Archivi del mese: febbraio 2012

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Recensione- L’OMBRELLO GIALLO

Recensione- L’OMBRELLO GIALLO

Vogliamo riportare la magnifica recensione di Eleonora Bellini sul blog Le letture di don Chisciotte.

“[…] La lettura è indicata a tutti, bambini e anche adulti, e particolarmente a chi vorrebbe essere sempre uguale agli altri e si interroga sul perché della propria unicità e/o diversità. E’ adatta a chi si sente messo da parte e non se ne capacita. E’ adatta a chi sa fare bene delle cose e nessuno gliele chiede […]”

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La Rassegna: Ballare sulle nuvole

Donatella Romanelli pubblica una recensione sull’albo dell’autrice argentina Vanina Starkoff sul blog Mangialibri.

viaBallare sulle nuvole.

La Rassegna: L’ombrello giallo

Il portale indipendente di informazione e documentazione sulla letteratura per ragazzi in Italia, Letteratura per ragazzi.it, che amministra Emanuela Stangoni dell’Associazione Attraverso Lo Specchio di Sassari, ha pubblicato una recensione dedicata all’albo “L’ombrello giallo”, di Joel Franz Rosell e Giulia Frances Campolmi.

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L’ombrello giallo

Joel Franz Rosell

Illustrazioni: Giulia Frances Campolmi

Traduzione: Nicoletta Nanni

Editore: Kalandraka

Anno: 2012

Collana: Libri per sognare

Pagine: 40

ISBN 978-88-95933-37-5

Una fabbrica di ombrelli bagnati da colori che sanno di giornate di ordinaria routine. Così da sempre. Ma accade, un giorno, che il desiderio di un operaio di vedere un ombrello diverso dagli altri si avveri. Color del sole la sua veste: come sarebbe stato bene in mezzo alla pioggia. Ma nessuno, quando l’ombrello arriva in uno dei tanti negozi per essere acquistato, pone lo sguardo su di esso: i suoi fratelli vengono tutti venduti e lui esposto in una vetrina insieme a tante altre carabattole ormai polverose…. L’ombrello non può dimenticare il suo sogno – lo stesso che aveva avuto l’operaio quando aveva spinto la levetta della tinta color pulcino – anche quando viene acquistato da un passante, un clown, per utilizzarlo in altro modo e in altro contesto.

Nonostante le tante pene della sua breve vita, l’ombrello giallo non si era mai sentito così deluso e offeso. Forse quel tizio non capiva che per un ombrello, per giallo che sia, è imprescindibile aprirsi sotto la pioggia e sentire il picchiettare delle gocce sulla copertura ben tesa? No, non se ne rendeva conto. Non se ne rese conto né quel giorno, né nessun altro. Quel uomo non uscì mai con l’ombrello nei giorni di pioggia!

Un sogno che coinvolge una vita potrà essere sostituito? Forse, ma nel tutto. Sentirsi diverso/i dagli altri è lo stato d’animo dell’ombrello. Sappiamo che non possiamo realizzare ogni desiderio e il corso degli eventi ce lo dice, trattenendo in noi quel senso di rinuncia, di allontanamento dalla nostra libertà. Diventando altro solo per altri.

L’ombrello giallo, racconto essenziale e intimista, è stata scritto dal bravo e premiato Joel Franz Rossel. L’autore cubano che ora vive in Francia ha dovuto attendere parecchio prima di vedere questa storia pubblicata singolarmente, in un albo illustrato. Il testo infatti fino ad oggi era stato editato in una raccolta in portoghese ( Era uma vez um jovem mago, 1991) e in spagnolo (Los cuentos del mago y el mago del cuento, 1995). Un bravo a Kalandraka, che ha realizzato il sogno dell’autore. Le tavole sono di Giulia Frances Campolmi, che firma il suo primo albo. (e.s.)

La Rassegna: Io e il Ragno

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Almeno due sono gli elementi innovativi di questo aìbo illustrato: l’uso della fotografia (così rara nelle edizioni italiane) e la presenza della figura del ragno, che di solito suscita repulsione anziché curiosità.
Ma gli autori più intelligenti sanno rovesciare i cliché: in questo libro il ragno tesse un filo che, oltre a collegare una pagina alla successiva parte dai piedi e, sezione dopo sezione, esplora il corpo infantile, associando ciascuna parte a un frutto. L’alluce è tondo come il kiwi, le gambe sono lisce come papaya, l’ombelico è misterioso come la noce di cocco, gli occhi rotondi come ciliegie. Infine si getta nel vuoto, tende un filo sottile e scompare “tessendo una tela d’amicizia”.

Insolito albo anti-clichè
Indubbiamente anticonvenzionale, ci convincono ìe immagini fotografiche nitide e pulite, su fondo bianco, e il testo dal contenuto originale.
Per caratteristiche formali, le illustrazioni si awicinano alle immagini scientifiche. oggettive e rigorose. Stagliate sulla pagina biancal per contenuto, le parole invitano al gioco di esplorazione del corpo che tanto piace ai bambini.
L’inaspettato accostamento a uno degli insetti che piu risultano raccapriccianti, e che funge da trait-d’union, incuriosisce e conquista; assegna una sfumatura di humour così rara nei libri destinati ai piccoli. Ideale per giocare con il corpo e con le parole, lo vediamo destinato a lettori che apprezzano l’ inusuaÌe e che, soprattutto, non abbiano paura dei ragni.

