“La concretezza dell’intangibile, ovvero le fiabe condivise”. Una riflessione di Arianna Papini

In occasione dei tre giorni di eventi, dal 13 al 15 giugno 2013, all’interno di  “Oh che bel castello!” e del convegno “Percorsi nella città che cresce”, presso il Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, Firenze, (pubblicato su questo blog in https://libripersognare.wordpress.com/2013/06/10/oh-che-bel-castello-tre-giorni-di-magia-dai-libri-in-un-castello/) la scrittrice e illustratrice Arianna Papini ci offre un estratto dal catalogo che verrà distribuito per l’occasione. I tre giorni sono il risultato del lavoro di un anno che l’autrice ha svolto in collaborazione con gli educatori di alcuni asili nido basandosi su una bibliografia da lei scelta e sulla quale i bambini hanno lavorato a vari livelli dando vita anche ad una mostra. Tra i libri di Kalandraka con cui l’autrice ha lavorato con i piccolissimi “Chi vorresti essere?”, “Non è una scatola” e “È una parola”.

chi_vorresti_essere_BASSA-9.jpg-PER-BLOG

Rebecca, chi vorresti essere?

Vorrei essere un pesce per ascoltare il silenzio e nuotare libera nel mare.

Pesce, chi vorresti essere?…

Da “Chi vorresti essere”, Arianna Papini, Kalandraka, 2011

LA CONCRETEZZA DELL’ INTANGIBILE,OVVERO LE FIABE CONDIVISE
C’è qualcosa di incredibilmente magico nel condividere la lettura di un ottimo libro con bambini molto piccoli. L’intensità dell’atmosfera di fiaba si intreccia continuamente con il concreto, il vissuto delle piccole cose, la curiosità della scoperta.
Spesso mi viene chiesto con che criterio scelgo i libri per i piccoli, poiché è evidente la grande varietà iconica e stilistica del parco libri che abita il mio carrello di lettrice itinerante. Il criterio è molto semplice. Ai bambini va dato il meglio affinché possano assaporare la qualità del fare, dell’apprendere, dell’ascolto e della parola, dell’interpretazione e della comunicazione diretta. La curiosità, che poi è il movente di ogni andare, va coltivata fin da subito affinché la persona piccola, nel divenire grande, annoti tutti gli infiniti incredibili e imperdibili incontri che fa, nel grande libro della propria vita, come bagaglio denso e leggero, forte e invisibile arma pacifica da poter utilizzare nel momento del bisogno. Il meglio della letteratura, questo va dato ai bambini. La letteratura dalle parole poetiche e intense, a volte difficili e quindi da scoprire o indovinare o fraintendere, le frasi musicali musicate da grandi scrittori che universalmente si rivolgono a lettori di ogni età. È qui l’altro elemento discriminante: i libri che vivono nel mio carrello sono senza età, ampiamente condivisibili, così che chiunque ne possa usufruire, io stessa ogni volta, il lettore adulto o anziano, neonato, ragazzo, poiché in quelle parole trova una parte della propria vita non ancora spiegata altrove, un’apertura dunque alle mille strade della conoscenza di cui la prima, e più importante, è quella di se stesso. Così, come nel viaggio de “La conferenza degli uccelli” di Peter Sìs, la lettura condivisa è un andare insieme e allo stesso tempo un percorso così profondo da farci sentire intensamente vicini a noi stessi, volti a una ricerca comune ma anche molto solitaria, interiore. Questo si osserva nel silenzio dei bambini quando condividiamo con loro un libro splendido, dalle parole ricche e solide, capace di lasciare spazio a ulteriori immaginazioni e immagini. Qui entra il terzo tema, quello dell’iconografia. È difficile che i bambini imparino ad accogliere e condividere i tanti volti dell’umanità, se non hanno usufruito fin da piccolissimi della ricchezza di immagini differenziate, non stereotipe, capaci di renderli persone aperte all’altro, alle diversità dei mondi. Sempre la curiosità dunque, che allontana la paura e trova un senso nella condivisione delle storie, ancora una volta, all’interno dello scrigno di libri di alta qualità con immagini artisticamente alte, accuratissime, forti.
Così abbiamo lavorato a Scandicci, partendo dai bellissimi libri e dal viaggio negli spazi densi e speciali della crescita, in cui i bambini trovano esperienza condivisa e socialità. Da lì siamo partiti leggendo per terra, osservando le reazioni e gli sguardi intensi, lavorando dall’interno di quelle strutture che sul territorio, ogni giorno, hanno a che fare con i bambini e con le loro famiglie. Poi in quei luoghi il lavoro è proseguito, le fiabe e le storie hanno trovato infinite vie espressive, facendo nascere altre storie, dipinti, case, personaggi. L’apertura alla città dell’evento finale intende ampliare ulteriormente, se possibile, il senso sociale della lettura condivisa e della consapevolezza che un buon libro non finisce mai con l’ultima pagina.

Arianna Papini
Curatrice della mostra

http://www.scandiccicultura.eu/biblioteca-e-archivio-storico.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...