Archivi del mese: maggio 2012

La rassegna: Giacomino e le ghiande

Mi sa che Valeria Baudo ha scoperto qualcosa di molto interessante nell’albo illustrato da Inés Vilpi. Non è per niente banale la sua recensione, anzi, potrebbe fare riflettere un po’ noi genitori e noi editori.

Giacomino e le ghiande.

Annunci

Festival della Cultura Mediterranea di Imperia

Kalandraka partecipa all’ 11° edizione del Festival della Cultura Mediterranea – Fiera del Libro di Imperia (Liguria) che avverrà i giorni 1, 2 e 3 giugno nel centro storico di Porto Maurizio. L’evento si svolge con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e dello Sviluppo Economico, nonché di Comune e Provincia di Imperia, Camera di Commercio di Imperia, Regione Liguria e Senato della Repubblica.

Oltre agli stand dedicati alla piccola e media editoria sono presenti ad Imperia gli stand istituzionali del Comune di Imperia, della Provincia di Imperia, della Provincia di Cuneo, del Comune di Sanremo, dell’Università di Genova, dell’Università Cattolica di Milano, del DAMS e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Imperia.

La MEDITERRANEITA’, leitmotiv della Fiera del Libro di Imperia, troverà nell’evoluzione dei ruoli di genere la chiave interpretativa di questa edizione 2012. L’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne costituiscono tematiche fondamentali nel tempo delle grandi migrazioni africane.

La rassegna: Caleidoscopio di colori – L’ombrello giallo

78 – Writers Magazine Italia

(maggio 2012)

PICCOLE DONNE CRESCONO

rubrica
di Laura Castellani

Siamo alle porte dell’estate e la voglia di circondarci di colori si fa sempre più insistente anche nel leggere albi illustrati pieni di sfumature…
Quest’aria frizzante di tarda primavera mi fa venir voglia di circondarmi di colore. Lo shopping selvaggio a caccia di vestiti, frutta, verdura, fiori allegri e colorati mi risveglia dal torpore invernale. È per questo che anche negli albi illustrati ricerco le
sfumature più brillanti.
Uno dei colori che preferisco è il giallo e proprio questa tinta è la protagonista di L’ombrello giallo edito da Kalandraka.
L’incipit è caleidoscopico: “A quei tempi tutti gli ombrelli erano neri, marroni o, tutt’al più, blu di Prussia o verde scuro.”
Poi si scopre che in fabbrica è stato fatto per errore un ombrello giallo che fa imbufalire il responsabile del controllo della qualità perché un ombrello giallo “non si è mai visto”. L’operaio che l’aveva tinto non ha il coraggio di affermare che era stato lui a schiacciare il bottone tinta giallo pulcino proprio “pensando a come sarebbe sembrato bello un ombrello color del sole in mezzo alla pioggia”. Non volendo buttarlo, alla fine il responsabile decide di venderlo insieme agli altri e così comincia l’avventura dell’ombrello giallo che, però, nessuno vuole comprare. Questo passa il tempo in vetrina sempre più depresso finché arriva un ometto buffo e lo compra ma… non per usarlo sotto la pioggia! È così che l’ombrello scoprirà di essere l’aiutante di un pagliaccio che lo utilizza per “fare capriole, equilibrismi, giochi di magia per far divertire la gente che andava al circo e che torna a casa contenta come chi porta un girasole vivo nel petto”.

