A proposito di classici. Sono in arrivo due sorprese, firmate Janosch e Arnold Lobel

Nell’articolo sulla rivista  “Uppa”   (qua riportato https://libripersognare.wordpress.com/2013/05/27/il-pulcinetto-nel-boschetto-e-capretti-caproni-come-modello-di-riproposta-dei-classici-su-uppa/)  che ci ha segnalato gentilmente una mamma a Torino si riflette sul valore dei classici e si parla di “rispetto per la comunicazione col bambino” e cura in riferimento a “Il pulcinetto nel boschetto” e “Capretti e caproni”, racconti tradizionali adattati e reillustrati in modo originale per Kalandraka. L’articolo è del 2009.  Kalandraka in Italia era agli esordi, con ancora pochissimi titoli pubblicati. Ma la questione della considerazione dell’altro a cui ci si rivolge, del bambino, era già visibile, ed è sempre un tema fondamentale da affrontare nel dibattito sulla letteratura per l’infanzia. Nell’idea base della casa editrice ci sono alcuni elementi imprescindibili. La considerazione dell’ educazione estetica, che viene proposta avvicinando i bambini alla creazione artistica contemporanea attraverso il lavoro degli illustratori,  come stimolo per lo sviluppo intellettivo del bambino. Accanto a questo e alla scelta dei contenuti c’è l’attenzione al linguaggio, nei tempi, nei ritmi (si parla di “sobrietà” e “precisione” in riferimento al testo dei due albi). Tali aspetti si trovano principalmente in tre tipi di proposta. Da un lato ci sono i racconti tradizionali, adattati e illustrati in modo originale; qui c’e’ un’attenzione particolare a un’espressività verbale che  valorizzi la lettura ad alta voce, altro tema che sta a cuore alla casa editrice, la trasmissione  orale della cultura;  poi   c’e’ la proposta di opere originali; e infine  la pubblicazione di classici. Il classico è irrinunciabile per il suo valore intrinseco, come dice Lola Barcelò, direttrice di Kalandraka Italia,  nel “manifesto” della casa editrice. E proprio due classici contemporanei stanno arrivando nel catalogo dell’editore. Due gioielli della letteratura per l’infanzia, per la gioia dei piu’ grandi che li leggeranno e dei piccoli che li ascolteranno.  Hanno in comune la loro assenza dalla scena italiana, uno infatti è inedito l’altro fu pubblicato da Piemme nel 1997, fuori catalogo, non si è piu’ rivisto. Stiamo parlando di “Oh com’è bella Panama!”, di Janosch, Germania, 1979.  “Storie di topi” di Arnold Lobel, farà invece la sua prima uscita in Italia con Kalandraka.

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Janosch ci regala la storia  di un viaggio, il viaggio di Orso e Tigre verso Panama che poi diviene il viaggio della crescita, un’avventura, che si rivelerà essere un richiamo all’amicizia, al coraggio, alla gioia delle piccole cose, alla capacità di osare e cercare. Un manifesto  del viaggio dell’infanzia con tutto quello che non dovremmo mai perdere per strada nella nostra crescita, perchè dall’altra parte c’e’ sempre lei in agguato, la paura.

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E “Storie di topi”. Storie brevi, cha saranno un piacere per chi le leggerà e per i piu’ piccoli che le ascolteranno. Papà Topo le legge ai suoi sette topolini a patto che dopo dormano tutti. E così è. È difficile addormentarsi senza prima averle ascoltate tutte, ma allo stesso tempo alla fine è quasi impossibile non farsi cullare dal sonno con un bel sorriso sul viso. Sette storie, sette avventure dove accadono cose sorprendenti senza che ce ne rendiamo conto, perchè sembrano del tutto naturali  nel linguaggio dell’infanzia con la sua semplicità che meraviglia per i significati che rivela.  Così parla “Storie di topi”.  Quella di Lobel è poesia, ricca di humor e saggezza, in racconti da gustarsi fino in fondo.

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