Archivi del mese: novembre 2013

A “Più libri più liberi” anche i racconti da indossare di Casa K

piu libri logo

Tempo fa è arrivato un pacchettino per la gioia di  un bambino: origine Galizia destinazione Firenze. Conteneva il “Piccolo coniglio bianco” da indossare. Sì, maglietta viola con stampa del protagonista del libro di Xosé Ballesteros e Oscar Villan, dal racconto tradizionale portoghese dove il coniglio e la formica vincono la capra capraccia che con prepotenza ha invaso la casa del protagonista impedendogli di entrarci dentro dopo che lui è uscito a cercare cavoli per farsi una bella zuppa. Nè il possente bue, nè un grosso cane e neppure il fiero gallo avranno il coraggio di affrontare insieme al coniglio la “capra capruzza che se mi salta addosso mi soffoca di puzza“. Ce l’avrà la formica che non esiterà a aiutare il protagonista con ottimi risultati. Perchè lei non ha certo paura di una “capra caprina”.  Il bambino, aveva avuto la fortunata occasione di imbattersi nella collezione da vestire di Casa K, e essendosene innamorato un regalino ci aveva guadagnato. Apri l’elegante scatola di cartone, la bella carta velina e la sorpresa non è finita.  Come nel gioco del cucù, spunta fuori infatti un altro personaggio da qualche parte della maglia,  per non lasciare solo il coniglio bianco che ci aveva messo tanto a trovare un amico coraggioso.

logo cas k

Insomma i racconti da indossare arrivano anche in Italia, belli e duraturi,  in caldi colori, morbido cotone. Per ora saranno pochi campioni disponibili solo insieme al libro alla fiera “Più libri più liberi” di Roma. Ma è l’inizio. Tanti ci avevano chiesto quando avremmo visto la collezione anche nel nostro paese, e finalmente la risposta l’abbiamo.  Per accompagnare i bambini durante il sonno ci sarà invece la zebra Camilla, protagonista dell’omonimo libro di Marisa Nuñez illustrato da Oscar Villan, intenta a scoprire l’avventura della crescita e affrontarne le paure. Lei sarà il personaggio del pigiama della collezione di Casa K. Anche qua,  accanto all’immagine della zebra, ci sarà una sorpresa da scoprire tra le pieghe dei pantaloni o delle maniche.

Il-piccolo-coniglio-It.jpg-coniglio.jpg-400

Camilla

Un link per sbirciare un pò:

http://www.kalandraka.com/es/merchandising/listado/ir/coleccion-invierno/

Ci saranno  le nostre novità editoriali, i “Racconti per bambini che si addormentano subito”,  di Carlos Lopes illustrati da  David Pintor. I racconti inaugurano la collana “Sette Leghe”. Un nuovo formato, per i bambini dai 6 anni.  E naturalmente “Il maialibro” di Anthony Browne. Le novità meno recenti “Storie di topi” di Arnold Lobel, “Oh, com’è bella Panama!”, “È una parola” di Arianna Papini, il cui  altro libro edito da Kalandraka “Chi vorresti essere?” è appena sbarcato in Francia.

E naturalmente troverete i titoli del catalogo.

racconti-per-bambini-It.jpg-PICO-PICO     Il-maialibro-It--5

Ma udite udite, è in arrivo fresca di ristampa “La gallinella rossa” come vi avevamo anticipato, adesso è ufficiale, perchè l’attesa si era rivelata più lunga del solito con qualche imprevisto e, siamo sinceri, tra corriere e casi del destino, qualche piccolo dubbio c’era venuto alla fine che non riuscisse a giungere puntuale alla fiera. Marco Somà è ospite a  Roma per un laboratorio sul libro, che è attualmente in lancio  in Corea.

COVER_BASSA_GALLINELLA

Un anticipo sugli appuntamenti:

Giovedì 5/12 ore 11, Arianna Papini terrà un laboratorio con due classi della terza elementare sul libro “È una parola”

Venerdì 6/12 ore 10,  Lola Barceló*  è ospite con Carla Ghisalberti*,  allo Spazio Ragazzi per la presentazione di “Racconti per bambini che si addormentano subito” e “Il maialibro”.

