Archivi del mese: giugno 2013

Arianna Papini a “Codice a Sbarre”per le Giornate della Libera Editoria

Lunedì 24 giugno 2013 dalle ore 10 alle ore 12 la scrittrice e illustratrice Arianna Papini è all’ex carcere delle Murate a Firenze in occasione di “Codice a Sbarre”, quattro giornate dedicate alla libera editoria. Un bella opportunità in un giorno di festa per il capoluogo toscano che il 24 giugno celebra il suo patrono, San Giovanni. Lo Spazio Ragazzi si è inaugurato oggi, 22 giugno 2013. Una cittadella del libro, negli spazi interni e esterni del Caffè Letterario delle Murate, in via Ghibellina.

” È una parola”, in uscita in questi giorni, è il libro di Kalandraka su cui l’autrice si concentrerà, senza escludere qualche sorpresa se il tempo a disposizione lo permetterà.  Incontro, laboratorio, musica. Noi ci siamo, alla libreria e naturalmente lunedì con Arianna Papini.

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Programma completo http://www.lemurate.it

Kalandraka aderisce a “Codice a sbarre”, tre giornate della libera editoria

Da venerdì 21 a lunedì 24 giugno 2013, c’e’ CODICE A SBARRE, tre GIORNATE DELLA LIBERA EDITORIA  a Firenze, nell’ex carcere delle Murate, via Ghibellina.

Noi ci siamo, allo spazio ragazzi, con i nostri libri, e lunedì 24 con Arianna Papini.CODICE A SBARRE comu. stampa def

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Non tutti vogliono volare. Da “Chi vorresti essere?”le voci dei bambini

Una piccola testimonianza del lavoro fatto da Arianna Papini per un anno con i bambini e gli educatori di alcuni asili nido del comune di Scandicci e che ha dato vita all’evento “Oh che bel castello!” e al convegno “Percorsi nella città che cresce” al Castello dell’Acciaiolo dal 13 al 15 giugno 2013

Dal lavoro sul libro “Chi vorresti essere?”

Io sono Isabel. Vorrei essere una farfallina per volare.

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Io sono Sara…

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Vorrei essere una zebra perchè è tutta bianca con le striscie e non vola.

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Da un lato chi sei, dall’altro chi vorresti essere. Il gioco delle identità. Il viaggio per arrivare a sè del libro di Arianna Papini. Con materiali che i bambini hanno liberamente scelto, i loro volti accanto ai loro desideri.

Fai clic per accedere a Chi-vorresti-essere-IT_01.pdf

Dal convegno “Percorsi nella città” che cresce

Si è concluso “Oh che bel castello!” col convegno di sabato 15 giugno 2013 “Percorsi nella città che cresce”presso il Castello dell’Acciaiolo di Scandicci.  Kalandraka  era stata invitata come rappresentante di editoria di alta qualità per bambini, per testimoniare il lavoro di un editore che fa ricerca nel linguaggio estetico e verbale e per l’attenzione alla narratività orale che era uno dei temi portanti di questo incontro incentrato sulla lettura ai piccoli. Lola Barcelò, direttrice di Kalandraka Italia e membro dell’Associazione dei Narratori Orali della Catalogna,  non ha potuto partecipare per l’improvvisa notizia del Premio Llibreter a Roberto Innocenti che lei ha accompagnato a Barcellona. Come rappresentante di Kalandraka c’era al suo posto la collaboratrice per l’ufficio stampa Rochana Bassi.

Il significato del narrare nella sua ancestralità, le storie e le parole che “curano” facendoci confrontare con le paure nell’esperienza continua della crescita.  E quando i bambini chiedono le parole come un bisogno, un urlo per magari farsi  accarezzare da esse in momenti di angoscia, come ha testimoniato Bruno Tognolini con alcune sue filastrocche. L’effetto della lettura precoce sullo sviluppo intellettivo ed emotivo del bambino così come quello della lettura delle immagini che vadano oltre una dimensione sterotipata. Questi sono stati gli spunti dell’ incontro  nel bello spazio del Castello dell’Acciaolo.

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Da destra: Bruno Tognolini, Marco Dallari, Arianna Papini coordinatrice dell’incontro, Rochana Bassi (in rappresentanza di Kalandraka), Paolo Borin, Patrizia De Pasquale della Biblioteca di Scandicci.