Essendo Ariete, che è governato da Marte, pianeta rosso per eccellenza, adoro anche questo colore in tutte le sue sfumature.
Quindi sono stata irresistibilmente attratta dalla copertina rossa con un cuore rosso di La notte dello stregone edito da Artebambini. Questo divertente albo illustrato narra le vicissitudini di uno stregone che “mangia a colazione i bomboloni al mascarpone” e che si innamora della donna cannone vista in un quadro al Museo dell’Espressione. Per incontrarla di persona chiama Babbo Natale che arriva sul coccodragone (incrocio tra un coccodrillo e un dragone) e che esaudisce il suo desiderio d’amore. Caterina Arciprete, con le sue coloratissime illustrazioni, rende omaggio alla donna paffuta, burrosa, gioiosa e mangiona di Fernando Botero, il grande pittore colombiano la cui pittura è impregnata di ironia.
Di divertimento e umorismo sono ricche anche le pagine di Lupo favoloso edito da Nuove Edizioni Romane. È un albo senza parole dove il lupo, invece di essere il solito stereotipo di brutto e cattivo, diventa invece il protagonista di vari travestimenti colorati e si cala nei panni di molti personaggi delle storie più amate dai bambini, come Cenerentola con un bellissimo vestito rosa che perde la scarpetta pure rosa oppure Raperonzolo, con degli infiniti capelli biondi. Il lupo Biancaneve, in un abito multicolore, strappa un sorriso, mentre il lupo Brutto Anatroccolo è molto tenero. In questo piccolo grande albo Eva Rasano ha saputo con maestria mascherare il lupo in ben diciannove protagonisti delle fiabe: tutti divertentissimi.
I protagonisti di Gatti neri gatti bianchi edito da Editoriale Scienza sono invece i gatti di tutti i colori: bianchi, neri, rossi, grigi tranne verdi. Le illustrazioni di Anna Laura Cantone sono vivaci e spiritose, adatte a rendere in modo buffo i primi concetti di Logica narrati da Anna Cerasoli, la scrittrice che ha saputo far amare la matematica a moltissimi bambini. Nel box nella pagina che segue trovate una piccola intervista proprio ad Anna per scoprire il suo segreto: come riesce a rendere semplici dei concetti matematici difficili.

La rassegna: Il sorriso di Daniela

“Daniela uscì presto di casa. Quel mattino, l’aria profumava
di festa, il cielo era incredibilmente azzurro e un sole grande
e rotondo gli diede il buongiorno dall’alto. Daniela sorrise.
E il sorriso di Daniela volò e volò e andò a posarsi sul cuore
di Roberta, come un colibrì in primavera…”

Un post di Valeria Baudo dedicato a “Il sorriso di Daniela”, primaverile novità di Kalandraka.

Il sorriso di Daniela.

La Rassegna: Chi vorresti essere?

Da http://www.letteratura-per-ragazzi.it

chi_vorresti_essere.jpg

 

Chi vorresti essere?

Arianna Papini

Editore: Kalandraka

Anno: 2011

Pagine: 40

ISBN: 978-88-95933-36-8

 

 

 

Sfogliando qualche tempo fa un vecchio quaderno delle elementari, trovai un piccolo componimento (quelli che chiamavamo Pensierini – il termine Tema, più impegnativo e adulto, sarebbe entrato in vigore solo di lì a qualche anno), seguito da un disegno maldestro ma squisitamente tenero, nel quale descrivevo cosa avrei voluto fare da grande, cosa mi sarebbe piaciuto diventare. Tra quello che scrissi in quell’occasione (fare la professoressa di matematica) e quello che poi sono realmente diventata c’è un abisso, anche se in quelle pagine acerbe c’era un fondo di verità. Negli anni i miei gusti sono cambiati, numeri e sistemi mi sono venuti a noia tanto da diventare un incubo ricorrente e ho decisamente accordato la mia preferenza alle Lettere, tuttavia il desiderio intenso di insegnare non si è mai sopito, anzi è cresciuto e maturato nel tempo. Che poi lavorativamente parlando io sia andata in un’altra direzione, mio malgrado, questo non conta ai fini del nostro discorso. Il sogno è rimasto intatto, custodito non solo nel cassetto ma anche e soprattutto in fondo al cuore e non cessa, caparbiamente e capricciosamente, di saltar fuori, di far capolino, quando meno me lo aspetto. Perché i sogni sono testardi e più cerchi di piegarli più tornano alla ribalta, più forti e spavaldi di prima. Sgorgano dalla nostra fantasia, vanno a braccetto con i nostri pensieri più segreti, percorrono le strade più impervie e tortuose, fingono di essere morti, ma state certi …. sono solo assopiti e aspettano il momento giusto per farsi di nuovo vivi. Forse qualcuno vi dirà di non dar loro retta, di scansarli e trattarli male, di vivere con i piedi ben saldi a terra. Ma non credeteci. I sogni ci appartengono, sono la parte più autentica e più profonda del nostro io. E coltivarli, non tradirli, significa non tradire se stessi, e continuare a inseguire la flebile ma tenace chimera chiamata felicità. Per questo la storia di Rebecca mi è piaciuta così tanto. Questa bambina dai lunghi capelli rossi e dal sorriso aperto sogna di essere un pesce per nuotare nelle acque del mare, in piena libertà. Ma non solo i bambini sognano, anche gli animali. Credete forse che i pesci non abbiano dei desideri in fondo al cuore, solo perché non parlano come noi esseri umani? Persino i coccodrilli, che sembrano così feroci e pericolosi, hanno i loro sogni. Magari vorrebbero essere degli uccelli colorati, farsi ammirare per la loro bellezza anziché incutere paura negli altri animali. Forse si sentono soli e vorrebbero avere un amico con il quale condividere un po’ del loro tempo. E voi, chi vorreste essere? Un pilota, un calciatore, un medico, un pittore? Una ballerina, una scrittrice, una cuoca, una cantante, una veterinaria? O un cane coccolone, che tutte le sere si fa accarezzare dal proprio padrone? O un aquilone, che vola in cielo fra le nuvole, trasportato dalla brezza di giugno? O una rosa, con delicati e vellutati petali e un profumo inebriante? Io ho capito – ma quanto dico potrebbe non valere per voi, dato che non sono più una bambina, ma so che Rebecca è d’accordo con me – che vorrei essere me stessa, null’altro. E non è poco, credetemi. Perché con i miei sogni e la mia fantasia posso essere tutto ciò voglio. E molto di più …. Leggete la storia di Rebecca e dei suoi amici animali e vedrete che ho ragione! (Ilaria Biondi, )

