Archivi del mese: luglio 2013

Intervista a Arianna Papini da “Un periodista en el bolsillo”

Riportiamo il link all’ originale e un riassunto  di alcune parti dell’intervista rilasciata da Arianna Papini a José Antonio Barrionuevo , giornalista di “Un Periodista en el Bolsillo”, che ci ha contattati per fare da intermediari per la traduzione dall’italiano allo spagnolo

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Arianna Papini con i suoi lavori ci offre la possibilità di viaggiare all’origine delle parole e quindi all’origine dell’esperienza concreta che esse rappresentano. In particolare in “È una parola” l’autrice sente l’urgenza di ridefinire il termine “amicizia” così falsato e inflazionato in programmi televisivi o su “facebook” dove si chiede l’amicizia in assenza di un rapporto con le persone , partendo dalla concretezza dei bambini. Loro sanno bene cos’è il rapporto di amicizia quando il tempo si dilata e le piccole cose che si fanno e condividono diventano esperienza. Possiamo trovare ovunque l’amicizia se riusciamo a fermarci nello spazio e nel tempo per condividere qualcosa. Il messaggio della scrittura e dell’illustrazione è il grido che nasce dall’urgenza di comunicare qualcosa . E questo è quindi anche “È una parola”.  Un lavoro che viene da un bisogno interiore che si realizza innanzitutto in modo istintivo, come istintiva è l’esperienza dell’amicizia. Poi quello che  si realizza viene interpretato e vissuto da chi legge il testo e le immagini permettendo di scoprire cose alle quali magari non si era pensato direttamente nel realizzarlo e di interpretare il libro sulla base del vissuto personale di ciascuno. Per fortuna. È così che il contenuto cresce e vive, sopratutto quando il libro viaggia nel mondo, e viene nuovamente interpretato nelle diverse culture e nella traduzione. Così qualcuno fa notare un messaggio “interculturale” che accomuna i libri di Arianna Papini. In realtà per l’autrice si tratta dell’incontro tra diversità che è quello più prezioso perchè può insegnarci nuove modalità espressive. Infatti nelle tavole di “È una parola” non c’è un animale uguale all’altro. Ed ecco allora, ancora, l’incontro. Quello che l’autrice vive anche nel suo lavoro di arteterapeuta, sopratutto con i bambini. “È una parola” permette di lavorare con loro sui rapporti reciproci, sulla vicinanza e la distanza. E di nuovo l’incontro è quello di tutti i nostri temi che nel percorso gioioso e doloroso dell’arte si ritrovano trasformati ogni volta dalla storia della nostra vita. Allo stesso modo dal punto di vista della tecnica l’autrice rivela che non ha bisogno di essere rassicurata da ciò che già conosce, al contrario. Entrare in contatto con materiali nuovi, con ciò che non si è mai usato, con curiosità, è la cosa che preferisce. È un lavoro di apprendimento continuo, è un percorso, nel quale, per fortuna, non ci si sente mai arrivati. Poi ancora una volta le creazioni prendono vita e diventano autonome. Le cose nascono magari da una parola che istintivamente associ ad un colore. Così l’autrice si accorge dopo averle realizzate che nelle tavole di “È una parola” ci sono colori brillanti per immagini che definirebbe allegre, questo sì. Perché l’amicizia è prima di tutto gioia e vera ricchezza e ci fa capire che se ci apriamo agli altri possiamo vivere molto meglio con noi stessi.

http://www.unperiodistaenelbolsillo.com/arianna-papini-y-ser-amigos-no-se-bien-que-tienen-de-particular-mis-imagenes-se-que-cuando-pinto-diseno-corto-pego-soy-muy-feliz/

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“Storie di topi” su Lettura Candita

lunedì 29 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

Storie di topi, Arnold Lobel
Kalandraka 2013
NARRATIVA ILLUSTRATA PER PICCOLI (dai 4 anni)
“Dai raccontaci una storia. -Farò qualcosa di meglio, disse papà. Vi racconterò sette storie, una per ciascuno, se promettete di addormentarvi subito, apena avrò finito. Sì, promesso, dissero i topoplini. E papà cominciò…”
 

Sette storie di topi per topi.

