Viaggio nel bosco di Anthony Browne. Si apre così il nuovo anno.

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Come avevamo anticipato l’anno 2014 si apre con un’altra novità che porta il nome di Anthony Browne. Stiamo parlando di “Into the forest”, che dopo dieci anni esatti dalla sua  pubblicazione in Inghilterra, per la prima volta sarà, nelle librerie italiane,”Nel bosco”. Il libro sarà disponibile da fine gennaio. Abbiamo già parlato di come l’autore britannico rientri coerentemente nel progetto editoriale di Kalandraka su più piani, uno di questi è l’imprescindibilità dei classici, intesi come autori o opere immancabili per il loro valore intrinseco. “Nel bosco” è il terzo libro dell’autore premio Andersen che proponiamo. Se Anthony Browne è un universo di riferimenti che invitano il lettore a essere più che mai parte interpretativa, in “Nel bosco” i richiami e gli ammiccamenti letterari non solo sono presenti, ma parlano anche di se stessi.

Il narratore è il bambino protagonista del  viaggio. Svegliato nella notte da un terribile rumore, il giorno dopo trova tutto tranquillo, lo dicono le parole. La tranquillità è una lacerazione tra parole e immagini. Una calma irreale che è silenzio e assenza. Il padre manca al tavolo della colazione e alla domanda su quando sarebbe tornato la madre sembra non sapere. Il giorno successivo la madre, il cui volto non è più visibile, consegna un cestino al figlio da portare alla nonna raccomandandogli di non prendere la strada del bosco che è anche la più veloce. Ma il bambino vuole fare in fretta per tornare in tempo in caso il padre rientri a casa e per la prima volta sceglie la strada nuova. Inizia il percorso nel bosco. Qua si svolgono le storie, si incontrano le paure, si vivono gli abbandoni. 

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Entriamo in un labirinto in bianco e nero di presenze, segni e riferimenti da scoprire esplorando il cuore scuro della selva; molti si nascondono tra gli alberi, nelle forme della natura stessa. I personaggi con cui il bambino si incontrerà ricordano quelli delle fiabe classiche, ma la fiaba non è un racconto compiuto, si sta svolgendo, è ferma alle paure, non ha trovato il sua compimento . Il bambino è invitato a cedere il suo cestino con la torta per la nonna malata, allo scambio. La storia è nelle storie e le storie nella storia. Il protagonista è invitato a intervenire, a aiutare, a risolvere lui gli avvenimenti. Un ragazzo lo incita a scambiare il suo cestino con una mucca da latte dichiarando che anche lui è malato e ha bisogno di quella deliziosa torta. Un fratello e una sorella aspettano i loro genitori che sono andati a tagliare la legna e non sono più tornati. Chiedono aiuto. Ma lui come può aiutarli? Il cestino come una bussola, come il concreto che fa proseguire la strada, ricorda dove si deve andare e permette di non perdere il sentiero completamente.

I riferimenti continuano, il viaggio prosegue finché la strada invece si perde e bisogna correre nell’ignoto e nel minaccioso. Alla fine appaiono i volti. Vivi, presenti, noti. Ma è quello che ri-appare a chiudere il cerchio, almeno per questa volta. Bisogna sfogliare il libro, immergersi dentro, per compiere il proprio percorso personale. Anthony Browne ci invita a farlo ancora una volta inevitabilmente.

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