Scritto da Angela Dal Gobbo per Liber – Zoom editoria (febbraio 2012)

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La rassegna: Non è una scatola

La rassegna: Non è una scatola

Marco Mondino si occupa dell’albo “Non è una scatola”, di Antoinette Portis nella puntata del 17 febbraio di Assaggi Letterari, rubrica televisiva dedicata al mondo del libro e dell’editoria. Va in onda ogni venerdì all’interno del tg Hercole Tv News.

La Rassegna: Il mondo dei bambini – IO E IL RAGNO e CHI VORRESTI ESSERE?

Due albi profondamente diversi: dal formato alle tecniche scelte, dalla scelte compositive agli intendimenti. Eppure singolarmente vicini e per questo ho scelto di presentarli assieme. Che cosa li unisce? Direi l’attenzione fresca e originale verso il mondo del bambino e dei suoi sentimenti, dei suoi giochi e delle sue esperienze e la capacità di farlo muovendosi sul terreno fertile della metafora e della similitudine. Io e il ragno volge maggiormente verso una dimensione di primissima divulgazione dato che intende presentare le diverse parti del corpo. Lo fa però con briosa originalita giacché vi è un costante parallelo fra quest’ultime e le qualita di frutti ben noti. Non solo, ma tutto è affìdato ad un’elegante partitura che si affida alle belle fotografie di Vicente, sagacemente disposte sulle pagine a formare immagini limpide e coinvolgenti. Un ragno impertinente cammina lungo il corpo di un paffuto bambinello nudo e man mano ne vengono fuori sorprendenti ed efficaci collegamenti: “E agitando le zampe mi salutò. Poi scomparve, tessendo tra noi una tela d’amicizia”.
L’albo di Arianna Papini invece si affìda tutto ad una composizione quanto mai semplice e Iieve, quasi minimale, ma di indubbia forza narrativa, a partire dalla non consueta presentazione tipografica. Articolato in una costante soluzione a doppia pagina, è una sorta di albo “circolare”. Dato che, muovendo dalla domanda iniziale che dona anche il titolo al libro, registra via via non solo le risposte ma lo fa attraverso ardite metamorfosi visive. Cosicché quando Rebecca risponde:”Vorrei essere un pesce per ascoltare il silenzio e nuotare libera nel mare”, la vediamo trasformarsi mantenendo però della bambina le gambe e il vestitino a pois. A sua volta il pesce resterà tale ma il viso sarà quello di un barbagianni (“per assaggiare topolini e conigli e volare libero nel cielo”) e cosi via fino al gatto che amerebbe essere Rebecca (“per essere abbracciato dalla sua mamma la sera prima di dormire”) e alla stessa bimba che, a quel punto, vorrebbe riassumere in sé tutte le caratteristiche degli altri. Lo stile di Arianna Papini, come ben sappiamo, ha da sempre una sua precisa riconoscibilità, ma mi piace sottolineare come in questa occasione il suo lavoro si sia fatto ancor più sapiente e misurato. Mi convincono appieno i colori delicati e chiari, le partiture equilibrate e ampie, ricche di attese, la capacita di rendere ancor più sintetico ed essenziale il segno. Di attingere, in conclusione, ad una preziosa misura lirica.

Articolo di Walter Fochesato per la rivista ANDERSEN (febbraio 2012)

La rassegna: La magica scoperta del nostro corpo – Io e il ragno

 

Interessante come un’esperienza, affascinante come la natura: si chiama corpo ed e la sua bellezza in assimilazione con la intrinseca perfezione dei frutti, iI tutto in una espressione realistica realizzata con foto in primo piano, a fare da base per questo inconsueto albo edito da Kalandraka. “lo e il ragno” di Fran Alonso e Manuel G. Vicente non e una storia, bensì una sequenza di illustrazioni con cui esplorare di pagina in pagina il percorso curioso e appena percettibile di un piccolo ragno che, con un divertente contrasto, tenta di “scalare” la struttura corporea di una bimba percorrendone le tante curve.
Tra le illustrazioni un testo semplice che lega e descrive, racconta e sollecita. Nascono così similitudini tra i piccoli particolari anatomici e i prodotti della natura, tra le sensazioni tattili del contatto e la molteplicita di forme e di consistenze conosciute: I’alluce tondo come un kiwi, la bocca fresca come una prugna, iI naso a punta come una fragola e così via. Quindi un’occasione di divertimento per conoscere e conoscersi, per scoprire le forme proprie e dei frutti e percepire la sensazione tattile e un’opportunita meno solita per leggere il mondo e sé stessi da offrire ai piccolissimi. Ma in più, proprio in questa descrizione così libera, il testo consente diverse modalita di accesso alle iIIustrazioni e rende possibili letture fantasiose e alternative che non sfuggiranno certamente agli adulti, attenti lettori vicariali.

Scritto da Giusi Germenia

(Febbraio 2012 / VIVERE – settimanale del quotidiano “La Sicilia” – Anno XVII – n. 624)