La Rassegna: GIACOMINO E LE GHIANDE

Dal blog Letteratura Candita

LA BORSETTA DELLA SIRENA (libri per incantare)

GIACOMINO E LE GHIANDE, Tim Bowley, Inés Vilpi Kalandraka, 2012 ILLUSTRATI PER PICCOLI (dai 4 anni)

“Giacomino piantò una ghianda, ma…prima che potesse crescere, uno scoiattolo la dissotterrò e la nascose. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, ma…un cavallo la calpestò e la schiacciò. Giacomino piantò una ghianda. Germinò, germogliò, crebbe, ma…” Ma ogni volta arriva qualcuno e la ghianda del povero Giacomino ha un altro destino e non riesce mai a diventare albero. Giacomino diventa grande piantando le sue ghiande, da bambino che era quando ha piantato la prima, la seconda la pianta da ragazzino, la terza è un bel giovanotto, finché quella che pianta da vecchio finalmente riesce a diventare una grande quercia che ospita tra i suoi frondosi rami molti uccelli e fa una grande ombra sotto cui Giacomino e i suoi amici trovano il fresco nei giorni d’estate. Da grande quercia qual è nessuna capra può mangiarsela e nessun bambino può spezzare i suoi fragili rami, perché i suoi rami ora sono possenti e pieni di foglie e di nuove ghiande che, ricominciando il ciclo, daranno vita a nuove querce, con nuove foglie, nuovi rami e saranno mangiare per scoiattoli e capre, finiranno sotto gli zoccoli di un cavallo e rotti sotto il peso di bambini o tagliati per bruciare in un caminetto. Giacomino e le sue ghiande ci ricordano che nella vita perseverare, insistere nei propri intenti porta ad un qualche risultato. Così come Giacomino tenta e ritenta nella sua attività di piantatore di ghiande, altrettanto fa la ghianda, cercando di schivare zoccoli di cavalli, bocche di capre fameliche e zampe di scoiattoli voraci con lo scopo di portare a termine la sua missione di seme, ovvero diventare albero! Carla Noterella al margine. I disegni di Inés Vilpi sono coloratissimi. Alcuni particolari sono veri e propri esercizi decorativi. Ai bambini piaceranno i villaggi movimentati che sono lo sfondo di molte tavole. Ma ai bambini piacerà moltissimo anche il testo che gioca con loro attraverso le parole che si ripetono, quasi a volerli ‘chiamare dentro’, in un’eco che si ripete tra scritto e parlato. Sarà un caso o il nome Giacomino destina chi lo possiede ad avere la verve del giardiniere e del piatatore di semi, di ghiande o di fagioli…magici?

Carla Ghisalberti