terra, ai quali non piace accettare le cose così come sono, ma che al di là della constatazione disillusa della realtà, non vogliono perdere l’ottimismo di poter fare qualcosa.

BIMBO-WOLFEL

Le opere dell’autrice compaiono otto volte nella lista di elezione del Deutschen Jugendliteraturpreis  e tre volte nella lista d’onore del Premio Hans-Christian-Andersen

(http://www.ursula-wölfel.de/)

Nel 1969 apparve la prima edizione di “28 storie per ridere“.

Nel 2014 Kalandraka ha ridato voce alle 28  storie in un’edizione originale con le illustrazioni di De Carvalho. Ecco come ne ha parlato Carla Ghisalberti, in una recensione il cui titolo già coglie bene lo spirito di questa riproposta:

Chi ha il coraggio di ridere:

letturacandita.blogspot.it/2014/09/la-borsetta-della-sirena-libri

Un passaggio di un commento all’edizione tedesca, un’interpretazione  di quelle che in Germania sono storie che hanno fatto la storia della letteratura infantile:

“Racconti che hanno accompagnato generazioni e famiglie sia come letture ad alta voce che come primo approccio alla lettura individuale.(…) Storie che sono state lette dalle madri quando erano bambine, e che quindi rivelano di tanto in tanto un certo spirito del “68”, e questo è il bello, qui si rinforza l’idea che un certo disordine e anarchia fortifichino lo spirito dei bambini. Purché i genitori e i bambini si divertano!” (http://www.ursula-wölfel.de/)

C’era una volta un maiale che s’infuriava sempre quando la gente lo chiamava “Maiale”. Preferiva chiamarsi Rosa…” (continua..) da “LA STORIA DEL  MAIALE CHE VOLEVA CHIAMARSI ROSA” (28 storie per ridere, Kalandraka Edizioni, 2014)

MAIALE-WOLFEL

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