Domenica 8/12 ore 12,  “La gallinella rossa”, laboratorio sul ciclo del grano con Marco Somà. Presso Eatily. Da definire le modalità di prenotazione.

copertina.jpg-e'-una-parola

Ricordiamo che “Più libri più liberi” è una fiera a scopo commerciale e quindi non sarà possibile visionare le proposte di autori e illustratori in loco. Chiunque sia interessato a proporre i suoi lavori  potrà consegnarci materiale appositamente preparato che raccoglieremo in casa editrice.

Dove ci trovate: STAND C16 PIANO TERRA.

dalla Stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. Dalla fermata, 5 minuti a piedi seguendo Viale Shakespeare. Servizio bus navetta gratuito (A/R) ogni dieci minuti dalla fermata della metropolitana EUR Fermi al Palazzo dei Congressi, dall’apertura della manifestazione fino alla chiusura.

*direttrice di Kalandraka Italia

*critica di letteratura per l’infanzia, condivide la sua passione  realizzando progetti di lettura con bambini in scuole, biblioteche, libererie; cura il blog “Lettura candita”.

Annunci

Gli imperdibili, su Amemì “Il maialibro” e “Racconti per bambini che si addormentano subito”

“Il maialibro” di Anthony Browne e “Racconti per bambini che si addormentano subito” di Pinto e Chinto sono due imperdibili  su “Amemì” di dicembre 2013, mensile di aggiornamento librario dedicato ai giovani fino ai 12 anni delle librerie Mondadori.

Gli-imperdibili

“Il maialibro” su Libri e Marmallata

http://libriemarmellata.wordpress.com/2013/11/21/il-maialibro-di-anthony-browne-kalandraka/

Il-maialibro-It--5

Dialogo con Gabriel Pacheco, da Sàrmede, prima parte

“…La mia idea di Messico è così, un contrappunto di tristezza e anelito, di un’antichità enorme e di un’infanzia che sembra perduta, di gente che sembra non essere nata lì, ma nemmeno in nessun altro luogo …” (Gabriel Pacheco da “Ospite d’onore Gabriel Pacheco” nel catalogo de “La immagini della fantasia” 31, pag.8)

IMG_20131027_101426

Gabriel Pacheco è ospite d’onore a Sàrmede, dove prosegue la 31esima edizione de “Le immagini della fantasia”, mostra visitabile fino al 19.01.2014 presso la Casa della Fantasia. Quest’anno il paese eletto è il Messico, terra originaria di Pacheco, che per l’occasione ha realizzato un dipinto murale e condotto un corso per giovani illustratori.

Il  catalogo della mostra apre con un’intervista di Anna Castagnoli che indaga nell’universo concettuale di Gabriel Pacheco.

Noi abbiamo scelto di  intraprendere un piccolo viaggio in due parti nell’animo poetico dell’artista che per Kalandraka ha illustrato “Il pulcinetto del boschetto”. Tre domande per parlare con l’autore della sua esperienza a Sàrmede, dalla realizzazione del murale alla sua idea del libro.

In un secondo momento vi proporremo il nostro questionario, una ricerca nel percorso biografico che ha portato l’illustrazione a essere il linguaggio prescelto da Gabriel Pacheco.

IMG_20131027_101938

Qual è stato il tuo approccio alla realizzazione del murale per la Casa della Fantasia di Sàrmede? A cosa ti sei ispirato? Che materiali hai utilizzato?

Mi ci sono approcciato con onestà, questa è stata la base, senza voler rinnovare o modificarmi in qualche modo. Piuttosto è stato il desiderio sincero di lasciare il segno di qualcosa che penso e credo. Poi, la tecnica è stata importante, perchè al di là del fatto che avevo solo nove giorni per realizzare il lavoro, ho deciso di usare un enorme grisaille, sfruttando solo la luce delle trasparenze da una base quasi nera. Una stampa con nero arricchito di azzurro, acrilico e emulsione per le trasparenze. Certo, subito dopo mi sono un pò pentito, ma lavorandoci un bel pò di ore sono riuscito a concludere. Il risultato è stata una proposta semplice ma piena di significati: il mio approccio, la mia idea del mondo, del libro, della poesia, del colore, della tecnica, dello spazio. Perchè è chiaro che fare questo lavoro in un luogo che ha una tradizione così importante di pittura murale comporta che non si possa realizzare altro se non qualcosa che manifesti la franchezza di quello che uno è.

