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La gallinella rossa su Lettura Candita

Recensione di Carla Ghisalberti

(per la pagina originale:http://letturacandita.blogspot.it/search?updated-max=2013-02-28T15:00:00%2B01:00&max-results=7)

 mercoledì 27 febbraio 2013

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

IO, NO! IO, NO! IO, NO!
LA GALLINELLA ROSSA, Pilar Martínez, Marco Somà
Kalandraka 2013
ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)
“Chi mi aiuta a piantare questi chicchi di grano? – domandò ai suoi amici.
Io no! rispose il cane fannullone.
Nemmeno io! disse il gatto dormiglione.
Neanche io! aggiunse l’anatra festaiola.
D’accordo! Allora lo farò da sola.”
A bordo di un triciclo molto ben equipaggiato, con rastrelli, vanghe, zappe e innafiatoi multipli, la gallinella va per campi seguita dai suoi pulcini. Al vedere quei chicchi di grano le viene l’idea di farli fruttare e trasformarli in qualcosa d’altro, decisamente più saporito. Ed è qui che le scatta nella testa l’idea di farsi aiutare dai suoi vicini di fattoria. Risposta unanime: io, no! io, no! io, no!
La gallina tecnologica ed equipaggiata tira fuori il suo aratro rotativo e va a seminare. Nato il grano e divenuto forte e robusto, esso va mietuto e poi trebbiato e quindi la gallina tira fuori dalla rimessa il suo mietitrebbia. Anche questa volta può contare solo sulla collaborazione dei suoi pulcini. Gli altri, alla sua richiesta d’aiuto rispondono sempre allo stesso modo: io, no! io, no! io, no!
Raccolti i chicchi in un grande sacco, la cosa che resta da fare è andare al mulino a macinarli. Di ritorno, con i suoi grandi sacchi di farina chiede ai tre se vogliono aiutarla a fare il pane. Indovinate la risposta?
Così anche questa volta la gallina deve far tutto da sola: impastare con acqua e lievito e poi infornare…
Come sempre succede (a casa mia ogni due o tre giorni, per esempio) quando le pagnotte sono cotte, si diffonde per la casa un profumo irresistibile di pane appena fatto. E solo allora i tre si avvicinano alla cucina della gallina.
Pregustando già la sua sottile vendetta, la gallina non può fare a meno di chieder loro se vogliano aiutarla a mangiare il pane.
La risposta, ancora una volta unanime, è: io, sì! io, sì! io, sì!
Ed è a questo punto che scatta la rivincita della gallina. “Cari miei, mi spiace ma il buon pane lo divido solo con i miei pulcini!”. E così fece.
La fiaba arriva da lontano, forse dalla Russia (è per quello che la gallina è rossa?) o dall’Inghilterra, ed è stata già altre volte oggetto di albi illustrati. Io ricordo in particolare quello edito da Babalibri (Byron Barton, La gallinella rossa, Babalibri 2003), che ho consumato a furia di leggerlo e rileggerlo a tutti i bambini che mi son passati davanti.
Della fiaba mi piace il finale secco e lontano da ogni buonismo. Mi piace perché si parla con cognizione di causa del procedimento che parte dal grano per arrivare alla pagnotta e, sotto sotto, si dice a un bambino come si fa il pane. Mi piace perché ha un ritmo ciclico che tanto risulta piacevole soprattutto a bambini piccolissimi.
In particolare questa edizione curata da Kalandraka mi pare molto divertente sotto il profilo dell’illustrazione. Solo giocate sui toni del marrone, le immagini di Marco Somà sono ricche di minuscoli particolari e dettagli, di una cura quasi maniacale per la resa dei piumaggi, della suppellettile, degli arredi, delle texture, per non parlare dei macchinari agricoli che riempiono intere doppie pagine.
Classe 1983, trent’anni giusti giusti, Marco Somà è un illustratore davvero interessante.
Mi pare di leggere nei suoi lavori una passione per le rane, che sono uno dei suoi Leit Motiv. Più in generale, mi sembra attratto dagli animali che veste secondo un gusto sempre tra il dandy e il retrò. Come retrò sono anche le ambientazioni: tavolini bassi su cui poggiano teiere e bricchetti a fiori, circondati da sedie Thonet, lampade da scrivania fine Ottocento, quadretti alle pareti con cornici di gusto un po’ liberty, poltrone dai tessuti un po’ consunti…la villa in campagna dei nonni paterni in Piemonte dove andavo a passare l’estate aveva quei colori e quegli oggetti: tele un po’ ruvide e grosse e lenzuola di lino.

