Archivi del mese: agosto 2013

“È una parola” su Libri e Marmellata

http://libriemarmellata.wordpress.com/2013/08/26/i-bon-bon-e-una-parola-la-mia-vita-secondo-me/

  I BON BON – “E’ una parola” & “La mia vita secondo me”

“E’ una parola” di Arianna Papini, Kalandraka

parolacopDelicato e profondo, un albo che racconta ai bambini, con concetti semplici, tratti da esperienze quotidiane che i piccoli lettori possono comprendere, uno dei sentimenti e dei legami emotivi più importanti e maggiormente significativi per la crescita: l’amicizia.

Costruito come un piccolo indovinello, una catena di dolci suggerimenti che, attraverso parole evocative e illustrazioni giocose e originali, conduce alla sua soluzione, tracciandone, nel percorso, la definizione.

L’amicizia così si compone, e viene resa viva, da tante altre parole, che, pur non essendo menzionate, fanno capolino dietro le calde immagini rappresentate.
Ci sono il confronto, la sintonia, la sicurezza, la fiducia, la gioia di stare insieme, il conforto, l’appoggio e il sostegno reciproco, la confidenza, la possibilità di essere a proprio agio…tante piccole tessere di un puzzle complesso e sfaccettato, ricco e fondamentale per adulti e bambini.

Del bisogno di parlare dell’amicizia, di radicarla in qualche modo a gesti ed emozioni solide e dense di significato, di ribadirne il valore, l’autrice è fermamente convinta, dato il dilagare di banalizzazioni e spesso usi generici ed approssimativi della parola “amico”.
I bambini, invece, nella loro immediatezza e capacità di sentimenti, spesso sono i primi a farne esperienza profonda. Ed è così che proprio dal loro mondo, dalle loro modalità di stare insieme, dalla gioia e insieme dall’importanza che essi sanno dare alla vicinanza e alla condivisione, nasce una definizione nuova ma densa, del concetto di amicizia.
Che è sì un sentimento universale e fondamentale ma, allo stesso tempo, come si usa esclamare quando un’impresa richiede impegno, costanza e cura, è “una parola!”, sottintendendone la difficoltà.

Dotate di gran carattere, dolcezza e originalità, come al solito, le illustrazioni che qui, in particolare, si vestono di una gaiezza e una giocosità quanto mai accentuate.
Animali piccoli e grandi (anzi sovente contrapposti, nelle coppie, per dimensioni e fattezze) che si scambiano sorrisi, gesti e teneri ammiccamenti, in tinte vivaci ma che, nella composizione, risultano sempre delicate.
E i consueti pesci alati che tanto caratterizzano l’autrice e che a me, personalmente, suggeriscono ogni volta, pensieri di libertà e fantasia.

Consigliato da 3 anni

parola1SCELGO QUESTO LIBRO PER: perché racconta e valorizza l’amicizia; per la semplicità e l’accuratezza delle immagini scelte per parlarne; per la costruzione intelligente; per l’originalità e la dolce bizzarria delle illustrazioni

NON MI CONVINCE MOLTO PER: nessun aspetto da rilevare

DA NOTARE CHE: per approfondire segnalo la bella intervista ad Arianna Papini sul blog della casa editrice (libripersognare). Leggi qui.

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“Incanto e racconto nel labirinto delle figure”, estratto dal saggio di Marco Dallari e Marnie Campagnaro

Nel saggio “Incanto e racconto nel labirinto delle figure”, Erickson 2013, Marco Dallari e Marnie Campagnaro offrono un’ampia riflessione sul rapporto tra albo illustrato e dimensione emotiva e intellittiva del bambino, sulla narrazione come cura, sul significato dell’uso di metafore, analogie, simboli e scelte espressive come strumenti che dal libro si applicano nell’esperienze delle vita.   Gli autori hanno selezionato alcuni titoli che per loro rispondono a importanti criteri identificativi dell’albo illustrato.  Ecco un estratto  in pdf  (pp. 139-181) con indicazioni anche pratiche per la scelta e l’approccio alla narrazione e all’ albo illustrato.Con il contributo degli studiosi spagnoli Alberto Ruiz Manuel Campos, Beatriza Hoster Cabo, Marta José Labato Suero. Più sotto riportiamo l’elenco con le schede dei titoli di Kalandraka segnalati.