002“La scala” Gabriel Pacheco, Programa Nacional Salas de lectura, Messico 2012.

C’è un rapporto con il laboratorio che hai svolto a Sàrmede?

Si, in questo periodo c’è un tema che mi ossessiona: la pietra e l’essere umano. Da qui il laboratorio, da qui il murale col titolo: Il poeta e la pietra.  Ho scoperto che la pietra è un oggetto metaforico per eccellenza, poetico, un oggetto che ci mostra la nostra impossibilità, come la finzione o come la poesia stessa. C’è una possibilità nell’impossibilità che descrive bene questa finzione che siamo. Come dire, la pietra ci riflette come illusione.

Che signifcato ha per te il libro? E il libro illustrato?

Per me il libro è un’invenzione bellissima, è come tracciare un segno che crea un legame infinito, e che nel momento stesso in cui lo formiamo ci forma. Un riflesso abissale. Amo i libri perchè mi hanno aperto una delle tante finestre che ci permettono di osservare il mondo. Credo in definitiva che esista un mondo perchè esiste il libro. E credo che al libro illustrato manchi il poter affermare di più nella società la sua natura, questa bella forma di legame attraverso altre stutture, perchè non è la didattica a insegnare tutto, il libro illustrato è un oggetto che lavora con altre idee, come il mancante, l’incerto, le possibilità, quello che il lettore genera con la sua interpretazione, non si tratta solo di un segno estetico, ma c’è tutto un discorso legato alla creatività della lettura. Per questo sono molto grato di avere l’enorme fortuna di poter lavorare coi libri.

001“Lo specchio delle immagini”,  Gabriel Pacheco, 2013

“…Un bambino legge tranquillo, circondato dalla sfumatura tenue che il silenzio procura: è completamente conquistato dal libro. Legge del dio Quetzalcoatl che volle impressa per sempre nel biancore della luna l’ombra del coniglio.  Con la lettura entriamo nella dimensione onirica dell’immaginazione…” (Gabriel Pacheco, da “Ospite d’onore Gabriel Pacheco” nel catalogo della 31esima edizione della mostra di Sàrmede, pag.8)

“Storie di topi” su Liber

 

recensione_topi_liber1113

“Il maialibro”, sette domande a Anthony Browne

Anthony books 2

Anthony Browne nasce a Sheffield, Inghilterra, nel 1946. Premio Andersen nel 2000 per l’insieme della sua opera, Browne inizia a lavorare col disegno come anatomista. Nelle sue rappresentazioni un caratteristico realismo dei dettagli richiama a questa esperienza con il risultato di accentuare l’atmosfera surreale che avvolge i suoi libri. Le illustrazioni e scelte tematiche dei suoi lavori rivelano una precisa visione del mondo. Il “Piggybook” comparve per la prima volta nel 1986. Finora inedito in Italia, Kalandraka lo presenta nella serie i “classici contemporanei” della collana Libri per Sognare. Accanto alle motivazioni estetiche e tematiche, l’opera di Browne ,che ha contribuito a nuovi modi di leggere il linguaggio plastico,  rientra nel nostro progetto editoriale sotto più aspetti. In primo luogo c’è il desiderio di portare in Italia un autore che è  riferimento mondiale della letteratura per l’infanzia, ma di cui conosciamo molto poco nel nostro paese, e che a nostro giudizio rientra a pieno titolo tra i classici che non dovrebbero mancare nelle bibliografie per l’infanzia, per il loro valore intrensico. Abbiamo infatti già proposto “Un gorilla, un libro per contare”.

L’altra idea che ci connette alla sua opera è il lavoro di destereotipizzazione nei libri per ragazzi, incluso nel nostro progetto editoriale. Ne“Il maialibro” lo stereotipo è rappresentato dal rapporto tra i maschi, figli e marito, e la donna, moglie e madre, della famiglia Maialozzi.