C’era una volta una gallinella rossa…

C’era una volta una gallinella rossa

che viveva in una fattoria con i suoi pulcini.

Nella fattoria vivevano anche un cane fannullone,

un gatto dormiglione e un’anatra molto festaiola.

Un giorno la gallinella rossa

stava razzolando alla ricerca di cibo,

quando trovò dei chicchi di grano.

Così le venne in mente un’idea…

Chi mi aiuta a piantare questi chicchi di grano?

-Io no!- rispose il cane fannullone…

E così risposere anche il gatto dormiglione e l’anatra festaiola.

-D’accordo! Allora lo farò da sola. Rispose la gallinella. E così fece.

cover_054_1-p-shLa gallinella rossa di Florence White Williams del 1914

COVER_BASSA_GALLINELLALa gallinella rossa, Pilar Martinez, Illustrazioni Marco Somà, Kalandraka, 2013

La gallina continua a chiedere aiuto per per le altre fasi che porteranno dal seme al pane; la mietitura, il trasporto dei chicchi al mulino, la macinatura, infine l’impasto.

La risposta è sempre “Io no”! ….Ma chi me lo fa fare?

Alla fine chi si mangia il pane quando è pronto? La gallinella con i suoi pulcini e come ci rimangono male il gatto, l’anatra e il cane attratti dall’ottimo odorino di pane appena sfornato!

In alcune versioni la gallinella mangia il pane da sola; in questo tipo di edizione di solito è specificato il fatto che lei si sacrifica sempre per i suoi pulcini dando tutto il cibo a loro; farsi e mangiarsi questo pane da sola sembra anche una liberazione da questo suo continuo sacrificio di madre. In altre come in questa scelta da Pilar Martinez, divide il pane con i suoi pulcini che sono comunque sempre presenti nelle illustrazioni intorno alla gallina e la aiutano nel lavoro (e ai bambini fa molto piacere che i pulcini non spariscano nel nulla quando è pronto il pane…).

La gallinella rossa è annoverata tra i racconti tradizionali inglesi anche se la sua vera origine potrebbe essere russa. Molto popolare quindi nei paesi di origine anglosassone, in Italia se ne trovano versioni legate a un tipo di illustrazione tradizionale. Le illustrazioni di Marco Somà, nella edizione originale edita da Kalandraka,  stravolgono questo immaginario grazie ad un’ interpretazione assolutamente moderna che offre ulteriori possibilità di vissuto al testo stesso. Solo nuovi linguaggi possono ridare vita alla tradizione che così può continuare a parlarci rivelandoci sempre nuove occasioni di lettura e di creatività.

I protagonisti della storia sono fortemente caratterizzati nelle loro debolezze che contrastano la virtù della gallina e certo l’anatra festaiola delle tavole di Somà è proprio divertente con quel becco sempre aperto che sembra non darsi mai pace e non avere proprio tempo da perdere per aiutare la gallina…galiña_ok_ITA_261012DEF-9

Tra le prime trasposizioni maggiormente note della novella c’e’ quella operata alla fine dell’ Ottocento da Joseph Jacobs, critico letterario, storico, esperto di folclore inglese. In generale, molte sono le varianti legate sopratutto ai personaggi- accanto alla gallina, sempre laboriosa e tenace, possiamo infatti trovare il maiale, il topo, l’agnello. La storia divenne popolare come lettura proposta per bambini nel periodo di passaggio da un uso di racconti che dovevano avere un forte messaggio moralizzante e religioso a una fase più divincolata in cui si ricercava l’aspetto seducente del racconto anche attraverso le immagini pur mantenendo un chiaro messaggio morale.

Negli Stati Uniti “La gallinella rossa” divenne popolare sopratutto grazie alla serie “The little Golden Books” degli anni Quaranta, nella versione illustrata da John Parr Miller. La serie era pubblicata da Simon and Schuster in collaborazione con l’Artist and Writers Guild, Inc, diretta da Georges Dupalaix. L’obiettivo era rivoluzionario, pubblicare libri per bambini di qualità, ricercati a livello di illustrazione, a un prezzo accessibile.867650

Amata anche la gallinella di Paul Galdone del 1973, alle prese con al preparazione di un dolce.Hen

In Italia nota per i più piccoli è la gallinella giocosa di Byron Barton, Harper and Collins,1993, pubblicata da Babalibri nel 2003.