Mancava la testimonianza di Giovanna Malgaroli di Nati per Leggere che non ha potuto essere presente.

.http://www.comune.scandicci.fi.it/images/stories/relatoriillustratori.pdf

Roberto Innocenti riceve il Premio Llibreter per “La niña de rojo”

IL maestro dell’illustrazione Roberto Innocenti, riceve oggi, 13 giungo 2013, il Premio Llibreter a Barcellona per il libro “La niña de rojo”, edito da Kalandraka. E così è volato in Spagna insieme a Lola Barcelo’, direttrice di Kalandraka Italia. Il Premio è conferito dalla storica Associazione dei Librai della Catalogna, che lo ha assegnato nel 2003  a un altro albo pubblicato da Kalandraka, “Nonni” di Chema Eras e Rosa Osuna (edizione italiana del 2010).

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È noto quanto l’opera dell’ autore fiorentino sia da sempre apprezzata e pluripremiata all’estero. Tra i riconoscimenti ricevuti La Mela d’Oro de la Biennale di Illustrazione di Bratislava, la Medaglia d’Oro della Society of Illustrators di New York e il Premio Andersen 2008.

Il libro

La niña de rojo è Cappuccetto Rosso. Ma quella illustrata da Innocenti è una Cappuccetto Rosso urbana che vive alla periferia di una città. Periferia anonima a sottolineare ancor di più l’universalità della fiaba. La città è un luogo caotico, pieno di disuguaglianze, pericoloso; e nel cuore di questo labirinto c’è il bosco; un luogo colmo di vita irrequieta, massima espressione della società del consumo e della tecnologia con tutti i difetti che una critica tagliente fa emergere.  Le illustrazioni curate nel minimo dettaglio, sono spesso presentate dentro strisce distaccate le une dalle altre, a mo’ di fumetto. Qua il lupo feroce è un motociclista ed il finale può essere sia tragico che felice, ne “La niña de rojo” ci sono entrambi gli esiti, perchè, siano lontane nel tempo  o attuali, le storie sono sempre magiche. Il testo è di Aaron Frisch.

Il Premio

Il Premio Llibreter nasce nell’anno 2000 con l’obiettivo di sottolineare la qualità e il significato di determinati libri e favorirne la promozione nelle librerie. È concesso dall’Associazione dei Librai della Catalogna, una realtà democratica e senza fini di lucro che porta avanti la tradizione della confraternita fondata nel 1553. Le categorie sono: letteratura catalana, letteratura di altri paesi, albi illustrati.

“La concretezza dell’intangibile, ovvero le fiabe condivise”. Una riflessione di Arianna Papini

In occasione dei tre giorni di eventi, dal 13 al 15 giugno 2013, all’interno di  “Oh che bel castello!” e del convegno “Percorsi nella città che cresce”, presso il Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, Firenze, (pubblicato su questo blog in https://libripersognare.wordpress.com/2013/06/10/oh-che-bel-castello-tre-giorni-di-magia-dai-libri-in-un-castello/) la scrittrice e illustratrice Arianna Papini ci offre un estratto dal catalogo che verrà distribuito per l’occasione. I tre giorni sono il risultato del lavoro di un anno che l’autrice ha svolto in collaborazione con gli educatori di alcuni asili nido basandosi su una bibliografia da lei scelta e sulla quale i bambini hanno lavorato a vari livelli dando vita anche ad una mostra. Tra i libri di Kalandraka con cui l’autrice ha lavorato con i piccolissimi “Chi vorresti essere?”, “Non è una scatola” e “È una parola”.

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Rebecca, chi vorresti essere?

Vorrei essere un pesce per ascoltare il silenzio e nuotare libera nel mare.