Un pozzo che dice ahi e una topolina che sa come ‘curarlo’, un topino alle prese con un gattone fatto di pioggia, un topo alto ed educato che saluta il soffitto e un topo basso ed educato che saluta il pavimento: queste sono le prime tre storielline piccole piccole, ma veri ‘gioielli’ nel loro genere.
Sette racconti, dal sapore di altri tempi guardate che bella pagina questa,  
che possono essere prime letture (sono scritti grandi proprio per essere ben letti da occhi giovani alle prime armi) ma possono essere anche raccontini serali per addormentarsi con il sorriso sulle labbra, come capita ai sette topini della storia cornice.
Lobel ha uno stile inconfondibile: riesce sempre a essere ‘tenero’ senza mai essere sdolcinato. Le sue sotorie sono spesso con animali protagonisti. Animali che hanno consuetudine con le storie per bambini e che nell’immaginario di questi hanno un proprio posto assicurato. Di lui ricordo con immenso piacere, infatti, uno dei pochi libri suoi tradotti in Italia: Rana e rospo grandi amici (Fabbri, 2001). Storielline, anche in quel caso, in cui si racconta l’amicizia. Ricordo un episodio in particolare costruito tutto intorno allo smarrimento dei bottoni…
In questa nuova raccolta di racconti intorno ai topini, troviamo ‘in miniatura’ un mondo fatto di tranquillità casalinga, in cui la vita scorre tra piccole emozioni, un pizzico di non sense, qualche esagerazione, un po’ di routine.Piacevoli elementi per i più piccoli.
In particolare, trovo struggente e filosoficamente interessante il gioco del saluto ad ogni cosa, che mettono in atto i due topi, quello alto alto e quello basso basso (che già di per sé fan ridere in coppia). Mi pare che salutare tutto ciò che è in alto e tutto ciò che in basso è un buon esercizio per vivere in armonia con il mondo…
I pantaloni del vecchio topo che stan su con la gomma americana di un po’ di bambinetti è il riscatto finale dell’odiata e vituperata cicca, oltre al fatto che son dei piccoli ad aiutare un grande!
Il bagno, la storia finale, con un topo a cui l’acqua nella vasca non sembra mai abbastanza, sembra incarnare il sogno di ogni bambino chiamato a stare un po’ a mollo. Acqua a volontà che esce dalla vasca e sommerge l’intero paese. Tutti galleggiano alla fine, solo il piccolo topo, adesso ben pulito può andare a letto e addormentarsi finalmente con la coscienza immacolata.
Dire che Lobel, vincitore della Caldecott Medal nel 1971, è autore di culto nel mondo mi pare un’ovvietà, sebbene da noi lo debba ancora diventare, speriamo presto. 
Mi auguro che Kalandraka non si fermi qui ma prosegua con Zuppa di topi e le molte altre bellisime storie.
Qui una intervista del Guardian a Julia Donaldson, che di libri per bambini se ne intende, e parecchio!
 
Carla

“È una parola” su Lettura Candita

lunedì 22 luglio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

 

NEI MOMENTI DIFFICILI…
È una parola, Arianna Papini
Kalandraka 2013
 
 

ILLUSTRATI PER PICCOLI

 

È un sentimento…

Sentirsi simili anche quando siamo diversi.
Non preoccuparsi del proprio aspetto.
Potersi appoggiare nei momenti difficili.
 
