“Il maialibro”, sette domande a Anthony Browne

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Anthony Browne nasce a Sheffield, Inghilterra, nel 1946. Premio Andersen nel 2000 per l’insieme della sua opera, Browne inizia a lavorare col disegno come anatomista. Nelle sue rappresentazioni un caratteristico realismo dei dettagli richiama a questa esperienza con il risultato di accentuare l’atmosfera surreale che avvolge i suoi libri. Le illustrazioni e scelte tematiche dei suoi lavori rivelano una precisa visione del mondo. Il “Piggybook” comparve per la prima volta nel 1986. Finora inedito in Italia, Kalandraka lo presenta nella serie i “classici contemporanei” della collana Libri per Sognare. Accanto alle motivazioni estetiche e tematiche, l’opera di Browne ,che ha contribuito a nuovi modi di leggere il linguaggio plastico,  rientra nel nostro progetto editoriale sotto più aspetti. In primo luogo c’è il desiderio di portare in Italia un autore che è  riferimento mondiale della letteratura per l’infanzia, ma di cui conosciamo molto poco nel nostro paese, e che a nostro giudizio rientra a pieno titolo tra i classici che non dovrebbero mancare nelle bibliografie per l’infanzia, per il loro valore intrensico. Abbiamo infatti già proposto “Un gorilla, un libro per contare”.

L’altra idea che ci connette alla sua opera è il lavoro di destereotipizzazione nei libri per ragazzi, incluso nel nostro progetto editoriale. Ne“Il maialibro” lo stereotipo è rappresentato dal rapporto tra i maschi, figli e marito, e la donna, moglie e madre, della famiglia Maialozzi.

Abbiamo rivolto a Anthony Browne alcune domande, e quasi sempre preferisce rimandarci all’esperienza di lettura dei suoi lavori dove ognuno è invitato a essere ulteriore responsabile dell’interpretazione del libro.

Iniziamo però dai tempi.Portada.indd

Sono passati trent’anni. Cambierebbe qualcosa se la storia fosse ambientata nel 2013?

Non molto. Forse renderei la storia più universale rappresentando i ragazzi in una divisa un pò meno tradizionale.

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Il libro è ambientato nell’ Inghilterra del 1986. In che contesto sociale nasce la donna protagonista?

Immagino il ceto medio inglese, ma ritengo che la storia potrebbe svolgersi in qualsiasi contesto.

 La relazione tra i personaggi è caratterizzata senza mezzi termini nella loro quotidianità. Quella che di fatto vediamo sempre attiva è la donna che dopo le faccende domestiche esce per andare a lavoro e al rientro ricomincia il lavoro a casa. C’è stata una fonte di ispirazione specifica?

Conoscevo una famiglia molto simile a quella della storia (non la mia, anche se io e mio fratello eravamo un po’ come i ragazzi della storia e mia madre ci permetteva di esserlo)

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L’autore ci rimanda  alla dimensione di intima libertà nel processo creativo e nella lettura di certi libri per bambini, quando alla nostra domanda su quale sia il suo scopo nel rovesciare gli stereotipi di genere all’interno del nucleo familiare risponde:

I miei libri sono sempre per bambini, ma se fanno pensare gli adulti, tanto meglio.

Ma questa universalità nell’opera  di Anthony Browne è più che mai evidente.

Ne “Il maialibro” l’immaginario aiuta a definire il reale che grazie a esso si rivela per quello che è, questo richiama una capacità infantile. Così quando la mamma Maialozzi scrive a figli e marito “Siete dei maiali” trae una semplice constatazione grazie alla quale la realtà si rivela trasformandosi e facendoci entrare con umorismo nel surreale. Al tempo stesso la storia sembra ricordare che solo se c’è il coraggio di nominare le cose c’è la possibilità di interpretarle per superarle, modificarle.

Cambiando il nome e i significati delle cose e la loro immagine, ad esempio, si può ottenere il risultato di distruggerne gli obiettivi profondi e col linguaggio si giocano gran parte degli aspetti culturali che finiscono per caratterizzare il pensiero di una società.

Se ci riferiamo all’impatto dei linguaggi che ci contagiano senza che ce ne rendiamo conto, l’autore ancora una volta preferisce che a parlare siano i suoi libri. Gli abbiamo chiesto che influenza hanno i simboli culturali, a partire dai libri per bambini. 

Non saprei. Mentre lavoro vari aspetti che mi interessano si manifestano spontaneamente nelle illustrazioni e negli argomenti del libro ma non mi preoccupo di pensare che influenza possano avere sui lettori.

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Quanta ricerca e attenzione ci sono in questo senso nel lavoro di un illustratore e in particolare nel Suo, anche da un punto di vista tecnico e di stile?

Come per la precedente domanda, non metto molta attenzione nel considerare l’impatto sociale. Sento che se lo facessi perderei l’ispirazione. Cerco solo di fare il libro al meglio che posso.

Ma, ancora una volta, i libri di Anthony Browne sono un universo di riferimenti  che lasciano la libertà di essere scoperti o interpretati ammiccando il lettore. In questo universo di segni il maiale della famiglia Maialozzi sembra la metafora per eccellenza. Nella tradizione dei vari paesi può rimandare a significati, sfumature, accezioni diverse…

Uno dei significati per cui ho scelto il maiale è quello classico del “maschilista maiale”. I maiali sono anche tradizionalmente considerati pigri (non ho idea del perchè), e una casa in disordine è spesso descritta come un porcile. C’è anche un detto “quando i maiali volano” a indicare qualcosa che non accadrà mai.

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Il-maialibro-It_01.pdf

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