Abbiamo rivolto a Anthony Browne alcune domande, e quasi sempre preferisce rimandarci all’esperienza di lettura dei suoi lavori dove ognuno è invitato a essere ulteriore responsabile dell’interpretazione del libro.

Iniziamo però dai tempi.Portada.indd

Sono passati trent’anni. Cambierebbe qualcosa se la storia fosse ambientata nel 2013?

Non molto. Forse renderei la storia più universale rappresentando i ragazzi in una divisa un pò meno tradizionale.

Senza-titolo-1

Il libro è ambientato nell’ Inghilterra del 1986. In che contesto sociale nasce la donna protagonista?

Immagino il ceto medio inglese, ma ritengo che la storia potrebbe svolgersi in qualsiasi contesto.

 La relazione tra i personaggi è caratterizzata senza mezzi termini nella loro quotidianità. Quella che di fatto vediamo sempre attiva è la donna che dopo le faccende domestiche esce per andare a lavoro e al rientro ricomincia il lavoro a casa. C’è stata una fonte di ispirazione specifica?

Conoscevo una famiglia molto simile a quella della storia (non la mia, anche se io e mio fratello eravamo un po’ come i ragazzi della storia e mia madre ci permetteva di esserlo)

SENZA-TITOLO-3

L’autore ci rimanda  alla dimensione di intima libertà nel processo creativo e nella lettura di certi libri per bambini, quando alla nostra domanda su quale sia il suo scopo nel rovesciare gli stereotipi di genere all’interno del nucleo familiare risponde:

I miei libri sono sempre per bambini, ma se fanno pensare gli adulti, tanto meglio.

Ma questa universalità nell’opera  di Anthony Browne è più che mai evidente.

Ne “Il maialibro” l’immaginario aiuta a definire il reale che grazie a esso si rivela per quello che è, questo richiama una capacità infantile. Così quando la mamma Maialozzi scrive a figli e marito “Siete dei maiali” trae una semplice constatazione grazie alla quale la realtà si rivela trasformandosi e facendoci entrare con umorismo nel surreale. Al tempo stesso la storia sembra ricordare che solo se c’è il coraggio di nominare le cose c’è la possibilità di interpretarle per superarle, modificarle.

Cambiando il nome e i significati delle cose e la loro immagine, ad esempio, si può ottenere il risultato di distruggerne gli obiettivi profondi e col linguaggio si giocano gran parte degli aspetti culturali che finiscono per caratterizzare il pensiero di una società.

Se ci riferiamo all’impatto dei linguaggi che ci contagiano senza che ce ne rendiamo conto, l’autore ancora una volta preferisce che a parlare siano i suoi libri. Gli abbiamo chiesto che influenza hanno i simboli culturali, a partire dai libri per bambini. 

Non saprei. Mentre lavoro vari aspetti che mi interessano si manifestano spontaneamente nelle illustrazioni e negli argomenti del libro ma non mi preoccupo di pensare che influenza possano avere sui lettori.

Senza-titolo-1.jpg-4

Quanta ricerca e attenzione ci sono in questo senso nel lavoro di un illustratore e in particolare nel Suo, anche da un punto di vista tecnico e di stile?

Come per la precedente domanda, non metto molta attenzione nel considerare l’impatto sociale. Sento che se lo facessi perderei l’ispirazione. Cerco solo di fare il libro al meglio che posso.

Ma, ancora una volta, i libri di Anthony Browne sono un universo di riferimenti  che lasciano la libertà di essere scoperti o interpretati ammiccando il lettore. In questo universo di segni il maiale della famiglia Maialozzi sembra la metafora per eccellenza. Nella tradizione dei vari paesi può rimandare a significati, sfumature, accezioni diverse…

Uno dei significati per cui ho scelto il maiale è quello classico del “maschilista maiale”. I maiali sono anche tradizionalmente considerati pigri (non ho idea del perchè), e una casa in disordine è spesso descritta come un porcile. C’è anche un detto “quando i maiali volano” a indicare qualcosa che non accadrà mai.

http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Il-maialibro-It_01.pdf

“Storie di topi” su Libri e Marmellata

http://libriemarmellata.wordpress.com/2013/11/07/storie-di-topi-di-arnold-lobel-kalandraka/

COPERTINA CATTURA STORIA DI TOPI