Di questo racconto sono stati messi in risalto aspetti diversi a seconda dell’uso che se ne voleva fare; sicuramente nella tradizione anglosassone venivano considerati l’etica del lavoro e l’iniziativa personale, temi base di questa storia e che già da soli ne introducono molti altri. La collaborazione, l’amicizia, la tenacia, l’anticonformismo ….Nella versione di Florence White Williams del 1914 è dato risalto al progettare per il futuro. La gallinella è abituata a cercare grassi vermi sempre col pensiero di nutrire i suoi pulcini. Quando trova il chicco di grano capisce che puo’ farne un uso diverso, un uso il cui risultato non è immediato ma che richiede lavoro, impegno, pazienza e che a quel punto darà i suoi frutti; è anche la sua costante rinuncia o condivisione a favore dei pulcini a stimolare la curiosità e il desiderio di altro oltre a facilitarla nell’impegno nel lavoro per raggiungere qualcosa di nuovo e di condivisibile; qualcosa che si potrà ripetere perchè si sarà imparato a fare. Ma ognuno deve compiere la sua parte se vuole godere di questo frutto; e fare la propria parte significa rinunciare a qualcosa per guadagnare qualcosa di piu’ grande uscendo dal proprio orticello; significa valutare le conseguenze delle proprie azioni nel bene e nel male rispetto a una politica di uso e consumo immediato e per pochi; usare una forma di coscienza al di fuori della quale c’e’ in effetti una delle armi distruttive piu’ potenti, l’indifferenza.

“La gallinella rossa”  è stata usata come metafora da parti politiche opposte favorendo a tratti l’aspetto piu’ moralizzante o quello piu’ progressista; premiando ad esempio l’immagine della gallina intraprendente oppure il tema del senso piu’ alto del lavoro come collaborazione per un obiettivo comune. Negli Stati Uniti Reagan in un monologo parlava di una gallina che alla fine si sente in obbligo di condividere il pane con gli altri e così cade in disgrazia perdendo completamente lo stimolo a lavorare. Sempre sulla linea conservatrice, una gallina rivista in chiave giustamente vendicativa è quella promossa dai sostenitori di George W. Bush che hanno usato la novella come analogia per difendere il rifiuto del presidente di coinvolgere in lavori di ricostruzione compagnie di paesi che si erano opposti alla guerra in Iraq; (fonte Wikipedia)

Non meno da considerare è il coraggio di andare contro corrente; non è facile continuare da soli e credere che quello che si sta facendo abbia alla fine un senso; e l’amicizia non è rafforzata o scoperta in un lavorare insieme, progettare, magari per contribuire attivamente ai cambiamenti che vorremmo nella realtà sociale?

Molti i temi su cui dialogare  con i piu’ piccoli e gli aspetti con i quali giocare;  la stagionalità, le fasi del lavoro in campagna, l’attesa; l’alchimia dei processi della natura che puo’ avverarsi solo con i dovuti tempi, la preparazione del pane; inoltre il bambino è coinvolto dal fatto che puo’ anticipare la storia grazie alla ripetizione.

Laboratori possibili prevedono il gioco di ruolo in cui con quello che abbiamo a disposizione i bambini potranno interpretare i personaggi; entrare nel merito della collaborazione e vivere l’attesa preparando qualcosa tutti insieme e poi condividendolo (il pane o altro);   con i piu’ grandi sarà possibile affrontare ulteriori temi, lasciando che ognuno immagini ad esempio le conseguenze di un comportamento collaborativo per poi spaziare su altri aspetti

Ecco solo alcuni dei links reperibili in inglese con spunti di attività da svolgere con bambini e ragazzi:

http://www.first-school.ws/activities/fairytales/redhen.htm

(per i più piccoli)

http://www.hubbardscupboard.org/the_little_red_hen.html

(per i più grandi)

Un gorilla su Booksblog

Recensione di Sara Regimenti dell’albo di Anthony Brownemandrilli

http://www.booksblog.it/post/38811/un-gorilla-un-libro-per-contare-di-a-browne

Cattura 2

Cattura 3