Pesce, chi vorresti essere?…

Da “Chi vorresti essere”, Arianna Papini, Kalandraka, 2011

LA CONCRETEZZA DELL’ INTANGIBILE,OVVERO LE FIABE CONDIVISE
C’è qualcosa di incredibilmente magico nel condividere la lettura di un ottimo libro con bambini molto piccoli. L’intensità dell’atmosfera di fiaba si intreccia continuamente con il concreto, il vissuto delle piccole cose, la curiosità della scoperta.
Spesso mi viene chiesto con che criterio scelgo i libri per i piccoli, poiché è evidente la grande varietà iconica e stilistica del parco libri che abita il mio carrello di lettrice itinerante. Il criterio è molto semplice. Ai bambini va dato il meglio affinché possano assaporare la qualità del fare, dell’apprendere, dell’ascolto e della parola, dell’interpretazione e della comunicazione diretta. La curiosità, che poi è il movente di ogni andare, va coltivata fin da subito affinché la persona piccola, nel divenire grande, annoti tutti gli infiniti incredibili e imperdibili incontri che fa, nel grande libro della propria vita, come bagaglio denso e leggero, forte e invisibile arma pacifica da poter utilizzare nel momento del bisogno. Il meglio della letteratura, questo va dato ai bambini. La letteratura dalle parole poetiche e intense, a volte difficili e quindi da scoprire o indovinare o fraintendere, le frasi musicali musicate da grandi scrittori che universalmente si rivolgono a lettori di ogni età. È qui l’altro elemento discriminante: i libri che vivono nel mio carrello sono senza età, ampiamente condivisibili, così che chiunque ne possa usufruire, io stessa ogni volta, il lettore adulto o anziano, neonato, ragazzo, poiché in quelle parole trova una parte della propria vita non ancora spiegata altrove, un’apertura dunque alle mille strade della conoscenza di cui la prima, e più importante, è quella di se stesso. Così, come nel viaggio de “La conferenza degli uccelli” di Peter Sìs, la lettura condivisa è un andare insieme e allo stesso tempo un percorso così profondo da farci sentire intensamente vicini a noi stessi, volti a una ricerca comune ma anche molto solitaria, interiore. Questo si osserva nel silenzio dei bambini quando condividiamo con loro un libro splendido, dalle parole ricche e solide, capace di lasciare spazio a ulteriori immaginazioni e immagini. Qui entra il terzo tema, quello dell’iconografia. È difficile che i bambini imparino ad accogliere e condividere i tanti volti dell’umanità, se non hanno usufruito fin da piccolissimi della ricchezza di immagini differenziate, non stereotipe, capaci di renderli persone aperte all’altro, alle diversità dei mondi. Sempre la curiosità dunque, che allontana la paura e trova un senso nella condivisione delle storie, ancora una volta, all’interno dello scrigno di libri di alta qualità con immagini artisticamente alte, accuratissime, forti.
Così abbiamo lavorato a Scandicci, partendo dai bellissimi libri e dal viaggio negli spazi densi e speciali della crescita, in cui i bambini trovano esperienza condivisa e socialità. Da lì siamo partiti leggendo per terra, osservando le reazioni e gli sguardi intensi, lavorando dall’interno di quelle strutture che sul territorio, ogni giorno, hanno a che fare con i bambini e con le loro famiglie. Poi in quei luoghi il lavoro è proseguito, le fiabe e le storie hanno trovato infinite vie espressive, facendo nascere altre storie, dipinti, case, personaggi. L’apertura alla città dell’evento finale intende ampliare ulteriormente, se possibile, il senso sociale della lettura condivisa e della consapevolezza che un buon libro non finisce mai con l’ultima pagina.

Arianna Papini
Curatrice della mostra

http://www.scandiccicultura.eu/biblioteca-e-archivio-storico.html

Scheda novità. “Storie di topi”, Arnold Lobel, giugno 2013

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“Oh che bel castello!”, tre giorni di magia dai libri in un castello

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Da giovedì 13 a sabato 15 giugno 2013 il Castello dell’Acciaiolo a Scandicci si anima tra colori, letture, fiabe, dibattiti. E una mostra con molti autori. Sono i bambini che per un anno hanno lavorato a un progetto di Arianna Papini nei loro asili nido. Il lavoro è stato sostenuto dal Comune di Scandicci, Scandicci Cultura e EDA Servizi, con la collaborazione attiva della Biblioteca di Scandicci.  La scrittrice, illustratrice e arteterapeuta fiorentina ha scelto una bibliografia sulla quale per un anno i bambini hanno lavorato con gli educatori e con l’autrice stessa, a vari livelli. Da questo percorso è nata anche una mostra che sarà esposta per tutti e tre i giorni.  Kalandraka è invitata al dibattito “Percorsi nella città che cresce” ed è stata presente con alcuni suoi libri tra cui “Chi vorresti essere?”, “Non è una scatola” e “È una parola”.  Un lavoro di rete, che fa emergere tematiche complesse e accende speranze che questa esperienza possa continuare e allargarsi.