Ecco, era proprio qui che volevo arrivare: potersi appoggiare nei momenti difficili.
Il momento difficile per me è arrivato e, guardandomi intorno, riesco a vedere alcuni cui potermi appoggiare. Sono quei due o tre, quattro o cinque, amici che ho.
Il libro di Arianna Papini è un’asciutta riflessione su cosa sia l’amicizia. Costruito intorno a una dozzina di frasi che alludono alle circostanze che ognuno di noi dovrebbe aver provato almeno una volta nella vita con i propri amici, È una parola, sembra quasi una poesia.
La prima volta che lo si legge, si rimane -inevitabilmente- con il fiato sospeso fino alla fine, cercando di indovinare cosa si celi dietro questa parola, dietro quel sentimento. Si arriva in fondo e si scopre che è AMICIZIA il grande sentimento annunciato al principio del libro. E così il cerchio si chiude e il libro diventa un oggetto perfetto nel suo essersi concluso.
Attenti, però. Questo libro è tutt’altro che un libro ‘chiuso’.
La parola amicizia, a ben vedere e a ben leggere, ne contiene molte altre: solidarietà, confidenza, fiducia, affetto, condivisione. Ed è per questo che questo libro può essere utilizzato in sé come ode a un sentimento raro quanto prezioso, ma anche come ‘trampolino di lancio’ per riflettere con i bambini di cosa significhi avere un amico, di cosa sia per loro l’amicizia.
Ed ecco che questo libro da ‘concluso’ che era diventa un libro ‘aperto’.
Lo si può leggere e sfogliare mille volte, impararne le parole a memoria, e ogni volta trovarci nuovi spunti di ragionamento: è un libro che può essere letto in classe, in condivisione, e poi ampliato con i pensieri di ciascuno sul tema intorno al quale ruota. I bambini stanno imparando che cosa sia l’amicizia, la sperimentano ogni giorno e ne conoscono la forza: in positivo e in negativo (‘non sono più amico tuo…’ è forse una delle prime crudeltà di cui i bambini sono capaci). Avranno molte cose da dire in proposito e a noi grandi che li stiamo a sentire sarà utile ri-verificare insieme a loro i termini della questione.
Da un libro della Papini c’era da aspettarselo che tante cose non fossero dette a parole, ma trasmesse per via altrettanto diretta (forse ancora più diretta che attraverso le parole) dalle immagini.
Le immagini raccontano molto di più, raccontano le suggestioni, le circostanze, le emozioni che ci sono dietro ogni amicizia.
Mi spiego: la goccia al naso della iena o i denti in fuori del serpente sono la rappresentazione emotiva che si nasconde dietro la frase ‘non preoccuparsi del proprio aspetto’, sono lo specchio interno del vissuto di ognuno di noi quando si è sentito libero di essere se stesso fino in fondo, con le propri difetti lì in evidenza, davanti a un amico.
Gli occhi socchiusi e pieni di accogliente sicurezza del grande tricheco e quelli sgranati e atterriti della piccola civetta, che porta sulla testa li ho visti e li vedo in questi giorni quando io, attualmente piccola spaventata civetta, mi aggrappo ai solidi trichechi e alle solide tricheche che sono qui a sostenermi.
Col poco fiato che mi ritrovo, posso solo dire: bel libro!
E, soprattutto, grazie ai trichechi e alle tricheche.
 
Carla
Noterella al margine.
Chissà se il titolo, così allusivo a un diffuso modo di dire, è una parola significa anche non è cosa facile, giusto?, colga dell’amicizia il suo essere sentimento prezioso e di impegnativa ‘manutenzione’…

Cambio distributore e novità estive

Ci siamo assentati da questo blog e dalle comunicazioni, l’estate ha portato oltre al caldo il cambio del distributore e porterà (finalmente) anche le novità a tutti gli operatori e i giornalisti che ancora non avevano ricevuto i libri a causa di questo passaggio che ci aveva bloccato nel procedere alle spedizioni. Il web, d’altronde, impone dei ritmi ed una sintesi non sempre in sintonia con i modi, i tempi e il vissuto della quotidianità.

Ci siamo quindi messe al lavoro  e intanto è partito “È una parola” di Arianna Papini.

E allora vi auguriamo già una piacevole lettura insieme a una buona estate http://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/E-una-parola-It_02.pdf

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Flash book, letture a ciel sereno. Un flash mob con i libri per bambini

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Federica Pizzi del blog “Libri e Marmallata” ci segnala questa bella iniziativa.

Un’ invasione di letteratura per l’infanzia, un flash mob dedicato alla lettura ad alta voce dei libri per bambini.  Per tutto il mese di luglio 2013, in tutta Italia, nei parchi, nelle piazze, nelle biblioteche, nelle librerie. L’evento è portato avanti dai lettori volontari che ogni giorni scelgono quattro titoli. Per Kalandrka ci sono i “CAPRETTI CAPRONI” di Olalla González e Federico Fernández, “LA GALLINELLA ROSSA” di Pilar Martínez e Marco Somà e “Il PICCOLO CONIGLIO BIANCO” di Xosé Ballesteros e Oscar Villan. Sicuramente alcuni dei titoli più rappresentativi di uno dei principi della casa editrice, la tutela della trasmissione orale. Titoli concepiti  per essere letti ad alta voce, con ricerca sul ritmo, sul suono, uso della ripetizione, dei giochi di parole, tutti elementi che coinvolgono nello scambio tra chi legge e ascolta e permettono anche al bambino più piccolo di essere parte attiva di questa condivisione.  Una cornice perfetta quindi quella delle letture all’aperto, corali, negli spazi pubblici.

L’appuntamento con “Capretti caproni” è il 9 luglio. Le date per gli altri titoli sono da definire.

http://www.readmi.it/eventi/11687

hCattura.JPG CAPRETTIhttp://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/capretti-caproni-IT_01.pdf

Il-piccolo-coniglio-Ithttp://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/Il-coniglio-bianco-IT_01.pdf

COVER_BASSA_GALLINELLAhttp://www.kalandraka.com/fileadmin/images/books/dossiers/La-gallinella-rossa-It_01.pdf