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Libri citati di Kalandraka: 1 “Chi vorresti essere?“, Arianna Papini http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Chi-vorresti-essere-IT_01.pdf

2 “Il sorriso di Daniela“, Carmen Gil e Rebeca Luciani http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/il-sorriso-di-daniela-It_01.pdf

3 “La famiglia C” di Pep Bruno e Mariona Cabassa, http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/La-famiglia-C-IT_01.pdf

4 “Non è una scatola” di Antoinette Portis http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Non-e-una-scatola-IT_01.pdf

5 “Orecchie di farfalla” di Luisa Aguilar e Andre Neves http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Orecchie-di-farfalla-It_01.pdf

6 “Vicini” di Natalia Colombo http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/VICINI-IT_01.pdf

7 “Un regalo diverso” di Marta Azcona e Rosa Osuna, http://www.kalandraka.it/PDF/REGALO_.pdf

8 “Nonni” di Chema Heras e Rosa Osuna http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/nonni-It_01.pdf

9 “Io e il ragno” di Fran Alonso e Manuel G. Vicente http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Io-e-il-ragno-IT_01.pdf

SORISO_daniela_It_03112011_M1-7E il sorriso di Roberta volò e volò e andò a posarsi sul cuore di Aniceto, come una farfalla multicolore (da “Il sorriso di Daniela”)

“È una parola”. Intervista alla scrittrice e illustratrice Arianna Papini

Abbiamo intervistato Arianna Papini partendo dal suo ultimo libro edito per Kalandraka “È una parola”. Questo libro ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo dell’amicizia.  Un’ occasione per rivivire il senso profondo di una parola molto inflazionata. Un vocabolo così semplice e allo stesso tempo complesso, il cui senso originario è molto spesso andato  perduto.

 

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Qual è stato il processo interiore di Arianna Papini per affrontare un libro con queste caratteristiche?

 

Mi guardo intorno e vedo che sempre più la parola “amicizia” è inflazionata. Viene utilizzata in molti modi, esistono trasmissioni che titolano con quella parola così semplice e allo stesso tempo tanto complessa, profonda. Esiste l’amicizia su Facebook che a volte è amicizia e a volte assolutamente no, vengono prodotti film sull’amicizia che in realtà parlano di altro. Ciò che possiamo osservare in tutte queste situazioni fa capire che il senso della parola “amicizia” è spesse volte andato perduto.

Poi vado a lavorare tra i bambini, con quelli piccoli. Alcuni siedono accanto, scambiano odori, si aiutano, scambiano sguardi e gesti che fanno accadere cose piccole e grandi. È lì che improvvisamente ritrovo l’amicizia, il vero senso di questo legame così importante.
Per questo, sono partita dallo stare con i bambini, come arte terapeuta ma anche come scrittrice e artista, nei laboratori, poiché sentivo l’esigenza di ridefinire l’amicizia partendo da cosa si prova, cosa accade, cosa fa stare bene e dalle cose pratiche. In fondo non c’è niente di teorico nel voler scambiare con un altro essere vivente uno spazio ed un tempo ampio e intenso.

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Com’è nato il titolo?

 

“È una parola” è una risposta utilizzata nella lingua italiana quando ci viene chiesto di spiegare qualcosa e noi ci rendiamo conto che quella cosa è difficile da definire. “Cos’è l’amicizia?”. “È una parola!”. Da qui il titolo. L’amicizia non si può spiegare ma si può guardare e ascoltare, sentire dentro e condividere. Il titolo poi ha dato vita ad una specie di indovinello che dalla prima all’ultima pagina scorre nelle tante situazioni affettive in cui si trovano i personaggi e in cui i bambini possono riconoscere, forse, qualcosa del proprio vissuto denso nel rapporto con gli altri

 

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Perché tutte le tavole presentano coppie di animali?

