“Storie di topi” su Lettura Candita

lunedì 29 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

Storie di topi, Arnold Lobel
Kalandraka 2013
NARRATIVA ILLUSTRATA PER PICCOLI (dai 4 anni)
“Dai raccontaci una storia. -Farò qualcosa di meglio, disse papà. Vi racconterò sette storie, una per ciascuno, se promettete di addormentarvi subito, apena avrò finito. Sì, promesso, dissero i topoplini. E papà cominciò…”
 

Sette storie di topi per topi.

Un pozzo che dice ahi e una topolina che sa come ‘curarlo’, un topino alle prese con un gattone fatto di pioggia, un topo alto ed educato che saluta il soffitto e un topo basso ed educato che saluta il pavimento: queste sono le prime tre storielline piccole piccole, ma veri ‘gioielli’ nel loro genere.
Sette racconti, dal sapore di altri tempi guardate che bella pagina questa,  
che possono essere prime letture (sono scritti grandi proprio per essere ben letti da occhi giovani alle prime armi) ma possono essere anche raccontini serali per addormentarsi con il sorriso sulle labbra, come capita ai sette topini della storia cornice.
Lobel ha uno stile inconfondibile: riesce sempre a essere ‘tenero’ senza mai essere sdolcinato. Le sue sotorie sono spesso con animali protagonisti. Animali che hanno consuetudine con le storie per bambini e che nell’immaginario di questi hanno un proprio posto assicurato. Di lui ricordo con immenso piacere, infatti, uno dei pochi libri suoi tradotti in Italia: Rana e rospo grandi amici (Fabbri, 2001). Storielline, anche in quel caso, in cui si racconta l’amicizia. Ricordo un episodio in particolare costruito tutto intorno allo smarrimento dei bottoni…
In questa nuova raccolta di racconti intorno ai topini, troviamo ‘in miniatura’ un mondo fatto di tranquillità casalinga, in cui la vita scorre tra piccole emozioni, un pizzico di non sense, qualche esagerazione, un po’ di routine.Piacevoli elementi per i più piccoli.
In particolare, trovo struggente e filosoficamente interessante il gioco del saluto ad ogni cosa, che mettono in atto i due topi, quello alto alto e quello basso basso (che già di per sé fan ridere in coppia). Mi pare che salutare tutto ciò che è in alto e tutto ciò che in basso è un buon esercizio per vivere in armonia con il mondo…
I pantaloni del vecchio topo che stan su con la gomma americana di un po’ di bambinetti è il riscatto finale dell’odiata e vituperata cicca, oltre al fatto che son dei piccoli ad aiutare un grande!
Il bagno, la storia finale, con un topo a cui l’acqua nella vasca non sembra mai abbastanza, sembra incarnare il sogno di ogni bambino chiamato a stare un po’ a mollo. Acqua a volontà che esce dalla vasca e sommerge l’intero paese. Tutti galleggiano alla fine, solo il piccolo topo, adesso ben pulito può andare a letto e addormentarsi finalmente con la coscienza immacolata.
Dire che Lobel, vincitore della Caldecott Medal nel 1971, è autore di culto nel mondo mi pare un’ovvietà, sebbene da noi lo debba ancora diventare, speriamo presto. 
Mi auguro che Kalandraka non si fermi qui ma prosegua con Zuppa di topi e le molte altre bellisime storie.
Qui una intervista del Guardian a Julia Donaldson, che di libri per bambini se ne intende, e parecchio!
 
Carla
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