Calendario OH CHE BEL CASTELLO!

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INFO: La Biblioteca dei ragazzi – Via Roma 38/A – Scandicci (FI) • Tel. 055.7591.863/866
biblioteca@scandiccicultura.it

Scheda novità, “Oh, com’e’ bella Panama!”, giugno 2013

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Oh, com’e’ bella Panama!

A proposito di classici. Sono in arrivo due sorprese, firmate Janosch e Arnold Lobel

Nell’articolo sulla rivista  “Uppa”   (qua riportato https://libripersognare.wordpress.com/2013/05/27/il-pulcinetto-nel-boschetto-e-capretti-caproni-come-modello-di-riproposta-dei-classici-su-uppa/)  che ci ha segnalato gentilmente una mamma a Torino si riflette sul valore dei classici e si parla di “rispetto per la comunicazione col bambino” e cura in riferimento a “Il pulcinetto nel boschetto” e “Capretti e caproni”, racconti tradizionali adattati e reillustrati in modo originale per Kalandraka. L’articolo è del 2009.  Kalandraka in Italia era agli esordi, con ancora pochissimi titoli pubblicati. Ma la questione della considerazione dell’altro a cui ci si rivolge, del bambino, era già visibile, ed è sempre un tema fondamentale da affrontare nel dibattito sulla letteratura per l’infanzia. Nell’idea base della casa editrice ci sono alcuni elementi imprescindibili. La considerazione dell’ educazione estetica, che viene proposta avvicinando i bambini alla creazione artistica contemporanea attraverso il lavoro degli illustratori,  come stimolo per lo sviluppo intellettivo del bambino. Accanto a questo e alla scelta dei contenuti c’è l’attenzione al linguaggio, nei tempi, nei ritmi (si parla di “sobrietà” e “precisione” in riferimento al testo dei due albi). Tali aspetti si trovano principalmente in tre tipi di proposta. Da un lato ci sono i racconti tradizionali, adattati e illustrati in modo originale; qui c’e’ un’attenzione particolare a un’espressività verbale che  valorizzi la lettura ad alta voce, altro tema che sta a cuore alla casa editrice, la trasmissione  orale della cultura;  poi   c’e’ la proposta di opere originali; e infine  la pubblicazione di classici. Il classico è irrinunciabile per il suo valore intrinseco, come dice Lola Barcelò, direttrice di Kalandraka Italia,  nel “manifesto” della casa editrice. E proprio due classici contemporanei stanno arrivando nel catalogo dell’editore. Due gioielli della letteratura per l’infanzia, per la gioia dei piu’ grandi che li leggeranno e dei piccoli che li ascolteranno.  Hanno in comune la loro assenza dalla scena italiana, uno infatti è inedito l’altro fu pubblicato da Piemme nel 1997, fuori catalogo, non si è piu’ rivisto. Stiamo parlando di “Oh com’è bella Panama!”, di Janosch, Germania, 1979.  “Storie di topi” di Arnold Lobel, farà invece la sua prima uscita in Italia con Kalandraka.

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Janosch ci regala la storia  di un viaggio, il viaggio di Orso e Tigre verso Panama che poi diviene il viaggio della crescita, un’avventura, che si rivelerà essere un richiamo all’amicizia, al coraggio, alla gioia delle piccole cose, alla capacità di osare e cercare. Un manifesto  del viaggio dell’infanzia con tutto quello che non dovremmo mai perdere per strada nella nostra crescita, perchè dall’altra parte c’e’ sempre lei in agguato, la paura.

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E “Storie di topi”. Storie brevi, cha saranno un piacere per chi le leggerà e per i piu’ piccoli che le ascolteranno. Papà Topo le legge ai suoi sette topolini a patto che dopo dormano tutti. E così è. È difficile addormentarsi senza prima averle ascoltate tutte, ma allo stesso tempo alla fine è quasi impossibile non farsi cullare dal sonno con un bel sorriso sul viso. Sette storie, sette avventure dove accadono cose sorprendenti senza che ce ne rendiamo conto, perchè sembrano del tutto naturali  nel linguaggio dell’infanzia con la sua semplicità che meraviglia per i significati che rivela.  Così parla “Storie di topi”.  Quella di Lobel è poesia, ricca di humor e saggezza, in racconti da gustarsi fino in fondo.

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