 

 Amo tanto gli animali. Loro ci specchiano, ci aiutano ad osservare i nostri difetti perché hanno uno sguardo altro che ci permette una distanza dalla nostra situazione di umani. Nella vita non ho quasi mai passato del tempo senza animali accanto, quando questo è accaduto mi è mancato qualcosa, un interlocutore silenzioso che con il linguaggio del corpo comunicasse con me cose importanti e solo quelle, amore, fame, sonno… ecco, gli animali sono come i bambini piccoli, ci parlano senza parole e ci possiamo prendere cura di loro e loro ce ne sono grati ma nello stesso momento fanno la loro vita, semplicemente. Ho scritto il testo di questo libro pensando alle situazioni dei bambini ma ho amato molto farlo vivere attraverso personaggi animali. Poi mi sono resa conto che gli animali che stavo disegnando erano tutti diversi tra loro. Così ho capito che anche qui, in questo libro, come in tutti i miei libri, ciò che conta veramente è l’incontro tra diversità. Credo che incontrare personaggi diversi da noi sia una delle più grandi opportunità che la vita ci dona, chi non capisce questo si perde a mio parere una fetta importantissima dell’esperienza affettiva e vitale di questo mondo così complesso. L’incontro tra diversità crea complessità e la complessità è il nutrimento dell’arte, della musica, del teatro e di tutte le infinite narrazioni di cui l’essere umano dispone

 


 

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Nella tavola finale ci sono invece tutti gli animali insieme e compaiono le prime due figure umane. Come spieghi questa scelta?

 

L’amicizia è un rapporto a due, in cui esiste l’incontro e il suo perpetuarsi. Conosciamo un gruppo di persone, poi con una o due di loro sentiamo il bisogno di parlare ancora, di incontrarsi e scambiare esperienza. Non sappiamo perché, in realtà l’amicizia nasce per quanto l’altro ci porta a noi stessi, da quanto lo sguardo dell’altra persona entra nella nostra memoria ed è in grado di andare a far rinascere parti di noi che avevamo dimenticato o nascosto per qualche motivo. Poi c’è il passo ulteriore, che non sempre è facile: quello di portare la nostra amicizia duale all’interno della società, del gruppo. Ecco, nell’ultima pagina si accenna a questa eventualità che però è colma di pericoli poiché l’amicizia tra due esseri viene sempre messa alla prova dall’ingresso nel gruppo, possono nascere gelosie e altri sentimenti non sempre piacevoli ma che fanno parte della vita… ma questo è già un altro libro! Insomma, nelle ultime due pagine tutti gli animali si incontrano e festeggiano le loro tante amicizie e lì è accennata anche la presenza dell’essere umano, quale tuffo nella realtà, anche se precedentemente i bambini, a seconda delle proprie caratteristiche fisiche e psichiche, sicuramente si sono potuti riconoscere nel gufetto spaventato o nel cavallo sornione, nel pesce volante o nell’orsetto che sogna.

 

 

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Come giustifichi nella tua produzione i due titoli pubblicati con Kalandraka?  (l’altro titolo a cui facciamo riferimento è “Chi vorresti essere?”, KLK 2011)

Sono due libri che parlano di cose che ritengo molto importanti nella vita, l’incontro tra diversità, il gioco, il desiderio, il sogno, la trasformazione, l’identità, la capacità di mettersi nei panni dell’altro che, a mio parere, è una cosa che fa molto bene a noi più ancora che all’altro… insomma sono due libri complementari. Infatti spesso li leggo uno dopo l’altro negli incontri con i bambini, con l’interruzione del laboratorio in cui espando i concetti incontrati fino a farli diventare di proprietà dei bambini partecipanti. “Chi vorresti essere?” crea l’opportunità di ripensare la propria identità e la propria capacità trasformativa attraverso un gioco circolare in cui si torna al punto di partenza ma molto più ricchi, che poi è la situazione tipica dell’esperienza vera, vissuta. “È una parola” porta la conoscenza di noi stessi e della nostra identità nel rapporto interpersonale, in cui l’altro diviene interlocutore prezioso e possibilità di cambiamento e di crescita, ancora una volta…

 


 

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Un saluto. Chiusura estiva

Chiudiamo. Buona estate a tutti e buone scoperte.

Indovinate dove il viaggio verso Panama porta Tigre e Orso. Panama diventa il paese dei loro sogni quando i due amici trovano una cassetta che arriva dal fiume con scritto “panama” e che profuma di banane. Grazie al desiderio di Panama Tigre e Orso si mettono in cammino e grazie a Panama il loro viaggio li porterà al punto di partenza, e a scoprirlo per la prima volta. Quello che c’è nel mezzo è una sorpresa.

Il coraggio, l’amicizia, osare la ricerca, la gioia delle piccole cose: tutto è collegato e ciascun elemento rafforza l’anima dell’altro e rende esperienza il vissuto.

Buone partenze e buoni ritorni.

PER-WEB-UNO

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PER-WEB-TRE

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http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/oh-come-bella-panama-It_01.pdf