“Quando l’autore è l’illustratore”. El País dedica la pagina della cultura a Roberto Innocenti

 “El país” dedica la pagina della cultura a Roberto Innocenti. L’incontro  tra Felicidad Orquín del quotidiano spagnolo  con “quest’ uomo affabile e sorridente” è stato possibile in occasione della premiazione de La niña de rojo, la sua Cappuccetto Rosso edita in Spagna da Kalandraka e vincitrice del Premio Llibreter a Barcellona. Si tratta della quinta opera dell’illustratore  che l’editore porta nei paesi della Penisola Iberica. Vi proponiamo un riassunto in italiano e riportiamo l’articolo originale. Un percorso biografico nel mondo di Innocenti le cui tappe sono scandite dalle opere che maggiormente sono divenute identificative dell’autore nel mondo.

 Roberto Innocenti viene presentato come riferimento di un nuovo tipo di libro illustrato. Un libro in cui l’illustratore è il narratore. Con la sua cura minuziosa dei dettagli, l’attenzione ai particolari da miniaturista, il maestro toscano esprime nel suo lavoro una visione della vita, racconta storie in un continuo compromesso con la realtà. Illustrare è raccontare. Se la trama è cruciale nell’opera dell’artista il libro La casa è un manifesto di questo aspetto, e della versatilità dell’autore la cui celebrazione dell’infanzia in questo lavoro ricorda quella dei quadri di Pieter Brueghel.

E la storia da dire è anche quella della memoria viva della guerra, dell’infanzia di Innocenti, nato nel 1940 a Bagno a Ripoli, vicino a Firenze e cresciuto in un’epoca in cui termini come nazismo, fascismo e Olocausto risuonavano continuamente. Questo diventa Rosa Bianca, un libro pensato per la scuola pubblica, perché bisogna raccontare le cose, raccontare la storia recente ai bambini e quindi anche la guerra, cercando di ricordare che i bambini hanno una mente più libera dei grandi. Il libro non trovò un editore all’epoca in Italia ma il mondo ha dato ragione al suo autore, visti i riconoscimenti ottenuti all’estero. L’importante è non sentirsi vincolati, sentire la libertà in quello che stiamo facendo, quella stessa libertà che ti permettono i racconti tradizionali, come dichiara l’autore stesso. Grazie alla loro essenzialità di dati concreti i racconti tradizionali permettono di essere rappresentati in mille modi diversi, rispettandone al tempo stesso la trama. Così si inizia parlando di Cenerentola di Perrault che Innocenti illustra nel 1983 su commissione dell’illustratore Etienne Delessert. Il libro fu pubblicato da Creative Education. Il maestro scelse di ambientarlo nella Londra degli anni 20 e dalla risposta al libro l’autore capì che poteva vivere della sua passione, e dedicare a ogni libro tutto il tempo necessario. A quei libri che lui non ricorda di aver sfogliato in casa sua, perché non c’erano, mentre ricorda,sì, il bambino che disegnava.

Si disegna, solo dopo arrivano le parole. Infatti: “Per prima cosa nasce l’idea. Poi arrivano le immagini, che seguono una storia interiore. Quando ho terminato tutte le tavole, allora propongo il lavoro a uno scrittore che ci metta le parole”.

Anche La niña de rojo, la Cappuccetto Rosso di Roberto Innocenti, è nata così.

L’autore l’ha ambientata in un bosco di cemento, la grande metropoli, realtà della città globalizzata, simbolo della società del consumo. Lo spirito del nostro tempo che riesce a catturare, si manifesta ancora una volta in tavole con descrizioni puntuali, in cui niente resta fuori, ammiccamenti, riferimenti politici, intelligente umorismo, come nell’ “happy end” che chiude il libro che sembra un ironico omaggio ai fratelli Grimm, che vollero dare alla storia un lieto fine. L’ambiguità di un doppio finale, con l’esercito e la polizia che ammanettano il lupo, un personaggio vestito di pelle nera, mentre giornalisti e fotografi immortalano l’incontro di Cappuccetto Rosso con sua mamma e con la nonna vestita con abiti d’epoca. Il testo è di Aaron Frisch.

Babelia_Innocenti_21dec13

http://www.kalandraka.com/it/autori/detalle/ficha/innocenti/

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